3 Maggio 2017

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Il cloud computing e conservazione dei dei documenti informatici: le responsabilità dello studio professionale

Il tema dell’utilizzo dei servizi di cloud computing e di conservazione dei documenti informatici per lo studio professionale va analizzato anche dal punto di vista delle responsabilità dell’avvocato e, in generale, dello studio professionale. Non vanno infatti trascurati gli aspetti connessi alle possibili forme di responsabilità (professionale e deontologica) che possono discendere dal non uso dei servizi in questione o dall’utilizzo degli stessi in maniera contraria a quanto previsto dalla normativa di settore. In tale prospettiva viene in primo luogo in rilievo l’art. 5 del dpr 137 del 2012 il quale impone ai professionisti di “stipulare, anche per tramite di  convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, idonea  assicurazione per i danni derivanti al cliente…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

L’accettazione di eredità ed il perfezionamento del beneficio di inventario

Cassazione Civile, Sezione II, sentenza n. 9514 del 12 aprile 2017 “Nel caso di accettazione con beneficio d’inventario, liberamente scelta dalla persona fisica, il mancato assolvimento dell’onere di far luogo all’inventario nei termini e modi di legge produce l’effetto, escluso il perfezionamento della procedura di legge, dell’accettazione pura e semplice; nel mentre nel caso che l’accettazione con beneficio d’inventario costituisce l’unico modo di accettazione previsto dalla legge, come nel caso in esame avente ad oggetto una eredità devoluta a persona giuridica, il mancato perfezionamento del modulo legale non può che importare il non conseguimento dello agognato status di erede”. La sentenza epigrafata invita ad una breve analisi della natura giuridica e della struttura dell’accettazione con beneficio di inventario. Sotto il…

DIRITTO DEL LAVORO

Ruolo e funzioni degli addetti alla vigilanza presso gli ispettorati del lavoro

Cass. civ., Sezione Lavoro, 13 gennaio 2017, n.801. Ispettore del lavoro – addetto alla vigilanza presso gli ispettorati del lavoro – contravvenzioni vizi procedurali – non sussiste MASSIMA Il D.L. n. 463 del 1983, art. 3, convertito in L. n. 638 del 1983, conferisce agli addetti alla vigilanza presso gli Ispettorati del lavoro le stesse funzioni degli ispettori del lavoro ad eccezione della funzione di contestare contravvenzioni. Tale eccezione deve intendersi riferita non già alla funzione di contestazione in sè, di illeciti penali o amministrativi, ma alla sola funzione di contestazione di contravvenzioni propriamente dette, ossia di contestazione dei reati puniti con le pene dell’arresto e/o dell’ammenda ( art. 17 c.p. ); per l’effetto, gli addetti alla vigilanza presso gli…

CRISI DI IMPRESA

La Corporate Social Responsibility e i nuovi scenari di sviluppo dell’impresa

Premessa Diventa sempre più attuale nel mondo dell’economia aziendale il tema della cosiddetta “responsabilità sociale d’impresa” (Corporate Social Responsibility: CSR”). Si tratta di un approccio strategico-culturale alla gestione dell’impresa che considera il rispetto della persona e dell’ambiente presupporti fondamentali per la crescita duratura dell’impresa stessa. La CSR promuove uno sviluppo dell’impresa coerente con una dimensione valoriale ed etica, che recupera il ruolo centrale della persona e dell’ambiente. Sotto questo punto di vista un’impresa si dice eccellente quando è in grado di contemperare il suo fine economico (che non viene perciò distorto) con le esigenze di tutela della società, cioè quando attraverso il suo operare realizza un mix positivo tra risultati economico-finanziari e partecipativo-sociali, restituendo alla comunità parte dei benefici che…

DIRITTO BANCARIO

Contratto bancario monofirma

Si segnala una recente decisione della Corte di Appello di Torino del 28 febbraio 2017 (allegata) che, in adesione al mutato indirizzo giurisprudenziale della Cassazione (cfr. Cass. 5919/2016; Cass. 7068/2016; 10711/2016; Cass. 6559/2017), ha confermato che “in tema di contratti per i quali la legge  richiede la forma scritta “ad substantiam”, la produzione in giudizio della scrittura da parte del contraente che non l’ha sottoscritta realizza un equivalente della sottoscrizione, con conseguente perfezionamento del contratto con effetti “ex nunc” e non “ex tunc”, essendo necessaria la formalizzazione delle dichiarazioni di volontà che lo creano“. La Corte di appello torinese precisa che ciò non significa che il requisito della forma scritta ad substantiam nei contratti non possa essere soddisfatto se le…

ESECUZIONE FORZATA

I singoli accrediti in conto corrente sono impignorabili

Trib. Palermo, ord. 19 marzo 2017 – Marinuzzi [1] Il contratto di conto corrente bancario dà luogo ad un rapporto giuridico unitario, che non può essere scisso dal terzo creditore per beneficiare delle sole poste attive. Pertanto, in mancanza di un saldo positivo di conto corrente non può essere disposta ordinanza di assegnazione di singoli accrediti anche se pervenuti dopo la notifica del pignoramento.  Esecuzione forzata per obbligazioni pecuniarie – pignoramento presso terzi – rapporto di conto corrente – saldo negativo – istanza di assegnazione –  rigetto (cod. proc. civ. artt. 543, 547, 617, 624). CASO [1] A seguito di notifica di un pignoramento presso terzi, la Banca, quale terzo, dichiara, ex art. 547 c.p.c., di non essere debitrice di…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Oscillazioni giurisprudenziali sull’ambito applicativo del procedimento «sommario» per la liquidazione del compenso degli avvocati

Cass., Sez. VI-2, 11 gennaio 2017, n. 548 (ord.) Avvocato – Compenso professionale – Spese – Liquidazione – Sommario di cognizione (procedimento) – Contestazione del diritto – Mutamento del rito – Non applicabilità – Inammissibilità della domanda – Esclusione (Cod. proc. civ., art. 702 bis; d.leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 14; l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28). [1] Le controversie aventi ad oggetto la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti vantati nei confronti del proprio cliente da parte dell’avvocato per prestazioni svolte nell’ambito di un processo civile, rientrano, anche qualora la domanda riguardi l’an della pretesa, nell’ambito di applicazione dell’art. 14 d.leg. 150/2011, senza possibilità per il giudice adito di disporre il mutamento di…

IMPUGNAZIONI

Nuovo procedimento in camera di consiglio ex art. 380 bis e specificità dell’appello.

Cass. civ., sez. VI, 22 febbraio 2017, n. 4541 Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Pronuncia in Camera di consiglio – Nuova formulazione art. 380 bis c.p.c. – Necessità motivazione proposta relatore – Esclusione – Sufficienza indicazioni sommarie (Cod. proc. civ., art. 380 bis) Impugnazioni civili – Appello – Forma dell’appello – Individuazione in modo chiaro ed esauriente del quantum appellatum (Cod. proc. civ., art. 342) [1] Il nuovo testo dell’art. 380 bis c.p.c., così come modificato dal d.l. 168/2016, conv. con modif. dalla l. 197/2016, a differenza della vecchia formulazione, non prevede che la proposta del relatore di trattazione camerale debba essere motivata, sicché le sommarie o schematiche indicazioni somministrate dal relatore e ritenute dal presidente meritevoli di…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Rifiuto per errore “fatale” di deposito telematico tempestivamente eseguito: anche il Tribunale di Torino esclude la decadenza in caso di rinnovazione fuori termine

[I] Trib. Torino, ord. 23 dicembre 2016 – Est. Sburlati Costituzione in giudizio – deposito telematico – errore “fatale” – comunicazione di rifiuto dell’atto successiva alla scadenza – rinnovazione del deposito – tempestività (D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], artt. 16-bis, commi 1-bis e 7 – C.p.c. artt. 153, comma 2, e 294 – D.M. 21.2.2011, n. 44, art. 13, comma 2) [II] Trib. Torino, ord. 10 febbraio 2017 – Est. Sburlati Produzioni documentali – deposito telematico – errore “fatale” – comunicazione di rifiuto successiva alla scadenza – rinnovazione del deposito – tempestività (D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], artt. 16-bis, commi 1-bis e 7 – C.p.c. artt. 153, comma 2, e…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’efficacia delle sentenze «a contenuto processuale»

1.Premessa –Le pronunce «a contenuto processuale», che cioè decidono una questione pregiudiziale di rito (giurisdizione, competenza, estinzione) hanno senz’altro efficacia vincolante all’interno del processo nel quale sono emesse: una volta esauriti i rimedi ordinari, queste decisioni passano in giudicato formale e non possono essere più ridiscusse. Più difficile dire se abbiano anche «efficacia esterna», cioè se siano in grado di vincolare il giudice di un diverso processo. Il problema ha evidente rilevanza pratica. Se definisce il giudizio, la decisione a contenuto processuale di regola non consuma l’azione, quindi le parti possono promuovere un nuovo giudizio uguale al precedente (quanto agli elementi di identificazione della causa); e può darsi che, anche qui, si riproponga la questione pregiudiziale di rito già decisa…

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