23 Gennaio 2018

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Le nuove regole sulla modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare

Il Protocollo del CNF del 29 novembre 2017  Il Consiglio Nazionale Forense, ha elaborato le linee guida per la gestione dei conflitti familiari in materia di mantenimento dei figli. Il Protocollo è stato approvato Il 14 luglio scorso, di concerto con la Commissione Famiglia e le associazioni del settore, ed è stato è stato trasmesso a tutti gli ordini degli avvocati il 29 novembre 2017. La finalità dichiarata è quella di disporre di strumenti efficaci che riducano il più possibile il contenzioso riguardante l’individuazione e la modalità di rimborso delle spese relative ai figli, che non rientrano nel contributo ordinario. L’esigenza deriva dai mutati principi introdotti con la riforma della legge sulla filiazione, in cui l’affidamento esclusivo ad un genitore…

DIRITTO DEL LAVORO

Esercizio dell’attività sindacale

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 04 ottobre 2017, n. 23178 Diritti sindacali – Potere organizzativo – Sospensione del rapporto – Prestazioni lavorative accessorie – Legittimità MASSIMA Non può essere sospeso dal lavoro chi non svolge le proprie prestazioni lavorative, anche se accessorie, durante un permesso sindacale. Non è contrario a buona fede il comportamento del lavoratore che ometta di prendere visione di circolari organizzative nei periodi in cui risulti assente per fruizione di permessi sindacali. COMMENTO Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un macchinista delle ferrovie, cassando con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Roma. La Corte di merito aveva dichiarato la legittimità della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione pari…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Finanziamento soci e prescrizione del credito

Il finanziamento del socio a favore della società è soggetto a prescrizione? Dopo quanti anni si prescrive? E, soprattutto, la prescrizione del credito può comportare la rilevazione di una sopravvenienza attiva tassabilein capo alla società? Una delle più recenti pronunce riguardante le problematiche in esame risale al marzo 2017 e si sofferma sui termini di prescrizione del credito vantato dal socio nei confronti di una società in nome collettivo, e, nello specifico, sull’applicabilità dell’articolo 2494 cod. civ., in forza del quale “si prescrivono in cinque anni i diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è iscritta nel registro delle imprese”. Con la sentenza n. 6561 del 14.03.2017 la Corte di Cassazione ha infatti chiarito che “è invero consolidato orientamento di questa Corte che la prescrizione solo quinquennale, che viene dettata nel comma 1…

DIRITTO BANCARIO

Bankitalia: nuove rilevazioni statistiche interessi di mora

Sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2017 n. 303 è stato pubblicato il consueto  decreto di rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura, periodo di rilevazione 1º luglio – 30 settembre 2017, applicazione dal 1° gennaio al 31 marzo 2018 (Decreto 21 dicembre 2017). Rispetto al passato, l’attuale rilevazione prevede una nuova specifica riguardo agli interessi di mora. Ribadito che i tassi effettivi globali medi di cui all’art. 1, comma 1, del suddetto decreto non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento, nel decreto è indicato che “secondo l’ultima rilevazione statistica condotta dalla Banca d’Italia d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, i tassi di mora pattuiti presentano,…

ESECUZIONE FORZATA

Il rilascio dell’immobile non determina la cessazione della materia del contendere dell’opposizione all’esecuzione

Cass. civ., Sez. VI-3, 7 luglio 2017, n. 20924; Pres. Amendola; Est. Tatangelo. Esecuzione forzata – Esecuzione per rilascio – In genere – Opposizione all’esecuzione – Conclusione della procedura esecutiva con rilascio dell’immobile – Cessazione della materia del contendere del giudizio di opposizione – Esclusione – Fondamento – Conseguenze (cod. proc. civ., artt. 100, 608, 615, 624). [1] La conclusione del procedimento di esecuzione in forma specifica mediante il rilascio dell’immobile da parte dell’esecutato, anche se avvenuto spontaneamente, ma non in base ad un accordo con il creditore procedente, non determina la cessazione della materia del contendere del giudizio di opposizione all’esecuzione nel frattempo proposta, il cui accoglimento, al contrario, comporta la caducazione degli atti esecutivi e il sorgere del…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Amministrazione di sostegno e rimedi contro il decreto del Giudice tutelare.

Cass., Sez. I,  7 giugno 2017, n. 14158, Pres. Di Palma, Est. Acierno Amministrazione di sostegno – Decreto del giudice tutelare sulla richiesta di autorizzazione dell’amministratore di sostegno di consentire o rifiutare terapie mediche – Reclamo alla corte d’appello ex art. 720 bis, 2° comma, c.p.c. – Ammissibilità – Fondamento – Diritti soggettivi personalissimi – Diritto all’autodeterminazione della persona nelle scelte sanitarie – Diritto di manifestazione ed espressione delle proprie credenze religiose (Cost., artt. 2, 13, 19, 32; Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, artt. 8 e 9; Cod. proc. civ., artt. 720 bis, 739, 363; cod. civ., artt. 405, 407, 408; Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina, l., 28 marzo 2001, n. 145, artt. 5 e 9) …

IMPUGNAZIONI

Sul mutamento della qualificazione giuridica della domanda in appello e la necessità di un motivo specifico di impugnazione

Cass., sez. VI, 13 dicembre 2017, n. 29978, Pres. Genovese, Rel. Di Marzio Appello – Domanda – Qualificazione giuridica – Mutamento – Rilevabilità d’ufficio – Esclusione. (C.p.c. artt. 113, 342, 345)  [1] Nel giudizio di appello, il divieto di nuove domande ex art. 345, primo comma c.p.c. non impedisce al giudice di disporre una nuova qualificazione giuridica della domanda, quando questa si fonda sui medesimi fatti accertati in primo grado e resta immutato il bene della vita oggetto di tutela.  [2] Il giudice dell’appello può disporre una diversa qualificazione giuridica della domanda, sulla base dei fatti già accertati in primo grado, a condizione che la parte ne abbia fatto richiesta con uno specifico motivo di impugnazione ex art. 342, n….

IMPUGNAZIONI

Alle Sezioni Unite la questione relativa ai tempi della riproposizione in appello di domande ed eccezioni non accolte

Il presente lavoro dà conto di una recente pronuncia di legittimità (Cass., sez. III, 7 dicembre 2017, n. 29499), che ha devoluto alle Sezioni Unite la problematica concernente i limiti temporali della riproposizione ex art. 346 c.p.c. in riferimento agli appelli introdotti nel sistema processuale anteriore alla novella del 2005 (l. 80 del 2005) Il caso e la questione processuale sollevata da Cass., sez. III, 7 dicembre 2017, n. 29499 La Cassazione (Cass., sez. III, 7 dicembre 2017, n. 29499) torna ad occuparsi della riproposizione di domande ed eccezioni non accolte in appello, devolvendo alle Sezioni Unite la risoluzione di una questione che le stesse non hanno affrontato nelle recenti pronunce (cfr. Cass., S.U., 12 maggio 2017, n. 11799; Id.,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Tabelle milanesi e risarcimento del danno non patrimoniale

Cass. civ., Sez. III, 11 luglio 2017, n. 17061 – Pres. Travaglino – Est. Pellecchia Poteri del giudice – Responsabilità civile – Risarcimento del danno non patrimoniale – Valutazione e liquidazione – Applicazione e interpretazione delle Tabelle milanesi – Questione di diritto – Conoscibilità d’ufficio   [1] La mancata adozione da parte del giudice di merito, delle Tabelle di Milano, in favore di altre, integra violazione di norma di diritto censurabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma I, n. 3; ove nelle more tra l’introduzione del giudizio e la sua decisione, le Tabelle applicate per la liquidazione del danno non patrimoniale siano mutate, il giudice (anche d’appello) ha l’obbligo di utilizzare i parametri vigenti al momento della…

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