29 Agosto 2017

DIRITTO DEL LAVORO

Violazione degli obblighi di protezione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 13 giugno 2017, n. 14665 Vigile urbano – Danno biologico temporaneo – Violazione obblighi di protezione – Mancata esenzione da servizio esterno – Aggravamento patologia respiratoria MASSIMA Il datore è tenuto al risarcimento del danno biologico temporaneo per violazione degli obblighi di protezione se non esonera il dipendente dalle mansioni incompatibili con il suo stato di salute. COMMENTO Con la sentenza in commento la Suprema Corte ha confermato la correttezza delle pronunce dei Giudici di merito che avevano condannato parte datoriale, nella specie un Comune, al risarcimento del danno biologico temporaneo per violazione degli obblighi di protezione per non avere esonerato dal servizio, nonostante sua espressa richiesta, un vigile urbano affetto da patologie respiratorie. I…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La confisca deve essere proporzionata al profitto

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12653/16 torna nuovamente a pronunciarsi sul quantum di profitto confiscabile in capo all’ente che sia ritenuto responsabile penalmente, ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. n.231/01, per i reati commessi nel suo interesse o vantaggio dai soggetti apicali o da coloro sottoposti all’altrui direzione o vigilanza. L’art. 19 del citato decreto prevede, infatti, che “nei confronti dell’ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede”. Nel secondo comma il Legislatore ha inoltre previsto che “quando non è possibile eseguire la confisca a norma del comma 1 la stessa può avere ad…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La giurisprudenza di Cassazione sulle sportive

Dalla lettura di due recenti sentenze della sezione quinta della Corte di Cassazione (sentenze n. 6934/2017 e n. 7629/2017), in materia di disciplina fiscale applicabile alle società e associazioni sportive dilettantistiche, emergono alcuni aspetti che meritano qualche considerazione aggiuntiva. Nella prima sentenza (Cassazione 6934/2017) la fattispecie concreta è molto diffusa: trattasi di associazione che gestisce una palestra alla quale, in sede di accertamento, viene disconosciuta la natura “istituzionale” dei proventi riscossi dagli associati con il conseguente recupero dell’Iva non versata. La Commissione tributaria provinciale confermava la natura “commerciale” del provento ma: “sul presupposto che dall’imponibile accertato dovesse scorporarsi l’Iva inclusa nei corrispettivi percepiti e che andasse detratta l’Iva addebitata a titolo di rivalsa, rideterminava in diminuzione l’imposta dovuta e le sanzioni”. Sulla decisione sostanzialmente confermativa della Commissione regionale ricorreva…

DIRITTO BANCARIO

Responsabilità della banca per illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi

La condotta della banca che effettui una illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi configura una sua responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, sia a seguito della violazione dei canoni di correttezza e buona fede richiesti nello svolgimento di ogni rapporto obbligatorio secondo le norme generali ex artt. 1715, 1374, 1375 c.c., sia  ex art. 2043 c.c. (risarcimento per fatto illecito) (ex multis Cass. n. 13345/2006; Trib. Ascoli Piceno 13.9.2016; Trib. Verona 12.11.2015 e 27.4.2014; Trib. Milano 19.2.2001; Trib. Napoli 19.1.1998). Abitualmente è ritenuto ammissibile il concorso cumulativo di una azione di responsabilità contrattuale con una di responsabilità extracontrattuale, atteso che le due azioni nascono da presupposti diversi: la prima deriva, come detto, dall’inadempimento di espressi obblighi contrattuali (buona fede, correttezza, solidarietà contrattuale:…

CRISI DI IMPRESA

L’impugnazione del credito tempestivamente ammesso da parte del creditore tardivo

Cass. civ., sez. I, 4 aprile 2017, n. 8869- Pres. Didone – Rel. Terrrusi – P.M. Soldi (diff.) Fallimento ed altre procedure concorsuali – accertamento del passivo –conflitto tra creditori – impugnazione dei crediti tempestivamente ammessi – creditore tardivo – proponibilità – termine semestrale di cui all’art. 327 c.p.c. – applicabilità L’impugnazione di un credito tempestivamente ammesso a favore di un terzo può essere proposta dal creditore tardivo – contestualmente alla dichiarazione tardiva del suo credito, ove si sia in presenza di situazioni soggettive tra loro in conflitto – entro sei mesi dalla dichiarazione di esecutività dello stato passivo delle domande tempestive, in applicazione analogica dell’art. 327 c.p.c., salva la mancata conoscenza del processo fallimentare, della cui prova il creditore…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sul potere delle parti del giudizio divisorio di modulare le proprie richieste all’esito della consulenza tecnica

Cass., sez. II, 30 maggio 2017, n. 13621- Pres. Mazzacane –  Rel. D’Ascola Giudizio di divisione – Operazioni di divisione – Consulenza tecnica – Modifiche delle richieste – Ammissibilità (Cod.  proc. civ., art. 789; cod. civ. art. 720). [1] In sede di operazioni divisionali risponde alle esigenze cui il giudizio divisorio è indirizzato consentire il dispiegamento di modifiche delle domande in relazione all’emergere e alla formalizzazione, officiosa o di parte, di novità che giustificano un nuovo assetto di interessi e poiché la consulenza a fini divisionali assume di regola rilievo decisivo nell’orientare le volontà dei condividenti, essi legittimamente possono formulare richieste diverse da quelle iniziali e tra loro diversificate. CASO [1] Nell’ambito di un giudizio di divisione di un compendio immobiliare dieci…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Le condizioni di compatibilità con il diritto dell’Unione Europea della mediazione obbligatoria nelle controversie interne dei consumatori

Il focus è centrato sulle condizioni necessarie a rendere compatibile la normativa nazionale in materia di a.d.r. nelle controversie con i consumatori con la direttiva 2013/11/EU. Le complicazioni derivano dalla sovrapposizione del sistema a.d.r. previsto dalla direttiva con quello predisposto in generale dal d.lgs. n. 28 del 2010 per i rapporti civili e commerciali, ed in particolare nei casi in cui tali controversie rientrano nell’ambito di applicazione della condizione di procedibilità. La Corte di Giustizia del 14 giugno 2017 ne ha sancito la compatibilità previa verifica dell’adeguatezza dei limiti di accesso alla tutela giurisdizionale ed a condizione che non venga imposta l’assistenza dell’avvocato e che il consumatore possa ritirarsi dalla procedura in qualsiasi momento, senza dover addurre alcuna giustificazione a…

IMPUGNAZIONI

Notificazione d’ufficio del provvedimento e termine breve per impugnare: l’art. 18, co. 14, l. fallimentare

Cass. civ., sez. I, 16 giugno 2017, n. 14972 – Pres. Nappi – Rel. Genovese Impugnazioni – Ricorso per cassazione avverso la sentenza di rigetto il reclamo ex art. 18 l. fall. – Comunicazione di cancelleria – Sostanza di notificazione – Sussistenza – Decorso del termine breve – Idoneità (Legge fall., art. 18) [1] La comunicazione via p.e.c., da parte della cancelleria, della sentenza che rigetta il reclamo avverso la sentenza di fallimento, anche se formalmente comunicatoria, è sostanzialmente notificatoria, e quindi idonea a far decorrere il termine di trenta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 18, co. 13 e 14, l. fall.  CASO [1] Un giudizio di reclamo avverso al sentenza dichiarativa di fallimento…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

E’ nulla la sentenza depositata prima della scadenza del termine per il deposito delle comparse e delle memorie conclusionali ex articolo 190 c.p.c.

Cass., Sez. I, 7 luglio 2017, n. 16865 – Pres. Di Palma – Est. Valitutti Decisione della causa – Sentenza pronunciata prima della scadenza dei termini ex art. 190 c.p.c – Nullità (Cost., art. 24; Cod. proc. civ., artt. 101, 190, 352, 360 n. 4). [1] La pronuncia della sentenza prima della scadenza dei termini di cui all’articolo 190 c.p.c. deve ritenersi in ogni caso causa di nullità della sentenza stessa per violazione del diritto di difesa costituzionalmente garantito ex art. 24 Cost. CASO [1] Nell’ambito di una controversia relativa all’installazione di un’antenna televisiva da parte di un condomino sulla proprietà esclusiva di un altro condomino, viene affermato in entrambi i gradi di  giudizio che tale iniziativa – riconosciuta dagli artt….

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