15 Maggio 2018

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Azienda agricola: patto di famiglia e diritto di prelazione

In un precedente contributo abbiamo analizzato l’applicabilità dell’istituto del patto di famiglia, quale strumento per anticipare il passaggio generazionale in agricoltura, giungendo a una soluzione positiva. Come evidenziato in tale sede, il settore primario soggiace a una serie di norme che rivestono un carattere speciale rispetto alla normativa generale, con la conseguenza che quando si intende applicare quest’ultima, si rende necessario indagare la portata di quelle speciali. Nel contesto del passaggio generazionale e, quindi, del cambiamento di titolarità dei fondi, si rende necessario verificare l’applicabilità o meno di uno degli istituti principe del mondo agricolo, ovvero il diritto di prelazione, introdotto dal Legislatore poco dopo la riforma agraria (L. 230/1950 la cd. Legge Sila) per cercare di tutelare la continuità…

DIRITTO DEL LAVORO

Permessi e lavoro part-time

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 20 febbraio 2018, n. 4069 Tempo parziale verticale – Permessi di cui all’art. 33 L. 104/1992 – Fruizione integrale – Numero di giornate lavorative – Sussistenza MASSIMA Non può essere compresso il diritto ex art. 33 l. 104/92 a tre giorni di permesso al mese, trattandosi di un diritto non esclusivamente patrimoniale e anche nella logica di preservazione di una tutela effettiva del disabile. A condizione che il contratto a part-time verticale del lavoratore comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario, detto diritto è da riconoscere in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno con la relativa indennità a carico dell’Inps. COMMENTO Con la sentenza in…

DIRITTO DEL LAVORO

Lavoro a termine: onere della prova

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 8 marzo 2018, n. 5512 Termine – Causale – Astrattamente idonea – Assenza prova – Conversione contratto a tempo indeterminato MASSIMA È onere del datore di lavoro convenuto in giudizio dimostrare la sussistenza nel caso concreto della causale apposta al contratto a termine, la quale può anche essere legittima in astratto. Deve essere dimostrato che il lavoratore assunto a termine sia stato effettivamente destinato a mansioni direttamente riconducibili all’attività indicata nel contratto individuale e non anche ad attività ordinarie espletate dai colleghi assunti con contratto a tempo indeterminato. COMMENTO Due lavoratori, tecnici di assistenza al cliente in un call center, impugnavano il contratto di lavoro a termine disciplinato dal D.lgs. 368/2001, sostenendo l’illegittimità dei termini apposti….

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Come finanziare il contenzioso

Litigation Funding: cos’è, come funziona, chi sono i fondi d’investimento specializzati Questioni legali nei rapporti tra finanziatore terzo, cliente e avvocato Contratto di confidenzialità e non uso Lettera d’intenti Contratto di finanziamento Questioni deontologiche nei rapporti tra finanziatore terzo, cliente e avvocato Controllo e gestione del contenzioso Compenso per l’avvocato Tipologia di cause finanziabili e modalità di finanziamento Contenzioso commerciale: class actions, danno ambientale, danno medico, contenzioso bancario/finanziario, azioni di responsabilità e altro contenzioso fallimentare, altro contenzioso Finanziamento della singola causa e finanziamento di portafogli di cause. Accordi strutturali con studi legali

DIRITTO BANCARIO

Sui tempi di conservazione del contratto di finanziamento

In giurisprudenza si discute sui tempi di conservazione del contratto di finanziamento da parte della banca. Secondo alcuni (Trib. Ravenna 6.6.2012; Trib. Taranto 17.9.2015; in arg. anche Trib. Sassari 21.12.2015 e Trib. Roma 10.4.2015), la banca è obbligata alla conservazione del contratto soltanto per dieci anni (ex art. 119 TUB) e successivamente non è consentito al giudice pronunciare l’inesistenza del contratto di finanziamento. Maggiormente persuasivo appare un altro orientamento (App. Milano 22.5.2012; Trib. Lecce 30.6.2014), in ragione del quale la banca è obbligata alla conservazione del contratto senza alcun limite temporale, non essendo applicabile al contratto quanto disposto dall’art. 119 TUB per la mera documentazione contabile bancaria: “il contratto di c/c bancario … costituisce prova scritta richiesta ad substantiam ed a…

CRISI DI IMPRESA

Sulla (tardiva) modifica della proposta di concordato preventivo e la (conseguente) revoca dell’ammissione alla procedura

Trib. Busto Arsizio, (decreto), 4 aprile 2018 – Pres. C. Leotta – Est. S. Passafiume Proposta di concordato – mancata approvazione – modifica della precedente proposta – inammissibilità – revoca dell’ammissione alla procedura (L. fall., artt. 161, comma 2 e 3; 162, comma 2;  172, comma 2, 1; 177; 179). [1] La modifica della precedente proposta di concordato è tardiva se formulata dopo il decorso del termine di cui all’art. 172, comma 2, e, pertanto, in caso di non approvazione della prima proposta per mancato raggiungimento delle maggioranze, il tribunale dispone la revoca dell’ammissione del debitore alla procedura. CASO [1] Non essendo stata approvata la proposta di concordato per il mancato raggiungimento delle maggioranze di cui all’ art. 177 l….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sulla (in)compatibilità tra negoziazione assistita obbligatoria e diritto europeo

Trib. Verona 27 febbraio 2018 – Giudice Vaccari Provvedimento civile – Negoziazione assistita obbligatoria – Compatibilità diritto UE – Esclusione (D.L. 12 giugno 2014, n. 132, conv. in l. 10 novembre 2014, n. 162, Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile, art. 3, comma 1; Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 47) [1] La disciplina sulla negoziazione assistita obbligatoria deve essere disapplicata in quanto in contrasto con l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. CASO [1] In un giudizio diretto ad ottenere il risarcimento dei danni conseguenti ad un sinistro stradale, il convenuto ha eccepito l’improcedibilità della domanda attorea per non essere stata preceduta dalla procedura di negoziazione…

IMPUGNAZIONI

Rito camerale in Cassazione e termine per il deposito della nota delle spese

Cass. civ., sez. VI-3, 22 settembre 2017, n. 22073 – Pres. Frasca – Rel. De Stefano Impugnazioni – Ricorso per cassazione – Rito camerale non partecipato ex art. 380 bis c.p.c. – Termine per il deposito della nota delle spese – Deposito il giorno dell’adunanza collegiale – Decadenza – Termine perentorio di cinque giorni prima dell’adunanza – Necessità (Cod. proc. civ., art. 380 bis; Disp. att. cod. proc. civ., art. 75) [1] Nel rito camerale regolato dall’art. 380 bis c.p.c., come sostituito dal d.l. 168/2016, la nota delle spese deve essere depositata entro il termine previsto il deposito delle memorie, quindi almeno cinque giorni prima della data stabilita per l’adunanza. CASO [1] In un giudizio di cassazione dinanzi alla Sezione…

IMPUGNAZIONI

Sui rapporti tra diritti autodeterminati e novità della domanda ex art. 345, comma 1 c.p.c.

I. La nozione di diritto autodeterminato. Si intende per “diritto autodeterminato” il diritto individuabile in base alla «sola indicazione del relativo contenuto quale rappresentato dal bene che ne forma l’oggetto» (come da definizione resa da ultimo Cass., 23 febbraio 2017, n. 4681; in precedenza Cass., 22 gennaio 2013, n. 1495): appartengono a tale categoria la proprietà e gli altri diritti reali di godimento, con l’effetto processuale che la causa petendi delle relative azioni (ossia uno dei tre elementi, insieme alle personae e al petitum) si identifica con il diritto stesso, e non con il titolo che ne costituisce la fonte. Essi si distinguono dai diritti eterodeterminati, quali i diritti relativi (di obbligazione al pagamento di una somma di denaro o…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Omessa indicazione del nome del file nell’attestazione di conformità della copia informatica di un atto notificato via PEC: la Cassazione esclude la nullità

Cass. civ., Sez. II, ord., 19 gennaio 2018, n. 1351 – Pres. Petitti – Rel. Federico Notificazioni in materia civile – Con modalità telematica – Copia informatica – Attestazione di conformità – Mancata indicazione del nome del file – Irrilevanza (c.p.c., artt. 156, 160; l. 21.1.1994, n. 53, artt. 3-bis e 11; d.l. 18.10.2012, n. 179 [conv. l. 17.12.2012, n. 221], art. 16-undecies; provv. d.g.s.i.a. 16.4.2014, art. 19-ter) [1] L’assenza del nome del file nell’attestazione di conformità della copia informatica di un atto (o provvedimento) processuale, notificato mediante posta elettronica certificata, costituisce mera irregolarità formale o comunque vizio sanato per raggiungimento dello scopo. CASO [1] Nell’àmbito di un procedimento per la cassazione della sentenza con cui il Tribunale ordinario di…

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