3 Maggio 2018

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamenti nella più recente giurisprudenza

Il giustificato motivo oggettivo alla prova della giurisprudenza Come è cambiato il giustificato motivo oggettivo dopo Cass. 7 dicembre 2016, n. 25201 Il repechage nella più recente giurisprudenza (da Cass. 22 marzo 2016, n. 5592 a Cass. 26 maggio 2017, n. 13379) Il licenziamento disciplinare al vaglio giudiziale: aspetti controversi e nodi da sciogliere Novità giurisprudenziali in tema di: licenziamento disciplinare illegittimo per insussistenza del fatto materiale, per difetto di proporzionalità, per essere il fatto punito con sanzioni conservative; per tardività; per genericità della contestazione; per omissione della procedura disciplinare La tenuità del danno ai fini della legittimità del licenziamento. La posizione della giurisprudenza, e in particolare Cass. 12ottobre 2017, n. 24014 La procedura disciplinare e il diritto di audizione:…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Ristrutturazione dei debiti e imputazione dei costi di transazione

Il nuovo principio contabile Oic 19 nel testo definitivo pubblicato a dicembre 2017 affronta un tema che era stato piuttosto controverso il quale, come si legge negli atti annessi allo stesso documento, aveva anche animato la pubblica consultazione. La delicata questione attiene alla individuazione del momento di imputazione temporale dei costi di transazione sostenuti da un’impresa per un’operazione di ristrutturazione del debito, nell’ipotesi in cui quest’ultima non applichi il criterio del costo ammortizzato per la rilevazione in bilancio dei debiti. Secondo l’impostazione che derivava dal precedente Oic 6, mentre gli utili da ristrutturazione del debito venivano contabilizzati secondo un criterio di competenza, i costi di transazione venivano imputati al conto economico dell’esercizio di loro sostenimento, il che produceva una asimmetria…

DIRITTO BANCARIO

La segnalazione ‘a sofferenza’ presso la Centrale rischi Bankitalia

Come noto, ai fini dell’appostazione a sofferenza di un nominativo presso la Centrale rischi della Banca d’Italia, l’intermediario è tenuto ad una delicata valutazione, che trae spunto dal protratto inadempimento del cliente, ma richiede di ponderare la complessiva situazione patrimoniale del debitore, la quale deve risultare caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile – sebbene non coincidente – con la condizione di insolvenza richiesta per la dichiarazione di fallimento dell’imprenditore commerciale (Cass. nn. 7958/2009, 12626/2010, 2309/2013, 15609/2014, 26361/2014, 1725/2015, 2913/2016). In sostanza, ai fini della segnalazione, rileva una nozione “levior” rispetto a quella della insolvenza fallimentare, così da concepire lo stato di insolvenza e le situazioni equiparabili in termini di valutazione negativa di una situazione patrimoniale apprezzata…

CRISI DI IMPRESA

Ancora sul rapporto tra concordato (dichiarato inammissibile) e pronuncia di fallimento

Cass. civ., Sez. I, 25 gennaio 2018 n. 1893 (sentenza) – Pres. Didone – rel. Genovese Fallimento – Concordato preventivo – Ammissione – Decreto di inammissibilità – Conseguente dichiarazione di fallimento – Reclamo – Conseguenze – Riesame di tutte le questioni – Necessità (Legge Fall., artt. 18, 162) [1] In tema di procedure concorsuali, nel caso in cui la sentenza dichiarativa di fallimento faccia seguito ad un provvedimento di inammissibilità della domanda di concordato preventivo, l’effetto devolutivo pieno che caratterizza il reclamo avverso la sentenza di fallimento riguarda anche la decisione sull’inammissibilità del concordato, sicché, ove il debitore abbia impugnato con successo la dichiarazione di fallimento ed abbia altresì censurato la decisione del tribunale sulla sua mancata ammissione al concordato,…

CRISI DI IMPRESA

Le vendite fallimentari e la loro compatibilità con il modello telematico del codice di rito

Il programma di liquidazione. Stando al 1° comma dell’art. 104 ter, entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento, il curatore predispone il programma di liquidazione dell’attivo; esso, ai sensi del 2° comma dello stesso articolo, «costituisce l’atto di pianificazione e di indirizzo in ordine alle modalità e ai termini previsti per la realizzazione dell’attivo». Se è vero che il curatore ha un ampio margine di movimento per quanto riguarda la programmazione e l’attuazione delle modalità liquidative, è però indiscutibile che dette scelte devono essere orientate alla massima tutela degli interessi dei creditori. Proprio per tale motivo, è attualmente previsto che il comitato dei creditori debba approvare il programma…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sul rimedio contro la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato disposta in sentenza anziché con separato decreto

Cass. 8 marzo 2018, n. 5535 – Pres. Amendola – Est. Tatangelo Patrocinio a spese dello Stato – Revoca – Opposizione (d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, Testo Unico Spese di Giustizia, artt. 136, 170) [1] Il potere di revocare l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è diverso da quello di decidere la controversia tra le parti e per tale motivo esso viene esercitato con autonomo decreto che ha natura di provvedimento non decisorio e non definitivo rispetto alla controversia, sicché anche quando la revoca venga pronunciata nel provvedimento che definisce il giudizio di merito essa non costituisce capo della sentenza e il relativo mezzo di impugnazione resta quello dell’opposizione prevista dal T.U.S.G. e non l’impugnazione ordinaria contro la…

IMPUGNAZIONI

Sull’appellabilità delle sentenze del giudice di pace

Cass., sez. VI, ord., 18 gennaio 2018, n. 1210 – Pres. Amendola – Rel. Rubino [1] Impugnazioni civili – Appellabilità delle sentenze del giudice di pace – Determinazione del valore – Richiesta di condanna a una somma inferiore al limite di cui all’art. 113, co. 2, c.p.c. ovvero alla maggiore somma che risulterà dovuta – Valore corrispondente al limite massimo di competenza del giudice (Cod. proc. civ., artt. 14, 113, co. 2, 339, co. 3) [1] Nel giudizio innanzi al giudice di pace, qualora sia proposta una domanda di condanna al pagamento di una somma determinata, inferiore al limite di cui all’art. 113, secondo co. 2, c.p.c., ovvero nella somma che risulterà dovuta e comunque entro i limiti della competenza…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Contestazione del testamento olografo: la Cassazione conferma la superfluità della querela di falso

Cass., sez. II, 21 dicembre 2017, n. 30733. Pres. Mazzacane, Est. Grasso Testamento olografo – Nullità – Azione di accertamento negativo – Sufficienza – Querela di falso (C.c., 602, 606, 2702; C.p.c., artt. 214, 221) La parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo. Non è necessario, pertanto, presentare querela di falso. CASO Il tribunale, sulla base degli esiti di una consulenza tecnica d’ufficio grafologica, accoglieva la domanda di accertamento del carattere apocrifo del testamento, proposta da due fratelli nei confronti dei sedicenti eredi della defunta madre. La sentenza veniva confermata dalla…

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