20 Giugno 2017

DIRITTO DEL LAVORO

Durata massima dell’orario di lavoro

Corte Costituzionale, 12 aprile 2017, n. 72 Orario di lavoro – Durata massima e riposi giornalieri – Personale sanitario – Ordinamento civile – Riparto di competenze – Competenza statale.  MASSIMA In riferimento al riparto di competenze, è incostituzionale, perché lesiva della competenza legislativa statale di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l) Cost., la legge regionale che deroga alle disposizioni statali in materia di durata massima dell’orario di lavoro e di riposi giornalieri del personale pubblico sanitario.  COMMENTO Nella sentenza in commento, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lettere a) e c) della legge della Regione Basilicata 26 novembre 2015 n.53 perché in contrasto con l’art. 117, comma secondo, lettera l) Cost. In particolare, la…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Conferimenti in natura e di crediti: difformità tra Spa e Srl

Come noto, nella disciplina concernente le società per azioni, ai sensi dell’articolo 2343 del codice civile, è necessario che i soggetti che intendono conferire beni in natura o crediti presentino una relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società, la quale deve essere allegata all’atto costitutivo. Tale documento oltre ad enucleare i criteri di valutazione seguiti, descrive i beni o i crediti conferiti ed inoltre asserisce che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale soprapprezzo. Un’ipotetica negligenza da parte dell’esperto è trattata con l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura civile e altresì la stessa darà origine a responsabilità in capo allo stesso per i danni…

DIRITTO BANCARIO

La Direttiva Comunitaria per il Trattamento dei Dati personali: la sfera degli interessi e l’accesso ai dati anche per le imprese

Il dibattuto tema dell’acquisizione dell’intera documentazione relativa al rapporto bancario, fin qui principalmente vagliato attraverso il (quasi) esclusivo strumento d’indagine offerto dall’articolo 119 T.U.B., trova, in una più approfondita lettura delle Direttive Comunitarie avvicendatesi sul campo del c.d. “Codice Privacy”, sorprendenti margini di manovrabilità. L’attuale periodo “transitorio” che vede il recepimento del nuovo Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati – che abroga la Direttiva 95/46/CE – pubblicato in GU UE del 4.5.2016, conferma che l’ambito di protezione della norma investe anche le imprese, e non solo le persone fisiche. Infatti, nelle considerazioni (13) del nuovo Regolamento il Parlamento Europeo…

DIRITTO BANCARIO

La Cassazione sulla separata risolubilità di singoli ordini di investimento

Di recente la Cassazione (Cass. 23 maggio 2017, n. 12937) è tornata a pronunciarsi sul tema della separata risolubilità (ammessa) di singoli ordini di investimento (conf. Cass., 27 aprile 2016, n. 8394; Cass., 18 maggio 2016, n. 10161; Cass., 9 agosto 2016, n. 16820; Cass., 19 maggio 2014, n. 23717), stabilendo il principio di diritto secondo cui “a fronte dell’inadempimento dell’intermediario degli obblighi imposti dalla normativa di legge e di regolamento Consob, l’investitore, contraente non inadempiente, ben può agire per la sola risoluzione dei singoli ordini di investimento nei quali il detto inadempimento si è consumato, fermo comunque restando il necessario riscontro che trattasi, in concreto, di inadempimento di non scarsa importanza rispetto all’ordine per il quale si è verificato“….

ESECUZIONE FORZATA

È illegittima l’azione esecutiva che si alimenta da sola

Tribunale di Napoli Nord in Aversa; ordinanza 30 marzo 2017; Auletta [1] Espropriazione forzata – Atto di precetto – Spese di iscrizione ipotecaria – Fattispecie (cod. proc. civ., artt. 480, 481, 555, 615, 624; cod. civ., art. 2855) [2] Espropriazione forzata – Atto di precetto – Interesse ad agire in via esecutiva – Fattispecie (cod. proc. civ., artt. 100, 480, 555) [1] Le spese per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale non possono essere liquidate dal creditore nel precetto non costituendo né credito accessorio a quello principale, né accessorio di legge alle spese processuali, ma devono essere liquidate dal giudice dell’esecuzione all’esito dell’espropriazione utilmente promossa dal creditore sui beni ipotecati. [2] È illegittima la procedura espropriativa che si alimenta da sola, in quanto…

CRISI DI IMPRESA

La compatibilità delle norme sull’esecuzione forzata con la liquidazione dell’attivo fallimentare

L’autore esamina le disposizioni in materia di espropriazione immobiliare introdotte dalle recenti riforma al fine di verificare se queste nuove disposizioni possono essere applicate anche nelle vendite fallimentari. Breve premessa. In seguito alle riforme del biennio 2005-2007 i connotati della liquidazione dell’attivo fallimentare hanno subito profondi mutamenti. Per potenziare il ruolo e la funzione del curatore il legislatore ha altresì disancorato le vendite fallimentari dalle tecniche e dalle modalità previste dal codice di rito, eliminando il richiamo contenuto nell’art. 105 l.fall., che salvaguardava la compatibilità con le regole proprie della legge fallimentare, unitamente al rinvio contenuto nel secondo comma dell’art. 108 l.fall. all’art. 578 c.p.c. Queste modifiche, unitamente alla significativa limitazione del potere di direzione e di decisione del giudice…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

La notificazione della citazione per la convalida dello sfratto per morosità a mezzo posta elettronica certificata

Trib. Frosinone 22 marzo 2016 – Est. G. Mauro Pellegrini  Convalida di sfratto per morosità – Notificazione diretta – Avviso ex art. 660 c.p.c. – esclusione (Cod. proc. civ., art. 658, 660; l. 21 gennaio 1994 n. 53) [1] Qualora l’intimato sia una soggetto obbligato a dotarsi di un indirizzo pec, è ammissibile la notificazione della intimazione di sfratto per morosità a mezzo posta elettronica certificata eseguita da parte del difensore munito di procura alle liti, poiché si tratta di notificazione assimilabile a quella eseguita a mani proprie del destinatario, con effetti equipollenti quanto alla validità ed efficacia e conseguente esclusione dell’applicabilità dell’ultimo comma dell’art. 660 c.p.c. CASO [1] Il Sig. C.C., titolare della ditta A., proponeva opposizione tardiva alla…

IMPUGNAZIONI

Il nuovo rito camerale di legittimità non partecipato: l’obbligo di rimessione in pubblica udienza non e’ “opportuno”

Cass. civ., sez. I, 4 aprile 2017, n. 8869 – Pres. Didone – Rel. Terrrusi Impugnazioni civili – Cassazione (ricorso per) – Procedimento in camera di consiglio ex art. 380-bis.1. c.p.c. – Rilevanza della causa – Rimessione in pubblica udienza – Carattere obbligatorio o facoltativo – Principio di ragionevole durata del processo – Garanzia del contraddittorio (Cod. proc. civ., Non sussiste alcun obbligo, né vi sono ragioni di opportunità, perché, all’esito dell’adunanza in camera di consiglio, il collegio rimetta la causa che preveda la trattazione di questioni rilevanti o, comunque, prive di precedenti in pubblica udienza, mediante una sorta di mutamento del rito di cui all’art. 380-bis.1 c.p.c. Invero, una simile soluzione sarebbe priva di costrutto, essendo la trattazione con…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Condanna ex art. 96, comma 3°, c.p.c. per chi diserta la negoziazione assistita. Con breve panoramica sulla «nuova» responsabilità aggravata.

Trib. Torino, Sez. III, 18 gennaio 2017 Spese giudiziali in materia civile e responsabilità aggravata – Negoziazione assistita – Mancato riscontro all’invito alla stipula della convenzione di negoziazione assistita – Responsabilità aggravata – Sussiste (art. 96, comma 3°, c.p.c.; art. 4, D.L. 12 settembre 2014, n. 132)  [1] Il mancato riscontro all’invito alla stipula di una convenzione di negoziazione assistita è fonte di responsabilità aggravata e giustifica la pronuncia di condanna ex art. 96, comma 3°, c.p.c.  CASO [1] Il Tribunale di Torino si occupa delle conseguenze del mancato riscontro all’invito alla stipula di una convenzione assistita. Prima del giudizio la parte attrice aveva ottenuto la risoluzione consensuale di un contratto di vendita a fronte del quale aveva già corrisposto…

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