30 Maggio 2017

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamento per motivi disciplinari

Licenziamento – giustificato motivo soggettivo – manomissione registro presenze/assenza – ferie – condotta con dolo – sussiste MASSIMA Sussiste il licenziamento per giustificato motivo soggettivo del lavoratore che, per ritorsione nei confronti del datore, restio a accordargli alcune pretese economiche, manomette il sistema informatico e registra la presenza quando, in realtà, si trova in ferie. COMMENTO Con la pronuncia in oggetto, la Corte di Cassazione si è espressa sulla legittimità del licenziamento per motivi disciplinari intimato da una Banca al proprio dipendente il quale, durante l’assenza per ferie, aveva manualmente inserito nel sistema informatico la propria presenza sul posto di lavoro per 5 giorni. I Giudici del merito avevano, infatti, ritenuto legittima la sanzione espulsiva: il loro convincimento si era…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Immobili dei professionisti: ammortamenti e canoni leasing

Considerata la frastagliata evoluzione della normativa sulla deduzione degli ammortamenti e dei canoni di leasing per gli immobili dei professionisti pare utile fare un quadro di sintesi. Di seguito è fatto riferimento ai soli immobili non utilizzati promiscuamente. Per gli immobili acquistati o costruiti nel periodo che va dal 15 giugno 1990 al 31 dicembre 2006 non è consentita la deducibilità degli ammortamenti. In forza della L. 296/2006 è invece consentita la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasingrelativi agli immobili acquisiti negli anni 2007, 2008 e 2009. Per gli immobili acquisiti in leasing in detti anni la deduzione dei canoni è ammessa a condizione che i contratti abbiano durata non inferiore a 8 anni e non superiore a 15 anni. La L. 147/2013 ha poi…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La nozione di profitto rilevante ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 231/2001

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n.231/01 sulla “Responsabilità amministrativa degli enti”, anche gli enti collettivi possono essere chiamati a rispondere dei reati commessi nel loro interesse o vantaggio dalle persone fisiche inserite nella struttura organizzativa. La riforma compiuta dal legislatore ha segnato un vero e proprio spartiacque rispetto agli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali assunti in precedenza; la disciplina dettata dal D.Lgs. n.231/01 prende, infatti, le distanze dal principio fissato nell’art.27 della Costituzione che consacra la natura personale della responsabilità penale e costituisce una deroga all’antico brocardo secondo cui societas delinquere non potest. Ad oggi gli enti, siano o no persone giuridiche, possono essere assoggettati sia a sanzioni di carattere penale-amministrativo sia, ai sensi dell’art.45 del D.Lgs. n.231/01, a misure cautelari interdittive “quando sussistonogravi indizi…

DIRITTO BANCARIO

La Cassazione su interessi e anatocismo

Cass. n. 18292/2016 ha ribadito che in tema di obbligazioni pecuniarie, gli interessi, contrariamente a quanto avviene nell’ipotesi di somma di danaro dovuta a titolo di risarcimento del danno di cui essi integrano una componente necessaria, hanno fondamento autonomo rispetto al debito al quale accedono, sicché gli stessi – siano corrispettivi, compensativi o moratori – possono essere attribuiti, in applicazione degli artt. 99 e 112 c.p.c., soltanto su espressa domanda della parte. Cass. n. 3480/2016 ha affermato che il requisito della forma scritta per la determinazione degli interessi extralegali (art. 1284, comma 3, c.c.) non postula necessariamente che la corrispondente convenzione contenga una puntuale indicazione in cifre del tasso così stabilito, ben potendo essere soddisfatto attraverso il richiamo, per iscritto,…

CRISI DI IMPRESA

L’aliud pro alio nella vendita fallimentare

Trib. Como, 17 marzo 2017; G.D. Petronzi. Fallimento – Vendita forzata – Vizi – Aliud pro alio – Configurabilità – Limiti – Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 617; legge fallimentare, art. 36; cod. civ., art. 2922) [1] L’istituto dell’aliud pro alio trova applicazione anche nel caso di vendita forzata di un bene nel corso di una procedura fallimentare, ma con presupposti più stringenti rispetto al caso di vendita negoziale, e va ravvisato soltanto quando la cosa oggetto della vendita forzata abbia carenze tali da renderla del tutto inidonea ad assolvere alla funzione economico-sociale, quale risultante dagli atti del procedimento. CASO [1] Con ricorso presentato ai sensi dell’art. 617 c.p.c., l’aggiudicatario di un compendio immobiliare chiede che venga dichiarata la nullità…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Liquidazione dei compensi per le prestazioni giudiziali degli avvocati in materia civile: il Tribunale di Milano fa il punto della situazione.

Trib. Milano 22 settembre 2016   Riduzione e semplificazione dei riti – Liquidazione degli onorari e diritti di avvocato – Sommario di cognizione (procedimento) – Contestazione del diritto – Mutamento del rito (Cod. proc. civ., art. 702 bis; d. leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 14; l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28)   [1] Nelle controversie aventi ad oggetto la liquidazione dei compensi per le prestazioni giudiziali degli avvocati in materia civile, deve essere proposta con atto di citazione l’opposizione al decreto ingiuntivo, emesso in favore del professionista, con cui il cliente contesti non solo la misura del compenso, ma anche il fondamento della pretesa, esulando la fattispecie dalla previsione dell’art. 14, d.lgs. 150/2011. CASO [1] Avverso un…

IMPUGNAZIONI

Superfluità dell’integrazione del contraddittorio e inesistenza della notificazione

Cass. civ., sez. II, 24 febbraio 2017, n. 4850 Impugnazioni civili – Ricorso per cassazione – Ricorso prima facie infondato – Litisconsorzio necessario – Integrazione contraddittorio – Ragionevole durata del processo – Superfluità (Cost., artt. 24, 111, co. 2; cod. proc. civ., artt. 101, 102, 127, 175, 331) [1] Il rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo impone al giudice di evitare ed impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una sollecita definizione dello stesso, tra i quali rientrano quelli che si traducono in un inutile dispendio di attività processuali e formalità superflue perché non giustificate dalla struttura dialettica del processo, dal rispetto effettivo del principio del contraddittorio, da sostanziali garanzie di difesa e dal diritto alla…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Ancora sulla (in)capacità del Trust. In giudizio sta il Trustee in proprio

Cassazione Civile, Sezione 3, 27 gennaio 2017, n. 2043  – Pres. Vivaldi – Est. De Stefano Nullità degli atti processuali – Rilevabilità d’ufficio – Esecuzione forzata – Parte processuale – Inesistenza del soggetto debitore – Opposizione – Giudice dell’esecuzione. (Artt. 156, 157 c.p.c.)  [1] Il giudice dell’esecuzione verifica anche d’ufficio l’esistenza del soggetto nei cui confronti è intentata la procedura esecutiva. Trust – Capacità processuale del trustee – Soggettività giuridica del Trust – Esecuzione forzata su beni in trust – Pignoramento – Trascrizione di Atto costitutivo di Trust (Artt. 75, 77, 100, c.p.c.; Artt. 2650, 2652 comma 1 n.6 c.civ.; Art. 2 Convenzione Aja del 1° luglio 1985, ratif. con L. 16 ottobre 1989, n. 364)  [2] Va disposta la…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il difetto di procura nel sistema processuale civile attuale

  Procura alle liti: coordinate fondamentali. – La legge processuale civile (art. 82, 3° c.p.c.) impone alle parti (salvo nei giudizi davanti al giudice di pace e nei casi in cui la legge dispone altrimenti) di stare in giudizio col ministero di un difensore “legalmente esercente”. Un avvocato è regolarmente esercente, tra l’altro, se munito di procura ad litem ai sensi dell’art. 83 c.p.c. (MURRA, Parti e difensori, in Digesto civ., XIII, Torino, 1995, 272). La mancanza di procura (in caso di procura invalida, oppure di mancanza di prova che una procura sia stata rilasciata) produce “la nullità dell’attività processuale compiuta, da considerare tuttavia pur sempre quale attività posta in essere da una “parte” (costituita in giudizio senza il ministero…

Torna in alto