4 Dicembre 2018

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

I rapporti tra la negoziazione assistita obbligatoria e le altre condizioni di procedibilità della domanda giudiziale

Abstract: L’introduzione dell’istituto della negoziazione assistita obbligatoria ha comportato l’avvento, nel nostro ordinamento processuale, di una nuova condizione di procedibilità della domanda giudiziale, fatalmente destinata ad affiancarsi – e, in alcuni casi a sovrapporsi – alle fattispecie già esistenti: il presente contributo è dedicato ad una sintesi delle soluzioni destinate ad operare nelle ipotesi in cui abbia a presentarsi all’operatore un siffatto cumulo. 1.Come noto, l’art. 3 del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito in l. 10 novembre 2014, n. 162, con evidente scopo deflattivo, ha codificato alcune ipotesi in cui il previo esperimento del procedimento di negoziazione assistita assurge a condizione di procedibilità della domanda giudiziale che la parte intende presentare innanzi all’autorità giudiziaria. Il primo comma della…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il Giudice di Pace non può (facilmente) declinare la propria competenza in tema di danni da circolazione stradale

Cass., Sez. VI, Ord., ud. 12 giugno 2018, 8 ottobre 2018, n. 24772, Pres. Amendola – Rel. Scrima [1] Competenza – Competenza per materia – Competenza per materia con limite di valore – Regolamento di competenza – Conflitto di competenza – Danni da circolazione stradale – Connessione – Giudice di Pace – Tribunale (cod. proc. civ., artt. 7, 31, 32, 34, 35, 36 e 40) In tema di danni da circolazione stradale, ove due soggetti, rimasti danneggiati nello stesso sinistro, introducano distinte domande risarcitorie, l’una davanti al Giudice di Pace (in quanto rientrante nella sua competenza per materia con limite di valore, ai sensi dell’art. 7 c.p.c., comma 2), e l’altra davanti al Tribunale (giacché riconducibile alla sua competenza per…

ESECUZIONE FORZATA

L’ordinanza con cui il giudice dichiara estinta la divisione endoesecutiva ha natura di sentenza, soggetta ad appello, non a reclamo al collegio ex art. 630 c.p.c.

Cass. civ., Sez. III, 23 agosto 2018, n. 20977 – Pres. Chiarini – Rel. D’Arrigo In tema di esecuzione forzata immobiliare su bene indiviso, il provvedimento con il quale il giudice, per inattività delle parti, dichiara l’estinzione del giudizio di divisione del bene pignorato, instaurato ex artt. 600 e 601 c.p.c., anche se emesso in forma di ordinanza, ha natura di sentenza, determinando la chiusura del processo in base alla decisione di una questione pregiudiziale, con la conseguenza che esso è impugnabile con appello e non mediante reclamo dinanzi al collegio ex art. 630 c.p.c. Espropriazione forzata di beni indivisi – Divisione endosesecutiva – Estinzione per inattività delle parti – Ordinanza del giudice dell’esecuzione – Mezzo di impugnazione – Reclamo…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Risoluzione per inadempimento: la Cassazione torna a pronunciarsi sul concetto di “interesse”

Cass. civ., sez. III, Ord., 20 febbraio 2018, n. 4022 – Pres. Travaglino – Rel. Rossetti. [1] [2] Contratto – Risoluzione – Interesse di parte – Inadempimento – Risoluzione per inadempimento – Contratto a prestazioni corrispettive (Cod. civ., artt. 1453, 1455; C.p.c. artt. 117 e 185) [1] “L’”interesse” cui, ai sensi dell’art. 1455 c.c., va comparata l’importanza dell’inadempimento ai fini della pronuncia costitutiva di risoluzione del contratto, è rappresentato dall’interesse che la parte inadempiente aveva o avrebbe potuto avere alla regolare esecuzione del contratto, e non dalla convenienza, per essa, della domanda di risoluzione rispetto a quella di condanna all’adempimento”. CASO [1] Gli attori stipulano un contratto di transazione con i convenuti per porre fine a liti tra loro pendenti…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Attività di B&B in crescita, e i condomini contrari? Troppe agevolazioni?

Trib. Ord. Milano, 13 Sez. Civ. 8 maggio 2018 n. 2757. Dott.ssa Paola Barbara Folci ‘’ […] occorre valutare se il regolamento condominiale vieti o meno la locazione di breve ed anche di brevissima durata. La risposta non può che essere negativa tenuto conto del principio, pacifico, secondo il quale le clausole regolamentari che pongono limiti al diritto di proprietà del singolo condomino debbono essere interpretate con grande rigore dovendo risultare, ogni eventuale limite, quanto più possibile esplicito.’’ CASO Il Condominio cita in giudizio con rito di cognizione sommaria ex r.702 i cpc, una condomina, per far cessare l’attività di B&b o affittanza breve da essa intrapresa, poiché ritenuta illegittima  ed in divieto al regolamento condominiale. SOLUZIONE Il Tribunale di…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Casa familiare in comodato: l’età anziana dei comodanti è decisiva ai fini della restituzione

Corte di Cassazione, VI sez. civile, ordinanza n. 17332 del 3 luglio 2018 Comodato a termine – comodato precario – vincolo di destinazione dell’immobile (artt. 1809 e 1810 c.c.) MASSIMA Ai sensi dell’art. 1809 c.c., comma 2, il bisogno imprevedibile e urgente che giustifica la richiesta del comodante di restituzione del bene immobile – anche se la sua destinazione sia quella di casa familiare – deve essere giudicato sussistente nel caso in cui i proprietari siano anziani, per gli inevitabili problemi di salute, e la conseguente necessità di fronteggiare maggiori spese mediche.  CASO La circostanza portata in giudizio è quella tipica in cui i genitori di uno degli sposi cedono in comodato gratuito alla coppia il godimento di un loro…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Trasformazione da S.r.l. in S.p.A. : diritto di recesso. Regole della “partenza” o dell’“arrivo”?

Corte di Cassazione Civile, Sezione I, sentenza 19 giugno 2018 n. 28987 pubblicata il 12 novembre 2018 Parole chiave: trasformazione societaria – trasformazione omogenea – disciplina applicabile al recesso – recesso S.r.l. – recesso S.p.A. – termine di esercizio del recesso – applicazione analogica “Anche in caso di trasformazione da società a responsabilità limitata a società per azioni, la disciplina del diritto di recesso applicabile ai soci a seguito della trasformazione è quella dettata dall’art. 2473, primo comma, c.c. per le s.r.l., che non prevede termini di decadenza. Pertanto, in detta ipotesi, il diritto di recesso del socio di s.r.l. trasformata in s.p.a. va esercitato nel termine previsto nello statuto della s.r.l., prima della sua trasformazione in s.p.a., e, in…

DIRITTO BANCARIO

Contenzioso bancario: commissione di anticipata estinzione e TAEG

Nell’interessante sentenza allegata (vedi), il Trib. Sulmona 21.11.2018 opera una esauriente ricognizione di tematiche abitualmente al centro del contenzioso bancario, di seguito (in parte) sintetizzate: – sono infondate le doglianze in tema di anatocismo, posto che l’ammortamento alla francese è da considerarsi lecito, non integrando un fenomeno di anatocismo vietato, dal momento che la quota di interessi di ciascuna rata è calcolata solamente sul debito residuo in linea capitale al momento del conteggio; – ai fini dell’usura, è erroneo l’assunto della sommatoria aritmetica tra il tasso degli interessi corrispettivi e quello dei moratori, i quali, per contro, sono divergenti per natura e funzione, e vanno confrontati, sotto il profilo dell’usura genetica, ciascuno autonomamente rispetto al tasso soglia; – non deve…

DIRITTO DEL LAVORO

Il rifiuto di svolgere mansioni accessorie inferiori può legittimare il licenziamento

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 3 ottobre 2018, n. 24118 Rifiuto del dipendente di svolgere mansioni inferiori alla qualifica – Licenziamento – Legittimità – Sussistenza MASSIMA In materia di lavoro, è legittimo il licenziamento del dipendente che si rifiuta di svolgere mansioni inferiori al livello di appartenenza. L’illegittimo comportamento dell’impresa, infatti, abilita il prestatore a rivolgersi al giudice ma non lo autorizza a compiere di sua iniziativa atti di insubordinazione.  COMMENTO Con l’ordinanza in commento, la Cassazione afferma la piena legittimità del licenziamento del dipendente che si rifiuta di svolgere mansioni inferiori al livello di appartenenza, posto che l’illegittimo comportamento datoriale abilita il prestatore a rivolgersi al Giudice, ma non anche a rifiutare aprioristicamente lo svolgimento della prestazione. La lavoratrice,…

PRIVACY

Le misure di garanzia per i dati genetici, biometrici e relativi alla salute

Con riferimento ai dati genetici, biometrici e relativi alla salute, il d.lgs. n. 101/2018 all’art. 2 introduce l’art. 2-septies del codice in materia di protezione dei dati personali che argomentando da quanto sancito dall’art. 9, par. 4 del GDPR il quale prevede una specifica “riserva” della normativa nazionale dispone che il relativo trattamento è subordinato anche al rispetto di misure di garanzia previste dal Garante con provvedimento adottato con cadenza almeno biennale. Lo stesso provvedimento dovrà tener conto: a)  delle linee guida, delle raccomandazioni e delle migliori prassi pubblicate dal Comitato europeo per la protezione dei dati e delle migliori prassi in materia di trattamento dei dati personali; b)   dell’evoluzione scientifica e tecnologica nel settore oggetto delle misure; c)…

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