10 Settembre 2019

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La data della scrittura privata nei confronti dei terzi

Abstract: Il presente Focus è dedicato all’illustrazione della disciplina racchiusa nell’art. 2704 c.c., e in particolare alla questione, di grande rilievo sul terreno pratico, dell’identificazione dei casi in cui la data riportata su una scrittura privata può essere efficacemente opposta al terzo, ossia al soggetto che non abbia preso parte alla redazione del documento o non sia comunque titolare del negozio giuridico in esso dedotto. La data della scrittura privata consiste nell’indicazione, apposta sul corpo del documento, di giorno, mese e anno in cui il medesimo è stato redatto, generalmente accompagnata dall’indicazione del luogo in cui sono state apposte le sottoscrizioni delle parti. La data non costituisce un requisito essenziali della scrittura privata: ciò non significa, tuttavia, che la stessa…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sui poteri del giudice susseguenti al disconoscimento di un messaggio “sms”

Cass., sez. I, 17 luglio 2019, n. 19155. Pres. Giancola, Rel. Iofrida Procedimento civile – Prova documentale – Disconoscimento – Valore probatorio (C.c. art. 2712; c.p.c. artt. 115, 116, 214, 215, 216) Lo “short message service” (c.d. sms) contiene la rappresentazione di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti ed è riconducibile all’ambito dell’art. 2712 c.c.: esso forma dunque piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne contesti la conformità ai fatti o alle cose medesime. Tuttavia, l’eventuale disconoscimento di tale conformità non ha gli stessi effetti di quello della scrittura privata previsto dall’art. 215 c.p.c., comma 2, poiché mentre nel secondo caso, in mancanza di richiesta di verificazione e di esito…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

L’efficacia del decreto ingiuntivo non opposto dalla società di persone in danno dei soci illimitatamente responsabili

Cass. Civ., Sez. III, Ord., 13 giugno 2019, n.15877 – Pres. Vivaldi, Est. Rossetti Procedimento per ingiunzione – Opposizione a decreto ingiuntivo – Decreto ingiuntivo pronunciato a carico di una società di persone – Efficacia anche nei riguardi dei soci illimitatamente responsabili – Onere di proporre opposizione al decreto ingiuntivo anche da parte dei soci   Il decreto ingiuntivo pronunciato a carico di una società di persone ed a favore di creditore sociale estende i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, ricorrendo una situazione non diversa da quella che, ai sensi dell’art. 477 c.p.c., consente di porre in esecuzione il titolo nei confronti di soggetti diversi dal soggetto contro cui è stato formato e risolvendosi, altresì, l’imperfetta…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Grava sul compratore l’onere di provare l’esistenza di vizi nella cosa venduta

Cass. civ., sez. un., 3 maggio 2019, n. 11748 – Pres. Curzio – Rel. Cosentino Parole chiave: Compravendita – Garanzia per i vizi della cosa venduta – Risoluzione del contratto o riduzione del prezzo – Prova dell’esistenza del vizio – Onere del compratore [1] Massima: In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta di cui all’art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. è gravato dell’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1490, 1492, 2697 CASO L’acquirente di oggettistica in vetro si opponeva al decreto ingiuntivo con cui era stato condannato a pagare il prezzo dei beni…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Impugnativa delibera assembleare, distacco dal riscaldamento condominiale – intervento di terzo

Tribunale civile di Milano, Sez. 3^, 10 gennaio 2017 n.187. Art.1136 c.c. – art. 1120 c.c. – 105 c.p.c. “Tanto rilevato in fatto e diritto ed in mancanza di diversa allegazione e prova, osserva questo giudice che seppure l’odierno attore, in linea di principio, ha diritto d rinunziare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento ed a distaccarsi dallo stesso, non ostandovi alcuna norma regolamentare contrattuale; invece, per quanto emerso in fatto, il distacco in questione comporterebbe per i restanti condomini e per l’impianto condominiale quegli squilibri dell’impianto ed aggravi di spese di gestione e manutenzione dello stesso, che sono ostativi al legittimo distacco” FATTO La fattispecie riguardava l’impugnazione di una delibera condominiale da parte di un condomino, cui era stata negata…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Adozione in casi speciali di minore disabile a single sessantaduenne

Cassazione civile sez. I civile, sentenza 26 giugno 2019 n.17100 Adozione in casi particolari (art. 44, lett. d legge n. 184/1983) L’accesso all’adozione speciale di cui all’art. 44, lett. d. della legge 184/1983 è consentito alle persone singole e alle coppie di fatto. In assenza di specificazione dei requisiti soggettivi di adottante e adottando, come pure del limite massimo di differenza di età, il minore disabile, i cui genitori sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale, può essere adottato dall’infermiera pediatrica che si era presa cura di lui fin dalla nascita, anche se single e sessantaduenne. Caso. Il Tribunale per i minorenni di Napoli aveva respinto la domanda proposta dai due coniugi per la revoca della dichiarazione di decadenza dalla…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’amministratore di una S.r.l. che violi il vincolo di fiducia coi soci è revocabile per giusta causa

Tribunale Roma, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza del 28 febbraio 2019 Parole chiave: revoca dell’amministratore – società a responsabilità limitata – giusta causa – pactum fiduciae – fiducia – risarcimento del danno Massima: “La giusta causa per la revoca dell’amministratore, prevista dall’art. 2383, terzo comma, c.c., può consistere non solo in fatti integranti un significativo inadempimento degli obblighi derivanti dall’incarico, ma anche in fatti che minino il pactum fiduciae, elidendo l’affidamento riposto al momento della nomina sulle attitudini e capacità dell’amministratore, sempre che essi siano oggettivamente valutabili come capaci di mettere in dubbio la correttezza e le attitudini gestionali dell’amministratore revocato, e non costituiscano, invece, il mero inadempimento ad una inesistente soggezione dell’amministratore stesso alle direttive del socio…

CRISI DI IMPRESA

Sulla chiusura del fallimento per assenza di domande di insinuazione

Cass. civ., sez. I, 16 maggio 2019, n. 13270 – Pres. Didone – Rel. Terrusi Parole chiave: Fallimento – Chiusura – Per assenza di domande di insinuazione tempestive – Equiparazione della rinuncia alle domande tempestivamente presentate – Inammissibilità [1] Massima: L’art. 118, comma 1, n. 1), l.fall. prevede come motivo di chiusura del fallimento il solo caso della mancata presentazione di domande nel termine stabilito nella sentenza dichiarativa, cui non possono essere equiparati né il ritiro della domanda tempestivamente presentata, né la rinuncia alla stessa intervenuta prima dell’adunanza di verifica dei crediti. Disposizioni applicate: r.d. 267/1942, artt. 93, 101, 118 CASO Nell’ambito di una procedura fallimentare radicata innanzi al Tribunale di Roma, tutte le ventinove domande di ammissione al passivo…

DIRITTO BANCARIO

Il bancomat secondo la Cassazione

Il bancomat identifica un circuito di servizi per il prelievo di denaro contante da sportelli automatici ATM che consente al correntista di una banca di eseguire alcune operazioni (versamenti e prelievi di contanti, rilascio di estratti conto, pagamento di bollette, ricarica telefono mobile) mediante l’inserimento di una carta di debito magnetica personalizzata (detta correntemente carta bancomat) in uno sportello ATM (automatic teller machine). L’infrastruttura del circuito permette inoltre di effettuare il pagamento di beni e servizi presso esercizi commerciali convenzionati. La Cassazione ha stabilito che ai fini della valutazione della responsabilità contrattuale della banca ​per il caso di utilizzazione illecita da parte di terzi di carta bancomat trattenuta dallo sportello automatico, non può essere omessa, a fronte di un’esplicita richiesta…

DIRITTO DEL LAVORO

Contratto a termine: la sentenza che ne accerta la nullità è dichiarativa

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 26 marzo 2019, n. 8385 Contratto a tempo determinato – Nullità del termine – Sentenza dichiarativa – Conversione in rapporto a tempo indeterminato – Data illegittima stipulazione Massima Anche a seguito della norma di interpretazione autentica di cui all’articolo 1, comma 13, legge 92/2012 la sentenza che accerta la nullità della clausola appositiva del termine e ordina la ricostituzione del rapporto illegittimamente interrotto, cui è connesso l’obbligo del datore di riammettere in servizio il lavoratore, è di natura dichiarativa e non costitutiva: la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, pertanto, opera con effetto ex tunc dalla illegittima stipulazione del contratto a termine, mentre l’indennità di cui all’articolo 32, comma 5, L. 183 del 2010 ristora…

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