9 Luglio 2019

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Il pegno non possessorio

Abstract Con il d.l. 3 maggio 2016 n. 59 recante “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori di banche in liquidazione”, convertito con la legge 30 giugno 2015 n. 119, il legislatore ha introdotto importanti novità in ambito di semplificazione nella riscossione del credito introducendo la figura del pegno mobiliare non possessorio. Il presente contributo si propone di analizzare brevemente tale istituto mettendone in evidenza le principali caratteristiche. *** Il d.l. n. 59/2016 ha introdotto nel nostro ordinamento il pegno mobiliare non possessorio il quale consente agli imprenditori inscritti nel registro delle imprese di garantire «i crediti concessi a loro o a terzi, presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La compensazione delle spese di lite

Cass. civ., sez. I, 22 maggio 2019, n. 13922 – Pres. Didone – Rel. Dolmetta [1] Impugnazioni civili – Ricorso per cassazione – Spese processuali – Principio della soccombenza – Compensazione (Cod. proc. civ., artt. 91; 92) [1] “Con sentenza 19 aprile 2018 n. 77, la Corte Costituzionale ha dichiarato la “illegittimità costituzionale dell’art. 92 c.p.c., comma 2, nel testo modificato dalla D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 13, comma 1, convertito, con modificazioni, nella L. 10 novembre 2014, n. 162, nella parte in cui non prevede che il giudice possa compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero, anche qualora sussistano altre gravi ed eccezionali ragioni” […] la pronuncia ha ritenuto che l’indicazione normativa dell’“assoluta novità…

ESECUZIONE FORZATA

Sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo e cessazione della materia del contendere in sede di opposizione all’esecuzione: per la liquidazione delle spese si applica il criterio della soccombenza virtuale

Cassazione civile sez. III, 29/11/2018, n. 30857; Pres. De Stefano; Rel. Rubino Sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo in sede di opposizione all’esecuzione: criterio della soccombenza virtuale per regolare le spese del giudizio In sede di opposizione all’esecuzione, la sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo, in conformità del generale principio della domanda, non determina “ex se” la fondatezza dell’opposizione e il suo accoglimento, bensì la cessazione della materia del contendere per difetto di interesse, sicché, nel regolare le spese dell’intero giudizio, il giudice dell’opposizione non può porle senz’altro a favore dell’opponente, ma deve utilizzare il criterio della soccombenza virtuale, secondo il principio di causalità, considerando, a tal fine, l’intera vicenda processuale. CASO Il Tribunale di Roma dichiarava risolti undici contratti preliminari, aventi…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Malfunzionamento della linea telefonica aziendale: la compagnia telefonica risponde solo per mancata riparazione del guasto

Cass. civ., Sez. III, 29 gennaio 2019, n. 2358, sent. – Pres. Travaglino – Rel. Gorgoni Responsabilità contrattuale – Contratto di somministrazione – Nesso di causalità materiale – Nesso di causalità giuridica – Esclusione – Danno patrimoniale – Danno non patrimoniale – Danno esistenziale – Danno da perdita di chance – Esclusione [1] Deve essere escluso il risarcimento del danno esistenziale e di altre voci di danno non patrimoniale invocate dal ricorrente, titolare di una impresa, per il ritardo nella risoluzione dei problemi legati alla linea telefonica dell’azienda se manca la dimostrazione, gravante sul ricorrente, del nesso di causalità materiale, attinente alla derivazione dell’evento lesivo dalla condotta inadempiente del gestore, e del nesso di causalità giuridica, ossia la prova delle…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Impugnazione delibera assembleare, per l’individuazione della competenza per valore, conta il “thema decidendum” e non “quid dispuntandum”…

Corte di Cassazione, VI^-2  Sez. Civ. Ordinanza n. 21227 del 28 agosto 2018  Presidente Dott. Pasquale D’ascola – Rel. Consigliere Dott. Antonino Scalisi Art.1137 c.c. – L. 69 del 2009- Riforma L. 11 dicembre 2012, n.220 “Ai fini della determinazione della competenza per valore, in relazione a una controversia avente a oggetto il riparto di una spesa approvata dall’assemblea di un condominio, anche se il condominio agisce per sentir dichiarare l’inesistenza del suo obbligo di pagamento sull’assunto dell’invalidità della deliberazione assembleare, bisogna fare riferimento all’importo contestato, relativamente alla sua singola obbligazione, e non all’intero ammontare risultante dal riparto approvato dall’assemblea di condominio, poiché in generale, allo scopo dell’individuazione dell’incompetenza, occorre avere riguardo al “thema decidendum”, invece che al “quid disputandum”;…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

L’esercizio in via surrogatoria dell’azione di riduzione da parte dei creditori del legittimario pretermesso

Cassazione Civile, Sez. 2, Sentenza n. 16623 del 20/06/2019 SUCCESSIONI MORTIS CAUSA – SUCCESSIONE NECESSARIA – REINTEGRAZIONE DELLA QUOTA DI RISERVA DEI LEGITTIMARI – AZIONE DI RIDUZIONE – Legittimazione – Eredi e Aventi causa – Creditori personali del legittimario – Sussiste * L’azione di riduzione è direttamente esperibile in via surrogatoria da parte del creditore del legittimario pretermesso nella specifica ipotesi di inerzia colpevole di questi (non essendo, perciò, necessario in tal caso il preliminare esperimento dell’actio interrogatoria e della conseguente domanda di autorizzazione, in caso di rinunzia, ai sensi dell’art. 524 c.c.), realizzandosi un’interferenza di natura eccezionale – ma legittima – nella sfera giuridica del debitore. *Massima non ufficiale Disposizioni applicate Articoli 457, 524, 557 e 2900 cod. civ….

CRISI DI IMPRESA

La “Super società di fatto”: un fallimento possibile?

Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 11.6.2019 (Ud. 19.3.2019), n. 15620 – Pres. A. Scaldaferri – Rel. G. Iofrida Parole chiave: società di fatto – direzione e coordinamento – holding – fallimento in estensione Massima: L’art. 147, L. Fall., comma 5, trova applicazione non solo quando, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, risulti che l’impresa è, in realtà, riferibile ad una società di fatto tra il fallito ed uno o più soci occulti, ma, in virtù di sua interpretazione estensiva, anche laddove il socio già fallito sia una società, anche di capitali, che partecipi, con altre società o persone fisiche, ad una società di persone (cd. supersocietà di fatto) – non assoggettata ad altrui direzione e coordinamento la…

DIRITTO BANCARIO

Contenzioso bancario: la parola alla Cassazione

Con l’interessante decisione del 26 giugno 2019 n. 17110, la Cassazione ha operato una ricognizione di tematiche abitualmente al centro del contenzioso bancario, sintetizzabili come segue: – in tema di cessione in blocco dei crediti da parte di una banca, ai sensi dell’art. 58 TUB, è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, senza che occorra una specifica enumerazione di ciascuno di essi, allorché gli elementi comuni presi in considerazione per la formazione delle singole categorie consentano di individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione (Cass. 29 dicembre 2017, n. 31188); – le disposizioni contenute nel d.m. 24…

DIRITTO DEL LAVORO

Termine per il deposito delle memorie nel tentativo di conciliazione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 21 marzo 2019, n. 8026 Licenziamento individuale – Tentativo di conciliazione – Termine di decorrenza – Mancato deposito di memoria – Condizioni – Effetti Massima Nelle ipotesi di impugnazione del licenziamento individuale ex art. 6 l. n. 604/1966, ove alla richiesta del tentativo di conciliazione o arbitrato – da parte del lavoratore – nel termine di 180 giorni dall’impugnazione stragiudiziale, consegua il mancato accordo, poiché controparte non deposita presso la commissione di conciliazione la memoria prevista dall’art. 410, comma 7 c.p.c., entro 20 giorni dal ricevimento della copia richiesta, dallo scadere del suddetto termine decorre l’ulteriore termine di 60 giorni entro il quale il lavoratore è tenuto a presentare il ricorso al giudice, a pena…

PRIVACY

GDPR: Obbligo di formazione per autorizzati, designati e DPO e sanzioni comminabili in caso di violazione

Ad un anno dalla piena applicabilità del GDPR, spesso ci si domanda quale sia il reale livello di adeguamento nazionale degli enti, sia in ambito pubblico che privato e il livello di “consapevolezza” e attenzione in materia di protezione dati, raggiunto dai Titolari e Responsabili del trattamento dei dati personali (e ovviamente dipendenti delle varie strutture). Per comprendere al meglio lo spirito del GDPR, è opportuno richiamare l’attenzione sul principio cardine del Regolamento, ossia quello di accountability (responsabilizzazione): colui che deve adottare e rispettare le regole e principi del GDPR è chiamato a conoscere in primis la realtà in cui opera, gli strumenti di cui è dotato, il personale che ha a disposizione e i contenuti della propria attività. Solo…

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