30 Gennaio 2018

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamenti individuali

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 14 novembre 2017, n. 26867 Denuncia penale del lavoratore – Condotta disciplinarmente rilevante – Calunnia – Infondatezza denuncia o archiviazione – Non sussiste MASSIMA La sola denuncia all’autorità giudiziaria di fatti astrattamente integranti ipotesi di reato non costituisce di per sé condotta disciplinarmente rilevante, tale da giustificare il licenziamento per giusta causa. Ipotesi diversa è quella in cui l’iniziativa del lavoratore sia stata strumentalmente presa nella consapevolezza della insussistenza del fatto o della assenza di responsabilità del datore. A tale fine la denuncia che si riveli infondata e il procedimento penale definito con l’archiviazione della notizia criminis o con la sentenza di assoluzione non sono circostanze sufficienti a dimostrare il carattere calunnioso della denuncia stessa. COMMENTO Il…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Finanziamento infruttifero soci: presupposti e modalità operative

Le S.r.l. possono essere finanziate dai soci nel rispetto delle previsioni di cui al Provvedimento della Banca d’Italia del 08.11.2016: pertanto, se lo prevede lo statuto della società, è possibile la raccolta di risparmio solo presso i soggetti che rivestono la qualifica di socio da almeno tre mesi e detengono una partecipazione pari ad almeno il 2% del capitale sociale risultante dall’ultimo bilancio approvato. Il contratto di finanziamento non richiede però la forma scritta: l’unico caso in cui, effettivamente, le disposizioni civilistiche impongono la forma scritta è rappresentato dalla previsione di un tasso di interesse superiore al tasso legale (articolo 1284 cod. civ.). Purtuttavia, si ritiene sempre utile la stipula di un contratto in forma scritta, pur in presenza di un finanziamento infruttifero, in primo luogo per formalizzare la volontà del socio di vedersi restituite le somme di…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Contributi per la promozione del vino

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 226 del 27 settembre 2017 il D.M. Mipaaf del 10 agosto 2017recante le modalità attuative della misura relativa alla promozione del vino in Paesi terzi. Possono accedere alla misura, come precisato dall’articolo 3, tra gli altri, le associazioni di produttori di vino, i consorzi di tutela, le cooperative, le reti di impresa, i soggetti pubblici e i produttori di vino. In particolare, il precedente articolo 2, ha modo di precisare come: i soggetti pubblici ammessi sono gli organismi aventi personalità giuridica di diritto pubblico o privato, con l’esclusione di Regioni, Province e Comuni e i produttori di vino devono essere intesi come l’impresa, singola o associata, in regola con la presentazione delle dichiarazioni vitivinicole dell’ultimo triennio, che abbia ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati e/o che commercializza vino di propria produzione, di imprese associate o controllate. Proprio in merito ai vini che possono rientrate nel progetto di promozione, il successivo articolo 4, si occupa di individuarli nei seguenti: Doc, Docg, Igt, vini spumanti di qualità e aromatici e vini con…

DIRITTO BANCARIO

Sezioni Unite n. 898/2018: valido il contratto ‘monofirma’

Le Sezioni Unite della Cassazione, con decisione del 16 gennaio 2018, n. 898, hanno stabilito che il requisito della forma scritta del contratto di investimento non esige, oltre alla sottoscrizione dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario. Il principio di diritto enunciato è il seguente: “Il requisito della forma scritta del contratto-quadro relativo ai servizi di investimento, disposto dall’art.23 del d.lgs. 24/2/1998, n. 58, è rispettato ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario, il cui consenso ben si può desumere alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti“. Di seguito uno stralcio delle argomentazioni giuridiche poste a fondamento della…

ESECUZIONE FORZATA

Il limite del pregiudizio all’economia nazionale nell’esecuzione degli obblighi di fare

Cass. civ., Sez. II, 31 ottobre 2017 n. 25890 (sentenza) – Pres. Bianchini – rel. Grasso Esecuzione forzata – Obblighi di fare e di non fare – Violazione delle norme sulle distanze tra edifici – Spostamento della costruzione a distanza legale – Limiti all’esecuzione forzata ex art. 2933, comma 2, c.c. (Art. 2933 c.c.) [1] L’art. 2933, secondo comma, c.c. che limita l’esecuzione forzata degli obblighi di non fare, vietando la distruzione della cosa che sia di pregiudizio all’economia nazionale, si riferisce alle sole fonti di produzione o di distribuzione della ricchezza dell’intero Paese e, pertanto, non è invocabile per evitare lo spostamento di una costruzione alla distanza prescritta dalle norme in materia, comportando, invece, la persistenza di detta costruzione…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sull’ultrattività del mandato al difensore in caso di morte della parte dopo l’emissione del decreto ingiuntivo

Cass. 31 ottobre 2017, n. 25823 http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20171031/snciv@s30@a2017@n25823@tO.clean.pdf Ingiunzione (procedimento per) – Morte della parte – Omessa dichiarazione in giudizio – Notificazione del difensore – Ammissibilità – Ultrattività del mandato (c.p.c. artt. 300, 643) [1] Nel procedimento monitorio, qualora dopo l’emissione del decreto si verifichi il decesso della parte creditrice, il suo difensore, in forza dell’ultrattività del mandato, è legittimato a procedere alla notificazione del decreto e, a seguito dell’opposizione dell’ingiunto, a costituirsi nel giudizio di opposizione e se, costituendosi, si astiene dal dichiarare l’evento che ha colpito la parte, il processo di opposizione resta indifferente all’evento del decesso. CASO [1] A seguito dell’emissione di un decreto ingiuntivo, la creditrice è deceduta. Proposta l’opposizione, il difensore dell’opposta si è costituito in…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Separazione e divorzio: contemporanea pendenza e coordinamento fra giudizi

Si esaminano le questioni inerenti il coordinamento fra giudizio di separazione e divorzio, in caso di contemporanea pendenza dei procedimenti. In particolare, il lavoro si propone di dare conto dei criteri per una sollecita trattazione dei giudizi, indicati da linee guida e circolari, adottate in diversi uffici giudiziari, a seguito dell’entrata in vigore della l. 6 maggio 2015 n. 55. Con l’introduzione dell’art. 709 bis, 1° comma, c.p.c., inserito dall’art. 2, 3° comma, lett. e ter) del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 (convertito nella L. 14 maggio 2005, n. 80) è stata prevista, anche nel giudizio di separazione (nel giudizio di divorzio già era disciplinato dall’art. 4, co 12, l.898/70) la possibilità per il giudice di emettere una sentenza…

IMPUGNAZIONI

La parte totalmente vittoriosa nel merito deve proporre appello incidentale ai fini della devoluzione in fase di gravame dell’eccezione rigettata

Cass., Sez. III, 12 dicembre 2017, n. 29642 Pres. Chiarini – Est. Frasca Impugnazioni civili – domanda risarcitoria per responsabilità professionale – rigetto – accertamento inadempimento professionista – appello incidentale contro tale statuizione – necessità – sussistenza (C.p.c. artt. 324, 333, 343, 346; c.c. 2909) [1] Il professionista, convenuto nell’ambito di un giudizio risarcitorio per responsabilità professionale, di cui venga accertato l’inadempimento, ma che risulti vittorioso all’esito del relativo processo, per mancata prova del danno sofferto dal cliente, è tenuto a proporre appello incidentale nei confronti della statuizione concernente il suo inadempimento. CASO [1] Tizio conveniva in giudizio il notaio Caio, chiedendone l’accertamento della  responsabilità professionale nonché la sua condanna al risarcimento dei danni. Il tribunale adito, pur affermando la…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il difensore e i vizi della procura alle liti

Giudice di Pace di Trapani, ord., 22 maggio 2017, Giudice Vitale Procura alle liti – Difetto – Sanatoria ex art. 182 c.p.c. – Ambito di applicazione (Cod. proc. civ. artt. 82, 182) La sanatoria di cui all’art. 182 c.p.c. è applicabile anche nel caso di procura mancante; quindi opera senz’altro quando la procura alle liti, pur rilasciata al difensore, non sia idonea a conferire un valido jus postulandi. Difetto di rappresentanza e di autorizzazione –Eccezione di parte – Onere di sanatoria – Sussiste (Cod. proc. civ. 182) Qualora il rilievo di un difetto di rappresentanza e di autorizzazione non sia officioso, ma provenga dalla controparte, l’onere di sanatoria del rappresentato sorge immediatamente, senza necessità di assegnare un termine, atteso che…

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