8 Gennaio 2019

Senza categoria

L’illegittimità dell’articolo 55 L. 392/78

Tribunale di Modena, ordinanza del 27.11.2018, dott. Paolo Siracusano. Illegittimità costituzionale art. 55 L. 392/78, con riferimento agli articoli 2,3, 111 Cost. (nella parte in cui non esclude la risoluzione del contratto in sede di procedimento di convalida, ove in esito alla sanatoria della morosità principale a seguito concessione del termine di grazia, residui il pagamento delle spese processuali ed un residuo di morosità). “L’impermeabilità letterale e semantica dell’articolo 55 l. cit. confligge con la riflessione giuridica, ormai giunta compimento, in ordine alla clausola di buona fede in senso obiettivo quale fonti di obblighi di considerazione dell’interesse della controparte, nei limiti dell’apprezzabile sacrificio, in ogni fase, anche quella patologica, del rapporto obbligatorio”. “Tale questione, stante quanto sin qui esposto, ha…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Intervento volontario del litisconsorte necessario pretermesso e accettazione del giudizio nello stato in cui si trova

Cass., ord., 22 ottobre 2018, n. 26631 Pres. Giusti – Rel. Criscuolo Litisconsorzio necessario – Sentenza emessa a contraddittorio non integro – Appello – Intervento in causa del litisconsorte pretermesso – Rimessione della causa in primo grado –  Esclusione (C.p.c. artt. 102, 344, 354; C.c. art. 2932) [1] Nell’ipotesi in cui il litisconsorte necessario pretermesso intervenga volontariamente in appello, accettando la causa nello stato in cui si trova, il giudice di appello non può rilevare d’ufficio il difetto di contraddittorio, né è tenuto a rimettere la causa al giudice di primo grado, ai sensi dell’art. 354 c.p.c., ma deve trattenerla e decidere sul gravame. CASO [1] Nel giudizio promosso, ai sensi dell’art. 2932 c.c., per l’esecuzione in forma specifica di…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Sfera di conoscibilità del destinatario e art. 650 c.p.c.: non ogni vizio di notificazione legittima l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo

Cassazione civile, Sez. III, Ordinanza 21 agosto 2018, n. 20850, Pres. Armano, Est. Gianniti Decreto – Opposizione tardiva – Ammissibilità – Condizioni – Irregolarità della notificazione del decreto – Insufficienza – Nullità della notificazione determinante la non tempestiva conoscenza del provvedimento – Necessità – Prova relativa – Onere a carico dell’opponente – Oggetto. CASO Non avendo ricevuto la totalità del compenso professionale spettantegli, un costruttore aveva chiesto e ottenuto dal Tribunale di Locri decreto ingiuntivo contro il committente delle opere realizzate. Quest’ultimo si era opposto avanti il Tribunale di Roma in primo luogo ex artt. 615 e 617 c.p.c. e, in secondo luogo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 650 c.p.c., in quanto il decreto ingiuntivo emesso dal giudice…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

L’e-commerce e i contribuenti minimi o forfettari

Ai fini Iva il commercio elettronico è sottoposto ad un regime Iva dedicato, al sussistere di specifiche condizioni; tale concetto non è, invece, valido nel caso in cui il soggetto che partecipa all’operazione – dal lato attivo o dal lato passivo – sia un soggetto che abbia adottato il c.d. regime dei contribuenti minimi (D.L. 98/2011) oppure che abbia adottato il regime forfettario (L. 190/2014). In altri termini, per tali soggetti, le regole applicative sono quelle “ordinarie”. Le operazioni per le quali, in ogni caso, tali soggetti devono prestare attenzione sono le c.d. operazioni intracomunitarie. In particolare, in presenza di cessioni intracomunitarie nei confronti di soggetti passivi Iva “stabiliti” in altro Paese della UE, il contribuente minimo italiano non effettua…

Senza categoria

Actio negatoria servitutis ed onere probatorio in materia condominiale

Tribunale di Milano, Sentenza del 30 luglio 2018 n. 8413, Giudice Susanna Terni Art. 949 c.c., art. 1394 c.c., art. 1395 c.c., art. 1803 c.c. “L’azione “negatoria servitutis” tende alla negazione di qualsiasi diritto, anche dominicale, affermato dal terzo sulla cosa dell’attore, e dunque non soltanto all’accertamento dell’inesistenza della pretesa servitù, ma pure al conseguimento della cessazione della situazione antigiuridica posta in essere dal vicino, al fine di ottenere la libertà del fondo, mentre incombe sul convenuto l’onere di provare l’esistenza del diritto di compiere proprio l’attività lamentata come lesiva dall’attore” [1] “Le clausole del regolamento condominiale di natura contrattuale, che può imporre limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti, di loro esclusiva proprietà purchè siano enunciate…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Patto di famiglia: quale tassazione per la liquidazione dei legittimari non assegnatari dell’impresa?

Cass. civ. ,Sez. V , Ord., 19 dicembre 2018, n. 32823 – Pres. CHINDEMI – Rel. STALLA Patto di famiglia – Donazione – Donazione modale – Divisione ereditaria – Passaggio generazionale – Imposta sulle successioni – Imposta sulle donazioni  (C.c., artt. 468-bis ss, art. 2 co 49 d.l. 262/06 conv in l. 286/06; art. 3 comma 4-ter e art. 58 d.lgs.346/90) [1] Con il patto di famiglia, l’imprenditore può eccezionalmente produrre in via anticipata effetti attributivi e divisionali corrispondenti a quelli successori con esclusivo riguardo alla particolare tipologia di beni contemplata dall’articolo 768 bis (aziende e partecipazioni societarie). Non altrettanto può affermarsi per tutti gli altri cespiti del suo patrimonio, in ordine ai quali il divieto di patto successorio non trova…

CRISI DI IMPRESA

Quando l’approvazione dei creditori non basta: la storia di un concordato preventivo trasformatosi in fallimento

Corte di Cassazione civile, Sez. I, Sentenza n. 31478 del 9 novembre 2018 (dep. 5 dicembre 2018) Parole chiave: concordato preventivo – inammissibilità – approvazione proposta – maggioranza dei creditori – sindacato del tribunale – fattibilità giuridica della proposta – valutazione positiva dell’attestatore Massima: “In tema di concordato preventivo, il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dall’attestazione del professionista, mentre rimane riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. II menzionato controllo di legittimità, peraltro, si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro…

DIRITTO BANCARIO

Usura: sull’omessa produzione dei decreti trimestrali

L’allegata decisione (Trib. Sulmona 28.11.2018) si segnala perché ammette la possibilità che l’omessa produzione dei decreti trimestrali possa essere sopperita dal giudice. Pur nella consapevolezza dell’esistenza di un orientamento giurisprudenziale (maggioritario) secondo cui dalla natura di meri atti amministrativi dei decreti ministeriali dovrebbe discendere la non soggezione degli stessi al principio iura novit curia – come ricavabile dalle disposizioni degli artt. 1 preleggi e 113 c.p.c. (cfr. Cass. n. 8742/2001; Cass. n. 11706/2002) – nondimeno il Tribunale ritiene di discostarsi (condivisibilmente) da tale orientamento. In primo luogo, è evidenziata la particolare natura di fonti integratrici di norma penale in bianco (quale è quella dell’art. 644, 1° co., c.p.) dei decreti ministeriali in discorso, posto che sembra oltretutto illogico escludere l’applicazione…

DIRITTO DEL LAVORO

Il sistema di timbrature con l’impronta digitale è soggetto alla preventiva notifica al Garante

Corte di Cassazione, Sezione II, 15 ottobre 2018, n. 25686 Raccolta impronte digitali – Rilevamento presente – Necessaria autorizzazione del Garante della privacy MASSIMA Ai fini della legittimità dell’installazione di un sistema di raccolta delle impronte digitali dei propri dipendenti è necessaria la preventiva autorizzazione da parte del Garante della privacy. Rileva, infatti, che attraverso la conservazione dell’algoritmo si può risalire al dipendente e quindi identificarlo. L’omessa richiesta è legittimamente sanzionabile dall’Autorità garante per violazione della normativa in materia di tutela dei dati personali. COMMENTO Una Società installava un sistema di raccolta delle impronte digitali dei propri dipendenti, il cui funzionamento prevedeva il prelevamento di dati biometrici riguardanti la mano di ciascun lavoratore, i quali venivano trasformati in bytes, archiviati…

PRIVACY

Le regole deontologiche nella normativa nazionale di adeguamento al GDPR

L’art. 2-quater del codice in materia di protezione dei dati personali introdotto dal d.lgs. n.101/2018, disciplina le regole deontologiche nelle materie riservate agli Stati membri. L’articolo affida al Garante per la protezione dei dati personali l’attività di promozione della sottoscrizione di “Regole deontologiche” negli ambiti in cui il regolamento riserva la materia agli Stati membri. In particolare, il regolamento prevede che il legislatore nazionale possa individuare disposizioni più specifiche, nonché determinare requisiti ad hoc relativamente a: a) trattamenti necessari per adempiere un obbligo legale; b) trattamenti necessari per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri; c) trattamento di dati genetici, biometrici o relativi alla salute; d) talune specifiche situazioni di trattamento, come ad esempio…

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