9 Aprile 2019

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La revocazione per scoperta di nuovi documenti

Come è noto l’art. 395, n. 3 c.p.c. consente la revocazione della sentenze “se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario”, con ciò mirando a mettere il giudice della revocazione nella condizione di valutare il fatto sulla base di un panorama istruttorio che il giudice a quo, a causa di un evento sottratto alla sfera di controllo delle parti, aveva conosciuto in modo incompleto (e dunque, a differenza dell’“errore” previsto dal successivo n. 4, il motivo in esame non presuppone un vizio nel ragionamento del giudice). La giurisprudenza ha arricchito lo scarno dato positivo richiedendo, in primo luogo,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Nel giudizio di falso la prova della falsità del documento deve essere univoca ed allegata dal querelante

Cass., Sez. Seconda, Ord., ud. 14 novembre 2018, 24.01.2019, n. 2126 Prova – onere della prova – querela di falso (cod. civ., art. 2697) [1] Nel giudizio di falso, sia esso proposto in via incidentale o principale, la prova della falsità del documento deve essere univoca e fornita dal querelante. CASO La sig.ra M.G., nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada dinanzi al Giudice di Pace, deduceva l’apocrifia della sottoscrizione della relata di notifica del verbale di accertamento della violazione e, a tal fine, proponeva dinanzi al Tribunale di Piacenza querela di falso. Il Tribunale adito, disposta la C.T.U., rilevava che non era appurata l’autenticità o l’apocrifia della sottoscrizione e, pertanto, respingeva la domanda…

ESECUZIONE FORZATA

Erronea dichiarazione del terzo pignorato: modalità di impugnazione e limiti della modifica della dichiarazione già resa

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 18-04-2018) 26-02-2019, n. 5489- Pres. Vivaldi, Rel. Rubino MASSIMA In tema di espropriazione presso terzi, il terzo pignorato che si avveda dell’erroneità della dichiarazione resa ai sensi dell’art. 547 c.p.c. può farla valere mediante opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., avverso l’ordinanza di assegnazione del credito emessa ex art. 553 c.p.c., a condizione che abbia tempestivamente emendato, mediante revoca o rettifica, la dichiarazione ritenuta affetta da errore e il giudice dell’esecuzione abbia, ciò non di meno, disposto l’assegnazione. CASO Il Ministero dell’Ambiente e tutela del Territorio ed i principali enti territoriali campani avevano sottoscritto un accordo di programma con la società (OMISSIS) per la realizzazione di un piano di completamento della…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Caso fortuito e art. 2051 cod. civ.: il problema della prevedibilità

Cass. civ., Sez. VI-3, Ord., 23 gennaio 2019, n. 1725 – Pres. Frasca – Rel. Graziosi Parole chiave: Responsabilità per i danni da cosa in custodia – caso fortuito ex art. 2051 cod. civ. – prevedibilità In tema di responsabilità per i danni da cosa in custodia di cui all’art. 2051 cod. civ., perché si configuri il caso fortuito idoneo ad elidere il nesso causale tra il danno e la cosa e, quindi, ad escludere la responsabilità del custode, non è sufficiente verificare la non conoscibilità ex post di determinati fattori pericolosi occorsi (nella specie lo sversamento di cera sull’asfalto) e la tempestività degli eventuali interventi riparatori successivi volti a neutralizzarli, ma occorre pure indagare se detti fattori fossero ragionevolmente…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

La tutela delle luci e vedute e il rispetto delle distanze tra fabbricati

Corte di Cassazione – Seconda sez. civile – Ordinanza n.04834/2019 Condominio – rapporti di vicinato – luci e vedute – pareti finestrate – balconi – distanza tra edifici – art.9 d.m. n.1444/1968 – art. 873 c.c. “…la giurisprudenza di questa Corte ha costantemente ribadito che, poiché nella disciplina legale dei “rapporti di vicinato” l’obbligo di osservare nelle costruzioni determinate distanze sussiste solo in relazione alle vedute, e non anche alle luci, la dizione “pareti finestrate” contenuta in un regolamento edilizio che si ispiri all’art. 9 del d.m. n.1444 del 1968 – il quale prescrive nelle sopraelevazioni la distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti – non potrebbe che riferirsi esclusivamente alle pareti munite di…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Scioglimento dell’unione civile omosessuale: assegno divorzile alla partner che ha sacrificato le sue chances lavorative

Tribunale di Pordenone, ordinanza 13 marzo 2019 Unioni civili – assegno divorzile (L. n. 76/2016 – Art. 4 e 5 legge div.) In tema diritto al mantenimento a seguito dello scioglimento dell’unione civile di cui alla legge 76/2016, deve essere applicato, per ragioni di pari trattamento costituzionalmente orientato, lo stesso indirizzo interpretativo espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 18287/2018, sull’assegno divorzile. Deve essere riconosciuto l’assegno “divorzile” nei confronti della partner debole dell’unione civile, sia per la sperequazione economica, sia in riferimento alle scelte di vita fatte durante la convivenza della coppia. CASO All’indomani dell’entrata in vigore della legge n. 76/2016, una coppia di donne già conviventi da tre anni, decide di unirsi civilmente, innanzi all’Ufficiale del…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’importanza della verbalizzazione del dissenso: la condotta egemone del Presidente del C.d.A. non esonera gli altri amministratori dal controllo sull’andamento della società

Corte di Cassazione Civile, Sezione II, Sentenza n. 07327 del 8 novembre 2018, depositata in cancelleria il 14 marzo 2019 Parole chiave: consiglio di amministrazione – presidente C.d.A. – consiglieri – gestione della società – responsabilità – dovere di controllo Massima: “Il componente del consiglio di amministrazione ha sempre l’onere, anche in presenza di condotta egemone del presidente dell’organo, di svolgere la sua funzione di controllo sull’andamento della società, sollevando le opportune osservazioni, chiedendo i necessari chiarimenti, avendo cura di far inserire detti rilievi a verbale delle riunioni del consiglio di amministrazione alle quali prende parte ed esprimendo – all’occorrenza – voto contrario o quantomeno formalizzando la propria astensione in relazione a decisioni che egli non ritiene in linea con…

DIRITTO BANCARIO

La fideiussione secondo Cass. n. 5833/2019

Si segnala la recente decisione della Cass. n. 5833/2019, che ha operato alcune significative puntualizzazioni, di seguito sintetizzate, in merito alla fideiussione rilasciata a supporto di una operazione di finanziamento: – in relazione alla consegna del contratto di fideiussione al fideiubente, l’omessa consegna di copia del negozio di fideiussione, stipulato mediante riempimento di un modulo bancario precompilato, come anche l’omessa comunicazione sullo svolgimento del rapporto garantito, sono circostanze che non attengono al piano della validità del negozio di fideiussione, ma, eventualmente, a quello dell’esecuzione di un negozio validamente concluso, e dunque il rimedio per l’eventuale violazione di tali norme è semmai quello dell’adempimento e/o risarcimento del danno, ma non della nullità del negozio; – la normativa che assiste i contratti…

DIRITTO DEL LAVORO

Legittimo il giustificato motivo oggettivo volto a migliorare l’efficienza gestionale dell’azienda

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 18 gennaio 2019, n. 1377 Licenziamento individuale – Discriminazione – Giustificato motivo oggettivo – Soppressione del posto di lavoro – Crisi aziendale MASSIMA Affinché risulti legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, poiché risulta sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo. Tale mutamento deve avvenire attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa e non con una generica riduzione di personale con mansioni fungibili; se sussistono i suddetti requisiti il recesso della neo-mamma non è affatto discriminatorio, ma legittimato dal giustificato motivo oggettivo. COMMENTO Il Tribunale dichiarava la nullità…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

Relazione tra direzione legale e studio esterno

La relazione tra direzione legale e studio legale esterno è certamente uno dei punti centrali e più importanti delle relazioni tra avvocato e cliente (media – grande azienda), visto che può assumere forme assai diversificate e anche delicate nella vita aziendale. All’interno di tale relazione si possono certamente distinguere due ambiti, uno organizzativo e uno contenutistico; entrambi comunque di fondamentale importanza. Per quanto concerne l’aspetto organizzativo questo tipo di relazione può assumere le forme più svariate; certo è che laddove si tratti di un rapporto fiduciario e consolidato sarebbe buona regola che anche le forme di comunicazione non fossero demandate all’utilizzo di strumenti classici quali ad esempio le e-mail. Al giorno d’oggi si possono infatti ipotizzare forme di comunicazione e…

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