24 Settembre 2019

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

L’opposizione al decreto ingiuntivo europeo: il punto dopo le pronunce delle Sezioni Unite nn. 2840 e 2841 del 2019

Il decreto ingiuntivo europeo, rectius l’Ingiunzione di Pagamento Europea (altrimenti nota sotto l’acronimo IPE), è istituto processuale introdotto nel nostro ordinamento con il Regolamento CE n. 1896/2006. Pur senza poter entrare nell’analitica disamina della disciplina regolamentare, è fuor di dubbio che si tratta di una procedura assai semplificata, come dimostra la possibilità che l’istanza di ingiunzione sia depositata anche dalla parte personalmente, senza il ministero del difensore e attraverso la mera compilazione di moduli, altrettanto agevolmente estratti dal sito internet ejustice, senza neppure la necessità di documentare il credito, rispondendo al modello della c.d. monizione pura, basata unicamente sulle allegazioni del creditore che si afferma tale e che la richiede. Nonostante questo, l’IPE è strumento che poco successo ha riscosso…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Natura del litisconsorzio in caso di pluralità di locatori, contratti e beni concessi in locazione ad unico conduttore

Cass. sez. III, 5 Luglio 2019, n. 18069 Pres. Amendola – Rel. Iannello Locazione – Parte locatrice costituita da una pluralità di locatori – Solidarietà attiva e passiva nei rapporti con il conduttore – Conseguenze sul piano processuale – Litisconsorzio necessario tra i plurimi soggetti che rivestono la qualità di parte locatrice – Esclusione – Fondamento. Locazione – Disciplina delle locazioni di immobili urbani – Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione – Diritti ed obblighi delle parti – Deposito cauzionale – Funzione – Cessazione della locazione – Obbligo di restituzione – Inadempimento – Diritto del conduttore di esigerne la restituzione – Configurabilità – Svincolo del deposito cauzionale – Effetti – Perdita della garanzia rappresentata dai beni oggetto…

ESECUZIONE FORZATA

L’ordinanza di assegnazione del credito pignorato è censurabile mediante opposizione agli atti esecutivi ex art. 617, comma 2, c.p.c., tanto in caso di mancata dichiarazione del terzo debitor debitoris, quanto in caso di erronea interpretazione della dichiarazione resa

Cass. civ. Sez. III, Sent. 02-07-2019, n. 17663 – Pres. De Stefano – Rel. D’Arrigo Nei pignoramenti presso terzi ai quali si applicano le modifiche di cui alla l. 24 dicembre 2012, n. 228, e successive, l’impugnazione prevista dall’art. 548 c.p.c., comma 2, e dall’art. 549 c.p.c., concernenti rispettivamente l’ordinanza pronunciata in caso di mancata dichiarazione del terzo e quella con cui il giudice dell’esecuzione risolve le contestazioni sorte sulla dichiarazione, si deve proporre con ricorso al giudice dell’esecuzione, nelle forme e nei termini previsti dall’art. 617 c.p.c., comma 2. CASO S.W. procedeva esecutivamente per la riscossione di un credito di lavoro nei confronti della società debitrice, sottoponendo a pignoramento ex art. 543 c.p.c. le somme alla stessa dovuta dalla D. s.r.l.,…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Valida la clausola del contratto di leasing che pone a carico dell’utilizzatore il rischio di perimento del bene

Cass. civ., sez. III, 23 maggio 2019, n. 13956 – Pres. Armano – Rel. Iannello Parole chiave: Contratto di leasing – Clausola che pone a carico dell’utilizzatore il rischio di perimento del bene – Vessatorietà – Esclusione – Configurabilità come clausola penale – Esclusione Massima: Nei contratti di leasing traslativo, la clausola che pone a carico dell’utilizzatore il rischio per la perdita del bene oggetto del contratto, prevedendo l’obbligo di pagamento a titolo di indennizzo di tutti i canoni non ancora scaduti e del prezzo di riscatto, non ha carattere vessatorio, poiché si limita a regolare la responsabilità per la perdita del bene in conformità alla disciplina legale desumibile – in via analogica – dall’art. 1523 c.c. sulla vendita a…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

I poteri dell’amministratore di accedere alle unità private, in caso di lavori necessari ed urgenti ed il dovere di collaborazione dei condomini

Corte di Cassazione, II^ Sez. civile, Sentenza  n. 212429 agosto 2019 – Pres. Antonio Oricchio – Cons. Rel. Giuseppe Dongiacomo Art. 843 c.c. – Art. 1130 c.c. – Art. 1131 c.c. – Art. 360 c.p.c. L. n. 134 del 2012; L. n. 220 del 2012 “Il condominio ha il diritto di provvedere alla riparazione e alla manutenzione dei beni comuni dell’edificio ed ha l’obbligo di farlo onde evitare danni alle proprietà esclusive dei condomini e dei terzi e che, ove manchi la collaborazione dei condomini all’esercizio di tale diritto, l’amministratore può agire in giudizio, in rappresentanza del condominio, per fare valere tale diritto, sia in sede cautelare ( ex art. 1130 n. 4 c.c.) che di merito ( ex art….

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Scelta della religione per il figlio: libertà religiosa dei genitori può essere limitata nell’interesse del minore

Cassazione civile sez. I, ordinanza n. 21916 del 30 agosto 2019 Responsabilità genitoriale – scelta della religione – interesse prevalente del minore – ascolto (Artt. 337 ter c.c. e 315 bis comma III c.c.) Il giudice può adottare provvedimenti contenitivi o restrittivi dei diritti individuali dei genitori in tema di libertà religiosa e di esercizio del ruolo educativo solo in seguito all’accertamento in concreto di conseguenze pregiudizievoli per il figlio che ne compromettano la salute psico-fisica e lo sviluppo. Tale verifica non può che basarsi sull’osservazione e sull’ascolto del minore. Caso. Nel giudizio per la separazione personale dei coniugi, il Tribunale di Como disponeva l’affidamento condiviso del figlio minore della coppia ad entrambi i genitori. Con riguardo al contrasto sorto…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Il socio cedente quote di società di capitali non è soggetto ad un generico obbligo di non concorrenza

Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza del 21 gennaio 2019 Parole chiave: cessione di quote – non concorrenza – cessione di azienda – art. 2557 c.c. – società di capitali Massima: “La disciplina delle società di capitali non prevede, diversamente dalla disciplina della società in nome collettivo ex art. 2301 c.c., un generale divieto di concorrenza per il socio uscente. Di talchè, siffatto divieto può configurarsi solo se contemplato nello statuto sociale, o nell’atto di cessione della quota, ovvero, al ricorrere dei presupposti richiesti per la configurazione dell’ipotesi di cessione d’azienda; ricorrendo quest’ultima ipotesi, troverà applicazione analogica l’art. 2557 c.c.”. Disposizioni applicate: art. 2557 c.c. Con la sentenza in commento il Tribunale di Bologna si pronuncia…

CRISI DI IMPRESA

Gli assetti adeguati e la business judgment rule

Sentenza n. 5384/2018 pubbl. il 20/11/2018 Tribunale di  Torino Sezione Specializzata in materia di Impresa Parole chiave: Assetti  Adeguati –  Business Jugdment Rule Massima: Rientra nei doveri dell’organo amministrativo predisporre un assetto organizzativo amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa e poi agire – assumere decisioni e curarne l’esecuzione, o vigilare che ne sia curata l’esecuzione da parte dei sottoposti – attenendosi alle regole e procedure predisposte. Le scelte operative dell’amministratore sono insindacabili nel merito, secondo la c.d. business judgement rule, salvo il limite della valutazione di ragionevolezza, da compiersi ex ante, e tenendo conto – sempre nell’ordine del limite – della mancata adozione delle cautele, delle verifiche e delle informazioni preventive, normalmente richieste per una scelta…

DIRITTO BANCARIO

Anatocismo: ammortamento alla francese, regime finanziario composto e modalità di calcolo degli interessi

Trib. Roma 19 settembre 2019, dott. Carlomagno Si segnala la recentissima decisione Trib. Roma 19 settembre 2019, dott. Carlomagno  (allegata), che contiene interessanti riflessioni in materia di anatocismo bancario e ammortamento alla francese. In particolare, la sentenza affronta la questione relativa alla necessità di esplicitare nel contratto di mutuo il regime finanziario composto e le modalità di computo degli interessi: sul capitale residuo piuttosto che sulla quota capitale in scadenza (per approfondimenti, si rinvia a  Fiorucci, Controversie bancarie. Casi e soluzioni giurisprudenziali, 2019, Milano, p. 188). Nel disattendere una tale ricostruzione del fenomeno anatocistico (al pari di quanto già stabilito da Trib. Torino 30.5.2019 e Trib. Milano 26.3.2019), l’allegata decisione evidenzia quanto segue: – nell’ammortamento francese, gli interessi vengono calcolati…

DIRITTO DEL LAVORO

I requisiti di validità del verbale di conciliazione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 1 aprile 2019, n. 9006 Lavoro subordinato – diritti e obblighi del prestatore di lavoro – transazione – validità – limiti Massima In materia di atti abdicativi di diritti del lavoratore subordinato, le rinunce e le transazioni aventi ad oggetto diritti del prestatore di lavoro previsti da disposizioni inderogabili di legge o da contratti collettivi, contenuti in verbali di conciliazione conclusi in sede sindacale, non sono impugnabili, a condizione che l’assistenza prestata dai rappresentanti sindacali sia stata effettiva, così da porre il lavoratore in condizione che dall’atto stesso si evincano la questione controversa oggetto della lite e le reciproche concessioni in cui si risolve il contratto transattivo ai sensi dell’art. 1965 c.c. Commento La Corte di…

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