22 Gennaio 2019

RESPONSABILITÀ CIVILE

La responsabilità civile del produttore,in particolare del produttore di alimenti: il prodotto difettoso

Abstract Proseguendo con la nostra analisi, veniamo ora ad esaminare più nel dettaglio le disciplina dettata dal Codice del Consumo in tema di responsabilità del produttore. L’analisi delle singole disposizioni ci permetterà di comprendere come in concreto si atteggia la responsabilità del produttore alla luce dell’attuale disciplina normativa. Parte II Il prodotto difettoso Occorre chiedersi a questo punto quando il prodotto è difettoso. In argomento sovviene l’art. 117 Cod. Cons. a mente del quale “Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui: a) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le…

IMPUGNAZIONI

La notificazione dell’atto di appello è inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare nei confronti della controparte

Cass., sez. VI, 4 dicembre 2018, n. 31251, Pres. D’Ascola – Est. Criscuolo [1] Appello – Appello incidentale – Tardività – Notificazione appello principale – Decorrenza del termine breve – Idoneità – Esclusione. (Cod. proc. civ., artt. 325, 327, 334, 343) La notificazione di un atto di impugnazione non determina per la parte che ne è destinataria la decorrenza del termine breve di impugnazione, perché l’art. 326, comma 1, c.p.c. ricollega tale effetto non già alla conoscenza della sentenza, ma al compimento della formale attività acceleratoria e sollecitatoria specificamente prevista della notificazione della sentenza secondo le previsioni degli art. 285 e 170 c.p.c., e d’altronde l’atto di impugnazione non è necessariamente idoneo a rendere edotta la controparte del complessivo tenore…

ESECUZIONE FORZATA

La Cassazione conferma che l’opposizione ex art. 2797 c.c. alla vendita della cosa data in pegno ha natura di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.

Cassazione civile, Sez. VI, ord. 2 luglio 2018, n. 17268, Pres. Amendola, Rel. De Stefano Opposizione alla vendita cosa data in pegno – art. 2797 c.c. – art. 615 c.p.c. – art. 2756 c.c. – art. 617 c.p.c. – Opposizione all’esecuzione – Impugnabilità – Appellabilità – Pegno MASSIMA L’opposizione alla vendita della cosa data in pegno, prevista dall’art. 2797 c.c., ha natura di opposizione all’esecuzione, riconducibile all’art. 615 c.p.c., sicché è soggetta alle stesse regole processuali di quest’ultima e, quanto al regime di impugnazione della sentenza che la conclude in primo grado, se pubblicata dopo il 04/07/2009, alla regola dell’appellabilità, ripristinata fin dal 04/07/2009 dall’ulteriore riforma dell’art. 616 c.p.c., di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49;…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Danno non patrimoniale: il decalogo della Cassazione

Cass. civ., sez. III, Ord., 27 marzo 2018, n. 7513 – Pres. Travaglino – Rel. Rossetti [1] Risarcimento danni – Danno non patrimoniale – Danno biologico – Danno dinamico-relazionale – Personificazione – Criteri di valutazione e di liquidazione (Cod. assicurazioni artt. 138 e 139; Cod. civ., artt. 1223, 2043, 2056, 2059; Cost. art. 32). [1] In tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del «danno biologico» e del «danno dinamico-relazionale», atteso che con quest’ultimo si individuano pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale); non costituisce invece duplicazione la congiunta attribuzione del…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Sulla nullità della delibera di modifica dei criteri di ripartizione delle spese condominiali ex art. 1123 c.c.

Cass. Civ., VI-2 Sez., Ord. n. 29220 del 13 Novembre 2018.- Pres. Pasquale D’Ascola- Rel. Cons. Antonio Scarpa Art. 1118 c.c. – Art. 1135 c.c.- Art. 1137 c.c. – Art. 1138 c.c. – Art. 1421 c.c. “Deve ribadirsi che una deliberazione adottata a maggioranza di ripartizione degli oneri derivanti dalla manutenzione di parti comuni, in deroga ai criteri di proporzionalità fissati dagli artt. 1123 e ss. c.c., seppur limitata alla suddivisione di un determinato affare o di una specifica gestione, va ritenuta nulla per impossibilità dell’oggetto, giacchè tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condomini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell’assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l’accordo unanime di tutti i condomini,…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Invalidità del testamento olografo: l’apposizione della data ad opera di un terzo tra nullità e annullabilità

Cassazione Civile, Sezione 2, Ordinanza n. 27414 del 29/10/2018 SUCCESSIONI “MORTIS CAUSA” – SUCCESSIONE TESTAMENTARIA – FORMA DEI TESTAMENTI – TESTAMENTO OLOGRAFO – AUTOGRAFIA Alterazione della scheda testamentaria – Modifica ad opera di terzi – Conseguenze – Fattispecie Nel testamento olografo l’omessa o incompleta indicazione della data ne comporta l’annullabilità; l’apposizione di questa ad opera di terzi, invece, se effettuata durante il confezionamento del documento, lo rende nullo perché, in tal caso, viene meno l’autografia stessa dell’atto, senza che rilevi l’importanza dell’alterazione. Peraltro, l’intervento del terzo, se avvenuto in epoca successiva alla redazione, non impedisce al negozio “mortis causa” di conservare il suo valore tutte le volte in cui sia comunque possibile accertare la originaria e genuina volontà del “de…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La vendita sottocosto dell’azienda da parte dell’amministratore in conflitto d’interessi può configurare il reato di infedeltà patrimoniale

Cassazione penale, sezione V, sentenza n. 57077 del 7 novembre 2018 (dep. 18 dicembre 2018) Parole chiave: infedeltà patrimoniale – vendita sottocosto dell’azienda – conflitto d’interessi – accollo – amministratore di società – querela – procedibilità – soci di minoranza – crisi aziendale Massima: “Rischia una condanna per infedeltà patrimoniale l’amministratore che vende sottocosto l’azienda a una società nella quale ha interessi o partecipazioni. Di più: è del tutto irrilevante che l’impresa alienata debba far fronte a molti debiti”. Disposizioni applicate: 1273, 2558 e ss., 2634, c.c. e 124 c.p. Con l’ordinanza emessa dalla Quinta Sezione penale, la Corte di Cassazione si è espressa sul reato societario, invero non così comune, di infedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c.), introdotta con il…

DIRITTO BANCARIO

Sulla mancata produzione del contratto da parte del correntista attore

Il correntista attore deve produrre in giudizio, unitamente agli estratti conto, il contratto di cui sono contestate le pattuizioni. Ma se è dedotto che non è stato stipulato alcun contratto scritto, l’onere di produzione del contratto di finanziamento grava sulla banca, che ha percepito interessi ultralegali (cfr. art. 1284, comma 3, c.c.), commissioni, spese e simili; in altri termini, il correntista assume l’inadempimento della banca (mancanza del contratto in forma scritta), che è dunque onerata dell’obbligo di provare il proprio adempimento producendo copia del contratto scritto. In tale senso si è pronunciata parte della giurispruenza di merito: – deve escludersi che gli interessi convenzionali siano mai stati nella specie concordati per iscritto fra le parti, in presenza di specifica contestazione…

DIRITTO DEL LAVORO

Il superminimo individuale e contrattazione collettiva

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 9 novembre 2018, n. 28769 Superminimo individuale – Sussiste – Termine – Produrre – CCNL – Migliorativo – Comparsa di risposta – Decade MASSIMA Il superminimo individuale resiste anche se la contrattazione collettiva introduce miglioramenti nella retribuzione del lavoratore, poiché fa fede l’accordo ad hoc raggiunto tra il datore di lavoro e il lavoratore. Il termine per l’azienda per poter indicare fra i documenti e depositare il verbale dell’accordo sindacale è la comparsa di risposta, se quest’ultima vuole provare che il superminimo è regolamentato dal contratto collettivo, altrimenti decade dal diritto di poterlo produrre. COMMENTO La Corte di Appello di Roma confermava la sentenza del primo grado. Il Tribunale aveva ritenuto non assorbiti gli importi erogati…

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