10 Aprile 2018

DIRITTO DEL LAVORO

Orario di lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 19 gennaio 2018, n. 1375 Variazione monte ore – In aumento – In diminuzione – Part-time e tempo pieno – Decisione unilaterale del datore di lavoro – Consenso del lavoratore – Forma scritta MASSIMA La modalità oraria è un elemento qualificante della prestazione oggetto del contratto, pertanto, la trasformazione da tempo pieno a tempo part-time necessita il consenso scritto del lavoratore, in quanto costituisce una novazione oggettiva del contratto. La manifestazione della volontà non è, dunque, desumibile per fatti concludenti dal comportamento delle parti. COMMENTO Una lavoratrice ricorreva in giudizio per ottenere il pagamento di differenze retributive riguardanti il pregresso e prolungato rapporto di lavoro, inizialmente a tempo pieno e successivamente a tempo parziale. Il…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

L’Imu e la sovranità dell’incertezza del diritto

Sulle aree edificabili destinate all’esercizio di attività agricole (ovvero sulle quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali) vige una disciplina di favore ai fini Imu: qualora tali aree siano infatti possedute e condotte da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola, esse non sono considerate fabbricabili e ma mantengono la condizioni di terreni agricoli. Nella circolare 3/DF/2012 il Dipartimento, analizzando attentamente il caso dell’utilizzazione agricola di un terreno edificabile, ribadisce un orientamento costante espresso dalla Corte di Cassazione (Cassazione, sentenza n. 15566/2010), secondo la quale in caso di comunione di un terreno edificabile in cui persista, per l’intero l’utilizzazione agro-silvo-pastorale ad opera di uno dei comproprietari (in possesso dei requisiti richiesti, ovvero CD/IAP iscritto alla previdenza agricola),…

PRIVACY

Codice per la protezione dei dati personali: un’abrogazione frettolosa (forse incostituzionale) e senz’altro pericolosa

Ho sfogliato velocemente il testo dello Schema di Decreto Legislativo  che introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 (in seguito GDPR – General Data Protection Regulation) in attuazione dell’art. 13 della Legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163) annunciato da Governo con un Comunicato  Stampa del 21 marzo 2018. Premetto che ho ricevuto giorni fa il testo di questo decreto legislativo, ma per pudore istituzionale (e rispetto verso le fonti che me lo avevano cortesemente inviato), ho evitato di diffonderlo e anche di commentarlo. In pochi attimi, invece, la Rete è stata travolta da opinioni e testi pubblicati, in versione – più o meno – ufficiale. Questo lungo testo normativo (104 articoli contro…

DIRITTO BANCARIO

Sulla c.d. ‘usura ‘in concreto’ (art. 644, comma 3, c.p.)

Il delitto di usura si configura non solo quando gli interessi pattuiti in relazione alla somma di denaro prestata siano superiori al tasso soglia stabilito dalla legge (c.d. “usura presunta”), ma anche quando l’agente ottiene da persone in difficoltà economica o finanziaria vantaggi sproporzionati rispetto all’opera prestata; sproporzione che deve essere valutata “in concreto” dal giudice, effettuando una comparazione tra i vantaggi effettivamente conseguiti e quelli ordinariamente correlati all’effettuazione delle prestazioni erogate. Il delitto di usura c.d. “in concreto” è dunque funzionale a sanzionare condotte di sfruttamento delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria della vittima attraverso l’induzione della stessa all’accettazione di condizioni contrattuali sproporzionate rispetto a quelle che caratterizzano il libero mercato (Cass. pen. 25.5.2017, n. 26214). Secondo la…

CRISI DI IMPRESA

L’improcedibilità del giudizio di opposizione allo stato passivo per sopravvenuta revoca della dichiarazione di fallimento

Cass. civ. Sez. I, 19-02-2018, n. 3957 (ord.) – Pres. Ambrosio – rel. Di Virgilio  – P.M. Salvato (diff.) Fallimento – Revoca – Effetti sul giudizio di opposizione allo stato passivo – Fondamento (artt. 18, 96 e 120 L. fall.) La sopravvenuta revoca, passata in giudicato, della dichiarazione di fallimento rende improcedibile il giudizio di opposizione allo stato passivo, attesa la natura endofallimentare di detto giudizio, inteso all’accertamento del credito con effetti limitati al concorso allo stato passivo. CASO Con decreto il Tribunale di Cagliari respingeva l’opposizione allo stato passivo proposta da due professionisti al fine di conseguire l’ammissione al passivo in prededuzione dell’integrale importo dagli stessi richiesto a titolo di compenso per l’attività stragiudiziale resa di sede di concordato…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Tutela del credito dell’avvocato e rito sommario «speciale» post Sezioni Unite n. 4485/2018

Cass., Sez. Un., 23 febbraio 2018, n. 4485 [1] Avvocato – Prestazioni svolte nell’ambito di un processo civile – Compenso professionale – Liquidazione – Introduzione della causa – Procedimento sommario di cognizione ex art. 14 d.leg. 150/2011 – Procedimento d’ingiunzione (C.p.c. artt. 633 ss., 702-bis; l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28; d.leg. 1° settembre 2011, n. 150, artt. 3, 14) [2] Avvocato – Prestazioni svolte nell’ambito di un processo civile – Compenso professionale – Liquidazione – Contestazione del diritto – Rito applicabile – Procedimento sommario di cognizione ex art. 14 d.leg. 150/2011 – Fattispecie (l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28; d.leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 14) [1] A seguito dell’entrata in vigore del d.leg….

IMPUGNAZIONI

Sull’applicabilità dell’art. 360-bis, n. 1, c.p.c. in presenza di un unico precedente di legittimità

Cass. civ., sez. VI, 22 febbraio 2018, n. 4366, Pres. Amendola – Rel. De Stefano [1] Cassazione civile – Ricorso – Unico precedente – Orientamento della giurisprudenza della Suprema Corte – Conformità alla giurisprudenza della Suprema Corte – Indicazione delle critiche avverso la giurisprudenza di legittimità – Inammissibilità (Cod. proc. civ., art. 360 bis) [1] In tema di ricorso per cassazione, anche un solo precedente di legittimità, benché remoto, se univoco, chiaro e condivisibile (e, a maggior ragione, se pacifico nella scienza giuridica nazionale), è idoneo ad integrare l’orientamento della giurisprudenza della Suprema Corte cui si sia conformata la pronuncia impugnata, con la conseguenza che il ricorso avverso quest’ultima, quando non richiami tale orientamento e non sviluppi valide critiche contro…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Nei giudizi di merito la mancata elezione di domicilio “fisico” è ormai – quasi sempre – priva di conseguenze negative per la parte

Cass. civ., Sez. VI – 3, ord., 14 dicembre 2017, n. 30139 – Pres. Amendola – Rel. Vincenti Notificazioni in materia civile – Procedimento davanti al giudice di pace, al tribunale od alla corte d’appello – Notificazione alla parte presso il difensore – Difensore fisicamente domiciliato fuori dal circondario dell’autorità giudiziaria tribunale adita – Notificazione a mezzo p.e.c. presso il domicilio digitale del difensore – Necessità – Limiti (c.p.c., artt. 141, 170, 285, 330; r.d. 22.1.1934, n. 37, art. 82; d.l. 18.10.2012, n. 179 [conv. l. 17.12.2012, n. 221], art. 16-sexies; d.lg. 7.3.2005, n. 82, art. 6-bis; d.m. 21.2.2011, n. 44, art. 7) [1] Nei procedimenti civili diversi da quello di cassazione, quando il difensore abbia omesso di eleggere domicilio…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Ordine pubblico nella circolazione dei provvedimenti stranieri

L’articolo esamina l’evoluzione del concetto di ordine pubblico in ottica internazionale, con particolare attenzione alle questioni giurisprudenziali più rilevanti nel dibattito interno.  Sommario: 1) L’ordine pubblico “internazionale”; 2) Ordine pubblico e danni punitivi; 3) Ordine pubblico e adozioni “same sex”; 4) Casistica varia; 5) Conclusioni  1) L’ordine pubblico “internazionale” Il processo di integrazione dell’Unione Europea prevede, tra l’altro, l’armonizzazione dei sistemi giuridici degli Stati membri; coerentemente, in questa direzione, il Regolamento UE 1215/2012 (c.d. Regolamento Bruxelles 1bis) – che sostituisce il Regolamento 44/2001  (c.d. Bruxelles 1) in materia giurisdizionale – stabilisce che le sentenze emesse da uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati senza che sia necessario uno specifico procedimento (art. 33), salvo che le stesse non siano contrarie…

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