18 Dicembre 2018

ESECUZIONE FORZATA

I rimedi in caso di estinzione e di improcedibilità dell’esecuzione forzata: reclamo al collegio e opposizione agli atti esecutivi

Con un recentissimo provvedimento (Cass., 07-12-2018, n. 31695) la Suprema Corte è tornata a delineare il regime impugnatorio del provvedimento con cui il giudice dichiari l’improcedibilità della procedura esecutiva ovvero l’estinzione della stessa. Nel primo caso il provvedimento è impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi; nel secondo caso, l’impugnazione del provvedimento dovrà avvenire nelle forme del reclamo al collegio ex artt. 630 e 178 c.p.c. L’estinzione è disciplinata nel processo esecutivo secondo uno schema analogo a quanto previsto per il rito ordinario di cognizione. Sono due le tipologie di estinzione dettate dal codice di rito: la prima, per rinuncia, da compiersi ex art. 629 c. 1 c.p.c. prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione e ad opera del creditore pignorante e dei creditori…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Le ammissioni contenute negli scritti difensivi sottoscritti unicamente dal procuratore costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice

Cass., sez. II, 28 settembre 2018, n. 23634, Pres. Matera – Est. Federico [1] Confessione – Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi – Valore indiziario – Valore confessorio – Condizioni – Fattispecie (Cod. proc. civ., artt. 228, 229) Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore “ad litem”, costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l’atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza…

ESECUZIONE FORZATA

Legittimazione attiva, titolarità del credito azionato in sede esecutiva e principio di non contestazione

Cass. civ. Sez. III Sent., 27 giugno 2018, n. 16904, Pres. Vivaldi, Est. De Stefano Procedimento civile – Azione esecutiva – Legitimatio ad causam – Titolarità del rapporto controverso – Differenze e natura giuridica – Allegazione e prova – Onere del creditore – Limiti – Fattispecie in tema di titolarità del diritto di credito azionato in via esecutiva La titolarità attiva o passiva della situazione soggettiva dedotta in giudizio è un elemento costitutivo della domanda e attiene al merito della decisione, così che grava sull’attore l’onere di allegarne e provarne i fatti costitutivi, salvo che il convenuto li riconosca o svolga difese incompatibili con la loro negazione, ovvero li contesti oltre il momento di maturazione delle preclusioni assertive o di…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

La Cassazione torna sui limiti della nozione di “consumatore” ex art. 3, lett. a), Cod. Cons.

Cass. civ., Sez. III, Ord., 26 settembre 2018, n. 22810 – Pres. Sestini – Rel. Rossetti  Parole chiave “Foro del consumatore” – nozione di consumatore – atto professionale e atto funzionale all’attività professionale – contraente debole  MASSIMA Non può essere qualificato come “consumatore” ai sensi dell’art. 3, lett. a), d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (codice del consumo), con conseguente inapplicabilità del c.d. “foro del consumatore”,  l’avvocato che stipuli un contratto di utenza telefonica per il proprio studio legale, trattandosi di atto funzionalmente connesso all’attività professionale esercitata; né d’altra parte egli può essere equiparato alla figura del “consumatore”, ai fini dell’applicazione della disciplina in esame, per il solo fatto che risulti essere il soggetto economicamente e contrattualmente più debole nella…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

L’amministratore condominiale uscente può citare sia i singoli condomini sia il Condominio per il rimborso delle spese anticipate in corso di mandato

Corte di Cassazione, II^ Sez. Civ.,  Ord. n. 27363 del 29 Ottobre 2018- Pres. Orilia – Cons. Rel. Bellini “La natura parziaria dell’obbligazione non limita la rappresentanza processuale dell’amministratore, il quale può indifferentemente evocare in giudizio i singoli condomini morosi, oppure il Condominio in persona dell’amministratore pro tempore, conseguendo così, in entrambi i casi, un titolo da mettere in esecuzione avverso i singoli condomini per la quota di rispettiva competenza, operando la parziarietà come regola di imputazione interna del debito”.   CASO La fattispecie in esame ripropone davanti al giudice di legittimità, la questione sulla solidarietà o parziarietà delle obbligazioni condominiali e sulla legittimazione processuale passiva in materia condominiale.    L’amministratore condominiale uscente citava in giudizio, il Condominio in persona dell’amministratore…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Mantenimento del figlio minore: non quantificabile in via equitativa anche se il padre è benestante

Corte di Cassazione, VI sez. civile, ordinanza n. 25134 del 10 ottobre 2018 Provvedimenti relativi ai figli – mantenimento  MASSIMA Nella quantificazione del mantenimento in favore del minore il giudice non può utilizzare un criterio generico ed equitativo perché il figlio vive in un ambiente familiare particolarmente benestante. A tal fine devono essere prese in considerazione, oltre alle esigenze del figlio, il tenore di vita dallo stesso goduto in costanza di convivenza e le risorse economiche dei genitori, nonché i tempi di permanenza presso ciascuno di essi e la valenza economica dei compiti domestici e di cura da loro assunta. CASO Nel giudizio promosso ai sensi dell’art. 316 bis c.c. per l’affidamento e il mantenimento del figlio nato da genitori…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La mancata richiesta del compenso da parte dell’amministratore integra una remissione del debito?

Corte di Cassazione, Sez. VI civile, Ordinanza n. 24139 del 22 maggio 2018 (dep. 3 ottobre 2018) Parole chiave: compensi – amministratore di società – svolgimento incarico – presunzione di onerosità – rinuncia tacita – remissione del debito “Quello di amministratore di società è un contratto che la legge presume oneroso; non v’è dunque ragione di ritenere che il diritto a percepire il compenso rimanga subordinato a una richiesta che l’amministratore rivolga alla società amministrata durante lo svolgimento del relativo incarico. Il diritto a percepire il compenso, peraltro, è disponibile e può anche essere oggetto di rinuncia attraverso una remissione del debito anche tacita, la quale tuttavia può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo…

DIRITTO BANCARIO

Controversie bancarie: conferme da parte della giurisprudenza

L’allegata sentenza del Trib. Palermo del 6 dicembre 2018 (vedi), offre lo spunto per una rapida ricognizione di questioni al centro del contenzioso bancario e intorno alle quale la giurisprudenza pare aver raggiunto orientamenti abbastanza consolidati. Di seguito, alcuni estratti della decisione: – è rispettato il vincolo di forma del contratto di finanziamento predisposto dalla banca ove lo stesso sia redatto per iscritto e ne venga consegnata copia al cliente, con assorbimento dell’elemento strutturale della sottoscrizione da parte della società che, reso certo il raggiungimento dello scopo normativo appunto con l’apposizione della firma da parte del cliente sul modulo e la consegna dell’esemplare della scrittura in oggetto, non verrebbe a svolgere più alcuna specifica funzione (v. Cass., SS.UU., n. 898/2018…

DIRITTO DEL LAVORO

Disparità di trattamento in ragione del sesso

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 novembre 2018, n. 28926 Non discriminatoria – Legge – Diversità – Trattamento – Uomini – Nullità – Licenziamento – Matrimonio  MASSIMA Non è discriminatoria la legge che commina la nullità per il licenziamento delle lavoratrici a causa di matrimonio e non anche per i lavoratori uomini. La diversità di trattamento è giustificata dalla tutela della maternità, la quale è garantita dalla Costituzione. In particolare assicura al bambino e alla donna un’adeguata protezione, in virtù della sua essenziale funzione familiare. Infine la tardività della contestazione non può essere ritenuta un elemento costitutivo del recesso datoriale. COMMENTO Il ricorrente deduce la violazione e la falsa applicazione dell’art 35 del d.lgs. 198/2006 per disparità di trattamento in ragione del…

PRIVACY

Privacy by design e privacy by default

I principi della c.d. “privacy by design” e “privacy by default”, congiuntamente col principio della c.d. “accountability” (con cui si pongono in stretto contatto), rappresentano un punto focale del Regolamento UE n. 679/2016 (“GDPR” o “Regolamento”), connotando quella che è stata la ratio legis del Legislatore comunitario nell’elaborazione della nuova normativa europea in materia di trattamento dei dati personali. In particolare, alla base del Regolamento, traspare chiaramente la necessità di introdurre un generale principio di responsabilità che richieda ai titolari e ai responsabili del trattamento di mettere in atto misure adeguate ed efficaci per garantire che gli obblighi normativamente prescritti siano effettivamente rispettati. Al tempo stesso, sussiste la parallela esigenza di lasciar spazio ad una certa adattabilità che consenta di…

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