17 Luglio 2018

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Irap non dovuta sui compensi da amministratore e sindaco

Nel corso degli ultimi anni si è sviluppato un intenso dibattito giurisprudenziale sul tema della sussistenza (o meno) del presupposto dell’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata, che costituisce requisito necessario per l’applicazione dell’Irap ai sensi dell’articolo 2 D.Lgs. 446/1997, anche con riguardo ai compensi percepiti dal dottore commercialista relativamente alle attività di amministratore e sindaco. Secondo l’orientamento largamente prevalente della Corte di Cassazione, deve infatti escludersi da imposizione ai fini dell’Irap la quota di base imponibile che un lavoratore autonomo, abitualmente esercente una professione intellettuale, consegue senza avvalersi di un’autonoma organizzazione. In applicazione di tale principio, quindi, è stato stabilito che i compensi derivanti dall’esercizio degli uffici di amministratore e sindaco di società non siano da assoggettare a Irap ove…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Nel “vecchio” regime dotazione del trust con imposta di registro fissa

La sentenza n. 15469/2018, emanata dallo stesso collegio giudicante di quella esaminata nel contributo di ieri, si differenzia per avere ad oggetto atti dispositivi realizzati prima della reintroduzione dell’imposta di successione e donazione, quando l’amministrazione finanziaria tassava i trasferimenti di patrimoni in trust attraverso l’applicazione dell’imposta di registro. Nel caso analizzato dai giudici, un soggetto aveva istituito tre trusts, trasferendo il patrimonio ad una trustee, e l’Agenzia delle Entrate di Frosinone aveva emanato un avviso di liquidazione dell’imposta di registro in misura proporzionale. La CTR del Lazio aveva accolto le doglianze dei ricorrenti, ritenendo applicabile l’imposta di registro in misura fissa, sulla base della categoria residuale disciplinata dall’articolo 11 della tariffa allegata al D.P.R. 131/1986. I giudici hanno qualificato il…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Irreperibilità relativa del destinatario e validità della notifica

La notificazione di un atto tributario deve essere effettuata con le modalità previste dall’articolo 140 c.p.c. (deposito presso la casa comunale dell’atto, affissione dell’avviso alla porta del destinatario in busta chiusa e sigillata, invio della raccomandata con avviso di ricevimento), quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro soggetto indicato dall’articolo 139 c.p.c.) non sia stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove, tuttavia non risulta trasferito (irreperibilità relativa). Deve invece essere eseguita la notifica dell’atto applicando la disciplina prevista dall’articolo 60, lett. e), D.P.R. 600/1973 che prevede che “quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Locazione breve con cedolare “lorda”

Una delle novità più significative del modello Redditi 2018 PF riguarda l’impatto della nuova disciplina delle locazioni brevi, introdotta dal D.L. 50/2017 per tutti i contratti “brevi” stipulati a partire dal 1° giugno 2017. Una delle caratteristiche principali, e di vantaggio per il contribuente, è costituita dalla possibilità di applicare il regime della cedolare secca anche ai redditi derivanti dalle locazioni brevi, ferma restando la possibilità di applicare la tassazione ordinaria a scelta del contribuente (da esercitarsi direttamente all’atto della compilazione del quadro RB del modello Redditi). Tuttavia, non mancano i dubbi e le criticità per una corretta determinazione della base imponibile nel caso in cui il contribuente intenda optare (come spesso accade) per il regime della cedolare secca, poiché…

DIRITTO BANCARIO

Sulla corretta determinazione degli interessi

Il precetto dell’art. 1284, comma 3, c.c., a voce del quale «gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto», è rispettato laddove la determinazione del tasso convenzionale degli interessi ultralegali avvenga anche per relationem, a condizione però che la relativa pattuizione contenga un richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, obiettivamente individuabili e funzionali alla concreta definizione del saggio di interesse (Cass. n. 12967/2018; Cass. n. 22179/2015; Cass. n. 25205/2014; Cass. n. 2072/2013). Ove il tasso convenuto sia variabile, è idoneo ai fini della sua precisa individuazione il riferimento a parametri fissati su scala nazionale alla stregua di accordi interbancari, mentre non sono sufficienti generici riferimenti, dai quali non emerga con sufficiente chiarezza quale previsione le parti…

ESECUZIONE FORZATA

Piano del consumatore: l’ammissibilità prescinde dalla durata della dilazione proposta

Tribunale di Como, decr. 24 maggio 2018 – Giudice A. Petronzi Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento – piano del consumatore – vaglio di ammissibilità in base alla durata – esclusione (L. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 6 e ss.) [1] In assenza di una previsione normativa del limite di durata delle procedure di sovraindebitamento, va esclusa l’individuazione di un parametro temporale fisso rispetto al quale vagliare l’ammissibilità del piano del consumatore, dovendosi preferire una ponderata valutazione della singola fattispecie. CASO [1] Un consumatore azionava la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento formulando una proposta di piano ex art. 7, comma 1 bis, L. 3/2012, che prevedeva l’integrale pagamento, tramite una rateazione ventennale, del debito residuo, pari…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Divorzio “congiunto”: la mancata costituzione in appello di uno dei coniugi non equivale a rinuncia della domanda

Cass., sez. VI, 2 maggio 2018, n. 10463 Matrimonio – Divorzio – Ricorso congiunto – Mancata costituzione in appello – Effetti (l. 1° dicembre 1970 n. 898, artt. 4, 5). [1] La mancata costituzione in appello di uno dei coniugi avverso la sentenza emessa a seguito di istanza congiunta di divorzio non equivale a rinuncia della domanda. CASO [1] Nella fattispecie sottoposta al vaglio della Corte, il Tribunale di prime cure aveva emesso sentenza di divorzio a seguito di domanda congiunta dei coniugi. Impugnata la pronuncia, il giudice di secondo grado aveva rigettato l’appello spiegato sebbene il giudizio si fosse svolto in contumacia della parte appellata e l’appellante non fosse comparso. Il ricorrente aveva così spiegato ricorso in cassazione lamentando,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Le nuove prospettive europee per le azioni di classe

La tutela dei consumatori costituisce in Europa il volano dell’espansione, a macchia di leopardo, degli strumenti di tutela collettiva. La scelta della Commissione europea di varare il c.d. New Deal per i consumatori reca la proposta di direttiva sulle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori. La comunicazione c.d. New Deal per i consumatori, diffusa l’11 aprile 2018 (Comunicazione dell’11 aprile 2018, COM(2018) 183 final), è stata varata unitamente a due proposte di direttive, una relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, la cui approvazione comporterebbe il venir meno di quella sui provvedimenti inibitori, e l’altra diretta ad apportare modifiche a preesistenti strumenti di armonizzazione. Tra le proposte di innovazioni, che riguardano la disciplina…

IMPUGNAZIONI

Sul passaggio in giudicato della sentenza derivante dalla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione

Cass., ord. 26 febbraio 2018, n. 4515 – Pres. Tirelli – Rel. Sambito Impugnazioni – Ricorso in appello – Inammissibilità – Decadenza dall’impugnazione – Passaggio in giudicato. (C.p.c., artt. 324, 357, 387) Il giudicato formatosi sul rapporto pregiudiziale a causa della declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione dovuta ad un vizio insanabile è vincolante nei confronti del giudice chiamato a decidere su un rapporto dipendente in un distinto giudizio, anche se l’inammissibilità dell’impugnazione è stata dichiarata successivamente alla conclusione del giudizio avente ad oggetto il rapporto dipendente. CASO Due cause distinte, inerenti l’accertamento della titolarità di un credito, avevano in comune la questione pregiudiziale rappresentata dalla validità di un atto di cessione compiuto da Tizio in favore di Caio. Nel primo procedimento,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’interdetto può chiedere la separazione giudiziale tramite il tutore

Cass. civ., Sez. I, 6 giugno 2018, n. 14669 – Pres. Tirelli – Rel. Cristiano Capacità processuale – Interdetto – Separazione giudiziale – Azione promossa dal tutore – Ammissibilità (Cod. civ., artt. 85, 357, 414; l. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 4; C.p.c., artt. 75, 78) [1] L’interdetto può proporre la domanda di separazione giudiziale dal coniuge attraverso il proprio tutore. CASO [1] K.A., interdetto a causa di un grave danno cerebrale riportato in un incidente stradale, agisce in giudizio in persona del suo tutore per chiedere la separazione giudiziale dalla moglie C.A., sposata circa un anno prima dell’incidente. Con sentenza parziale il tribunale accoglie la domanda di separazione. La moglie propone appello, poi ricorso in cassazione contro la sentenza che respinge il gravame….

Torna in alto