5 Dicembre 2017

PRIVACY

General Data Protection Regulation: come cambia la tutela dei dati personali

Il GDPR, ossia il Regolamento con cui la Commissione europea ha voluto armonizzare il trattamento dei dati personali dei cittadini Ue all’interno (ed all’esterno) dell’Ue, diventerà esecutivo il 25 maggio 2018, dopo un periodo di transizione durato due anni al termine del quale sostituirà finalmente la Direttiva 95/46/EC sulla protezione dei dati e si coordinerà con il noto Codice per la protezione dei dati personali (Dlgs. 196/2003). Società, aziende, imprese ed enti con sede legale nel territorio dell’UE (e non) che trattino dati personali di residenti Ue dovranno garantire la sicurezza dei dati gestiti, la facilità nell’ottenerne la cancellazione o rettifica, la loro portabilità e che la raccolta sia eseguita solo dietro esplicito consenso, con poche eccezioni di ordine meramente…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Diritto successorio

I incontro APERTURA DELLA SUCCESSIONE E ACQUISTO DELL’EREDITÀ L’apertura della successione. Vocazione e delazione. I c.d. “chiamati ulteriori” La capacità a succedere. I nascituri L’indegnità a succedere. La riabilitazione dell’indegno Successione a titolo particolare e a titolo universale Le fonti della successione. Successione legittima, testamentaria e necessaria Il divieto dei patti successori Il negozio testamentario. Regole formali e principi sostanziali. Contenuto patrimoniale e non patrimoniale del testamento L’invalidità del testamento e la sua confermabilità. Nullità, annullabilità e “inesistenza” L’impugnazione del testamento olografo Il testamento pubblico e l’incapacità naturale Il testamento come negozio necessariamente revocabile. Revoca (espressa, tacita e legale) e revoca della revoca Accettazione e rinuncia dell’eredità. Acquisto dell’eredità e del legato. I legati ex lege L’eredità giacente L’accettazione dell’eredità…

DIRITTO DEL LAVORO

Contributi previdenziali e assistenziali

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 11 settembre 2017, n. 21053 Sgravi contributivi – mancata comunicazione del Rspp – perdita dei benefici relativi ai nuovi assunti – configurabilità  MASSIMA La comunicazione del nominativo del RSPP all’Ispettorato del lavoro e all’ASL non è un adempimento formale, pertanto, alla sua omissione consegue la decadenza dai benefici contributivi di cui la Società ha medio tempore usufruito. La comunicazione, infatti, rientra gli adempimenti previsti dalla normativa sulla sicurezza e sulla prevenzione sui luoghi di lavoro da ritenersi inderogabili in quanto posti a protezione di diritti costituzionalmente garanti: la designazione di un soggetto garante dell’osservanza degli obblighi di prevenzione e protezione è presidio della corretta e completa applicazione delle misure adottate in ragione dei requisiti di…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Sanzioni 231 e assoluzione dell’autore del reato presupposto

Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento un nuovo genere di autonoma responsabilità amministrativa che sorge in capo all’ente in caso di commissione, nel suo interesse o vantaggio, di uno dei reati disciplinati agli articoli 24 e ss. sia da parte di soggetti con posizioni apicali, sia da parte di soggetti a questi sottoposti. Che cosa accade, tuttavia, nel caso in cui il presunto autore del delitto presupposto alla responsabilità amministrativa dell’ente sia assolto dall’accusa contestatagli e quali effetti genera la sentenza di proscioglimento in capo alla persona giuridica? A chiarirlo è la sentenza n. 49056 del 25.10.2017 emessa dalla Corte di Cassazione. Con la richiamata decisione, infatti, la Suprema Corte torna ad affrontare il tema della responsabilità “parapenale” delle persone giuridiche, questa volta offrendo interessanti chiarimenti in merito alla…

DIRITTO BANCARIO

Correttezza e buona fede nell’attività bancaria

Gli artt.  1175, 1375 e 1337 c.c., il Testo unico bancario e le Disposizioni di vigilanza di Bankitalia impongono alle banche, nello svolgimento della propria attività professionale, il rispetto di obblighi di correttezza e buona fede in tutte le fasi del rapporto banca-cliente. La buona fede svolge, dunque, un ruolo centrale nella esecuzione e interpretazione dei contratti bancari. La buona fede oggettiva impone alle parti di comportarsi secondo lealtà e le impegna al compimento di azioni/atti necessari alla salvaguardia dell’interesse/utilità della controparte nella misura in cui essi non comportino un apprezzabile sacrificio a proprio carico: “il principio di correttezza e buona fede deve essere inteso in senso oggettivo in quanto enuncia un dovere di solidarietà (art. 2 Cost.) che, operando…

CRISI DI IMPRESA

Il credito per spese legali liquidate sorto dopo il sequestro per misure di prevenzione legittima il creditore a presentare istanza di fallimento

Tribunale di Palermo; Quarta Sezione civile; decreto 15.6.2017; Pres. D’Antoni; Rel. Giammona Fallimento – Società sottoposta sequestro per misure di prevenzione – Credito per spese legali – Legittimazione (R.d. 16 marzo 1942 n. 267, legge fallimentare, art. 5; D.Lgs. 6 novembre 2011, n. 159, Codice antimafia, artt. 54, 57, 58, 59, 61). [1] Il credito per spese legali dell’avvocato antistatario sorto dopo il sequestro per misure di prevenzione nei confronti della società sottoposta a sequestro per misure di prevenzione ai sensi del d.lgs. 159/2011 (c.d. Codice Antimafia) è azionabile ai fini della dichiarazione di fallimento della società. CASO [1] Una società ed il suo avvocato chiedono dichiararsi il fallimento di una società sottoposta a sequestro per misure di prevenzione ai…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Costituzionalmente illegittimo l’art. 152 disp. att. c.p.c. nella parte in cui sanziona con l’inammissibilità del ricorso la mancata indicazione del valore della causa

Corte cost. 20 novembre 2017, n. 241 – Pres. Grossi – Est. Prosperetti Lavoro e previdenza (controversie) – Previdenza sociale – Spese in materia previdenziale – Obbligo indicazione valore di causa – Inammissibilità ricorso – Incostituzionalità (Disp. att. cod. proc. civ. art. 152; Cost. art. 3) [1] E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 152, ultimo periodo, delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, come modificato dall’art. 38, comma 1, lett. b), n. 2 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111, nella parte in cui, nei giudizi per prestazioni previdenziali, sanziona, con l’inammissibilità del ricorso, l’omessa indicazione del valore della prestazione dedotta in giudizio, il cui importo deve essere specificato…

IMPUGNAZIONI

Questioni «assorbite» nel giudizio di merito e ricorso incidentale per cassazione

Cass., sez. II, 26 luglio 2017, n. 18569 Cassazione civile – Ricorso – Motivi – Violazione di legge – Ambito – Fattispecie (C.p.c., art. 360, comma 1°, n. 3) [1] Cassazione civile – Parte vittoriosa in appello – Questioni «assorbite» nel giudizio di merito – Ricorso incidentale – Onere – Non sussiste (C.p.c., art. 371) [2] [1] Il motivo di ricorso per cassazione relativo alla violazione di legge attiene esclusivamente alla ricognizione della fattispecie astratta, mentre la ricostruzione dei fatti di causa costituisce attività riservata al giudice di merito ed è censurabile in sede di legittimità soltanto per vizi della motivazione. [2] La parte totalmente vittoriosa nel giudizio di appello non ha l’onere di proporre ricorso incidentale per cassazione per…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Nulla la notificazione telematica ad un indirizzo PEC presente solo nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA)

Trib. Palermo, decr. 17 luglio 2017 – Giud. Galazzi [1] Notificazioni in materia civile – Notificazione mediante posta elettronica certificata – Indice PA (IPA) – pubblico elenco – esclusione (L. 21.1.1994, n. 53, art. 3-bis, comma 1; D.L. 18.10.2012, n. 179, art. 16-ter; D.L. 29.11.2008, n. 185, art. 16, comma 8) [2] Notificazioni in materia civile – Notificazione mediante posta elettronica certificata – Notificazione a una Pubblica Amministrazione – Indirizzo PEC del destinatario risultante dal solo cd. Indice PA (IPA) – Nullità – Sanabile (L. 21.1.1994, n. 53, artt. 3-bis, comma 1, e 11; D.L. 18.10.2012, n. 179, artt. 16, comma 12, e 16-ter; D.L. 29.11.2008, n. 185, art. 16, comma 8; D.M. 21.2.2011, n. 44, art. 7; Cod. proc….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

I provvedimenti anomali ed i provvedimenti abnormi

In giurisprudenza e dottrina si trova spesso l’uso promiscuo dei termini provvedimento anomalo ed abnorme. Identificare i caratteri dell’uno e dell’altro è importante per determinare le conseguenze che producono e i mezzi di impugnazione contro di essi esperibili. I provvedimenti anomali  Con l’espressione provvedimento anomalo si indica un provvedimento giudiziale dal contenuto non corrispondente a quello che, per convenzione, accompagna la forma che lo riveste. Un esempio classico è l’ordinanza con cui il giudice dichiara esecutivo il progetto di divisione in presenza di contestazioni espresse o potenziali, quindi in mancanza delle condizioni richieste dal terzo comma dell’art. 789 c.p.c. In buona sostanza, il provvedimento anomalo è il risultato di un errore nell’iter della sua costituzione: la deviazione dalle norme che…

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