27 Giugno 2017

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Unioni civili e convivenze di fatto: le ricadute sull’impresa familiare

Le norme civilistiche che hanno ufficializzato le unioni civili e le convivenze di fatto non sembrano essere state opportunamente raccordate con la disciplina fiscale. In particolare, per le convivenze di fatto, è stato coniato un regime molto simile (ma non identico) all’impresa familiare che sembra non armonizzarsi appieno con l’articolo 5, Tuir. Diversamente, per le unioni civili sembra potersi giungere ad una “faticosa” applicazione per similitudine della facoltà di imputazione dei redditi per trasparenza. La novità della materia e l’assenza di chiarimenti fanno emergere anche problemi per la corretta gestione previdenziale ed assicurativa. La L. 76/2016, c.d. Legge Cirinnà, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano due nuovi concetti: l’unione civile (articolo 1, commi 2 e ss.): due persone maggiorenni dello stesso…

DIRITTO DEL LAVORO

Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese

Corte di Giustizia UE, Decima Sezione, 6 aprile 2017, C-336/15 Politica sociale – Direttiva n. 2001/23/CE – Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese – Contratto collettivo del cedente e del cessionario  MASSIMA L’art. 3 della Direttiva n. 2001/23/CE del Consiglio del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, dev’essere interpretato nel senso che, il datore di lavoro ceduto può, dopo un anno, stabilire, in sede di stipula di un nuovo contratto collettivo, condizioni meno favorevoli per i lavori ceduti, ma se non lo fa, mantiene gli obblighi precedenti…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Luci e ombre della convenzione SIAE/Finanze

Con la riforma del settore degli spettacoli, introdotta dal D.Lgs. 60/1999, sono state confermate le disposizioni contenute nell’articolo 17 D.P.R. 640/1972 che prevedono la possibilità di affidare, da parte del Ministero delle finanze, alla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) l’attività di acquisizione e di reperimento degli elementi utili all’accertamento in materia di imposta sugli intrattenimenti e imposta sul valore aggiunto sugli spettacoli. Tale facoltà è stata esercitata dal Ministero con una prima convenzione SIAE/Finanze stipulata in data 24 marzo 2000, approvata con Decreto direttoriale del 7 giugno 2000 (G.U. n. 195 del 22 agosto 2000), e valida per il periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2009. In data 15 dicembre 2009 è stata rinnovata, con validità per il periodo 1° gennaio 2010 ‐ 31 dicembre 2019, l’attuale convenzione tra la…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Pertinenze esenti ai fini IMU e TASI

Al pari degli immobili adibiti ad abitazione principale del contribuente (a destinazione abitativa censiti in categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9) sono esenti sia da IMU che da TASI anche le relative pertinenze. È però necessario definire con precisione quali e quanti fabbricati possono ottenere l’esonero dal prelievo. La definizione di pertinenza Ai fini ICI la definizione di pertinenza era demandata alle scelte del singolo Comune, che poteva introdurre a proprio piacimento nel proprio regolamento limitazioni quantitative e qualitative; in assenza di specifiche previsioni regolamentari, tutti gli immobili asserviti all’abitazione potevano beneficiare del medesimo trattamento, senza vincoli di numero e tipologia. Al contrario, con l’introduzione dell’IMU, si è assistito ad una definizione univoca del concetto di pertinenza: l’articolo…

DIRITTO BANCARIO

Usura: il c.d. principio di omogeneità alle Sezioni Unite

Con ordinanza del 20 giugno 2017 n. 15188 (rel. Dolmetta) la Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite delicate questioni in materia di usura, ossia l’inclusione della commissione di massimo scoperto nel calcolo del TEG ante 2010 nonchè il c.d. principio di simmetria/omogeneità di confronto tra Tasso usurario e Tasso soglia. Riguardo a tale ultimo aspetto, secondo parte della giurisprudenza di legittimità  (Cass. 12965/2016;  Cass. 22270/2016): “il giudizio in punto di usurarietà si basa … sul raffronto tra un dato concreto (lo specifico TEG applicato nell’ambito del contratto oggetto di contenzioso) e un dato astratto (il TEGM rilevato con riferimento alla tipologia di appartenenza del contratto in questione), sicché — se detto raffronto non viene effettuato adoperando la medesima…

ESECUZIONE FORZATA

Il pignoramento dello stipendio nei limiti di un quinto è costituzionalmente legittimo

Corte Costituzionale, ord. 12 ottobre 2016; Pres. Grossi; Est. Carosi. Espropriazione – Espropriazione presso terzi – Crediti impignorabili – Somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro – Minimo vitale – Erogazioni assistenziali – Assegni familiari – Impignorabilità relativa (Cod. proc. civ., art. 545; d. l. 27 giugno 2015, n. 83, conv. con l. 6 agosto 2015, n. 132; d. p. r. 29 settembre 1973, n. 602; d. l. 2 marzo 2012, n. 16, conv. con l. 26 aprile 2012, n. 44)   [1] È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 545, 4° comma, c.p.c., sollevata con riferimento agli artt. 1, 2, 4 Cost., così come è…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La fissazione del termine per la restituzione del mutuo ex art. 1817 c.c. non può richiedersi nelle forme del procedimento per volontaria giurisdizione

Tribunale di Milano, 6 marzo 2017, Pres. delegato Marangoni Mutuo – Restituzione – Fissazione del termine ad opera del giudice – Procedimento (art. 1817 c.c.) [1] È inammissibile la domanda volta ad ottenere, ex art. 1817 c.c., la fissazione del termine di restituzione del mutuo proposta nelle forme di un ricorso per volontaria giurisdizione, in quanto i provvedimenti che ne risultano sono, tipicamente, privi di stabilità e inidonei al giudicato, ove, al contrario, per stabilire un elemento di natura negoziale è necessaria una pronuncia di natura costitutiva da emettersi in sede contenziosa. CASO [1] Una società introduce, con ricorso per volontaria giurisdizione, domanda rivolta al Presidente del Tribunale per ottenere la fissazione del termine ex art. 1817 c.c. relativo alla…

IMPUGNAZIONI

Per le Sezioni Unite il difetto di procedibilità del ricorso per cassazione può essere sanato

Cass, Sez. Un., 2 maggio 2017, n. 10648 – Pres. Rodorf – Est. D’Ascola Impugnazioni civili – ricorso per cassazione – omesso deposito della copia autentica della sentenza con la relazione di notifica – improcedibilità – sanatoria mediante diversa acquisizione – ammissibilità (C.p.c. artt. 156, comma 3, 360, 369, comma 2, n. 2) [1] Qualora il ricorrente abbia omesso di depositare copia autentica della sentenza impugnata con la relazione di notifica, non è possibile dichiarare l’improcedibilità dell’impugnazione, quando il documento mancante sia comunque nella disponibilità del giudice di legittimità per opera delle produzioni documentali della controparte o perché lo stesso sia stato acquisito mediante l’istanza di trasmissione del fascicolo d’ufficio. CASO [1] Nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Le Sezioni unite sulla legittimazione ad agire del curatore fallimentare

Cass. Civ., Sez. Un., 23 gennaio 17, n. 1641  – Pres. Di Palma – Est. Nappi Legittimazione attiva – Curatore fallimentare – Fallimento – Soggetti – Responsabilità – Azione civile di responsabilità – Bancarotta preferenziale – Danno – Parte civile – Interesse ad agire – Azioni giudiziali della massa fallimentare (C.p.C. art. 100; L. Fall. artt. 146, 216, 240; C. Civ. artt. 2043, 2059, 2393, 2394; C.p. art. 185; C.p.p. art. 444, comma 2)   [1] Il Curatore fallimentare ha legittimazione attiva unitaria, in sede penale come in sede civile, all’esercizio di qualsiasi azione di responsabilità ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società, anche per i fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante pagamenti eseguiti in violazione del pari concorso dei…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La decisione della causa

Il Focus è dedicato ai principali problemi relativi all’attività decisoria nel processo ordinario di cognizione; con l’avvertenza che molti di questi problemi hanno una vocazione «trasversale», nel senso che interessano l’intera area dei processi destinati a sfociare in decisioni idonee al giudicato. Decisione della causa e «potere decisorio» La decisione della causa, intesa come atto di esercizio del potere decisorio, consiste in una pronuncia idonea al giudicato. Decisione della causa e potere decisorio non sono però termini coestensivi. Il potere decisorio è esercitato anche per la definizione di «unità decidibili» più piccole dell’intera causa (ad esempio di una questione preliminare di merito, come chiarisce l’art. 279, cpv., c.p.c.); o di un giudizio unitario ma relativo a più cause. A sua…

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