26 Aprile 2017

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Trust nel diritto di famiglia

Il Trust familiare La sottospecie del trust familiare Il trust nel contesto delle norme codicistiche Il divieto ex art. 166-bis cod. civ. Il trust quale convenzione matrimoniale atipica L’applicabilità all’atto costitutivo di un trust fra coniugi degli artt. da 162 a 166 cod. civ. Il trust e i limiti di cui agli artt. 160 e 161 cod. civ. Il trust unilaterlamente istituito su beni in regime di comunione legale o convenzionale Il trust congiuntamente istituito dai coniugi su beni in regime di comunione legale Il trust adoperato con riferimento a beni oggetto di comunione convenzionale tra i coniugi Trasferimenti di beni e diritti e regimi matrimoniali del trustee e del beneficiario   Trust e Fondo Patrimoniale Le affinità fra il…

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamento per giusta causa del dipendente in malattia

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 10 febbraio 2017, n. 3630 Licenziamento – giusta causa – dipendente in malattia – sorpreso a lavorare nell’azienda di famiglia – sussiste MASSIMA Deve ritenersi legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che mentre si trova in malattia è sorpreso dall’investigatore privato ingaggiato dal datore a lavorare nell’azienda di famiglia dovendosi ritenere leso in modo irrimediabile il vincolo fiduciario, anche in ragione del carattere doloso desumibile dalla prima negazione dei fatti, laddove il giudice del merito ha effettuato una valutazione complessiva della condotta anti doverosa senza limitarsi alla considerazione dell’incidenza dell’attività lavorativa sui tempi di guarigione COMMENTO La questione oggetto di commento riguarda il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che, assente dal…

CRISI DI IMPRESA

Il programma di liquidazione redatto dal curatore fallimentare

Il curatore fallimentare, entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario, ed in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento, predispone un programma di liquidazione da sottoporre all’approvazione del comitato dei creditori, che costituisce l’atto di pianificazione ed indirizzo in ordine alle modalità ed ai termini previsti per la realizzazione dell’attivo fallimentare; si tratta pertanto di una relazione nella quale viene esplicitata la strategia che lo stesso curatore intende applicare al fine di ottimizzare i tempi ed i risultati della liquidazione degli attivi fallimentari. Non sarà quindi sufficiente soffermarsi solamente sugli atti di natura liquidatoria che il curatore intende realizzare ma dovranno essere assolutamente indicate anche le azioni di recupero (si pensi per esempio alle azioni revocatorie ovvero risarcitorie) finalizzate alla ricostruzione del patrimonio della società fallita, al fine di poter permettere…

DIRITTO BANCARIO

Consulenza tecnica d’ufficio e presclusioni istruttorie

Nel contenzioso bancario, specie nel caso di accertamenti contabili sui conti correnti, la CTU è indispensabile per verificare la correttezza del calcolo degli interessi. In linea generale, la consulenza non costituisce la sede per aggirare decadenze in cui le parti siano incorse. Rientra, infatti, nei poteri-doveri del consulente unicamente l’acquisizione di documentazione, essenzialmente di carattere tecnico, di natura accessoria, utile al fine di dare compiutamente risposta ai quesiti sottopostigli dal giudice: “è consentito al consulente tecnico d’ufficio acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre che si tratti di fatti accessori, rientranti nell’ambito strettamente tecnico della consulenza e costituenti il presupposto necessario per rispondere ai quesiti formulati, e non di fatti…

ESECUZIONE FORZATA

Sull’inefficacia del pignoramento immobiliare per inosservanza delle modalità di iscrizione a ruolo

Corte App. Milano, 13 gennaio 2017 – Pres. Piombo, Rel. Dehò Espropriazione immobiliare – Iscrizione a ruolo – Attestazione di conformità – Deposito – Termine perentorio – Inosservanza – Inefficacia del pignoramento. (C.p.c., artt. 557, 630; Disp. att. c.p.c., art. 164 ter) [1] Il mancato deposito dell’attestazione di conformità delle copie dell’atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto entro il termine previsto per l’iscrizione a ruolo determina l’inefficacia del pignoramento ex art. 557, terzo comma c.p.c. Tale inefficacia è insanabile ed integra un fatto estintivo del processo esecutivo, rilevabile d’ufficio dal giudice dell’esecuzione. IL CASO [1] Dopo la notificazione del pignoramento, il creditore iscriveva a ruolo la procedura mediante deposito per immagini del titolo esecutivo, del precetto e…

ESECUZIONE FORZATA

Rassegna di giurisprudenza sul processo di espropriazione

Lo scritto esamina alcune delle principali sentenze emesse nell’ultimo anno dalla Corte di cassazione in materia di espropriazione forzata Premessa. Dal 2009, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario la Corte di cassazione redige una rassegna delle principali decisioni emesse dalla Corte in materia civile e penale. La rassegna di giurisprudenza è redatta dall’Ufficio del Massimario e consente di conoscere gli orientamenti e le linee evolutive della giurisprudenza. Di seguito saranno esaminate alcune pronunce, che sono state segnalate dall’Ufficio del Massimario nell’ultima rassegna e che appaiono di particolare interesse. Titolo esecutivo. La Suprema Corte ha precisato che, in caso di riforma in appello di sentenza in forza della quale si è proceduto ad esecuzione forzata, il debitore ha diritto alla restituzione non…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il regime delle spese di C.T.U. nel procedimento per A.T.P.

Cass. 10 gennaio 2017, n. 324 Istruzione preventiva – Accertamento tecnico preventivo – Consulente tecnico – Spese – Ricorso straordinario per cassazione – Ammissibilità (Cost., art. 111; cod. proc. civ., art. 696) Istruzione preventiva – Accertamento tecnico preventivo – Consulente tecnico – Spese (Cod. proc. civ., art. 696) [1] È ammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso la pronuncia sulla liquidazione delle spese relative al procedimento di accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 696 c.p.c. [2] Le spese relative al procedimento di accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 696 c.p.c. devono essere poste a carico del ricorrente in virtù del principio di anticipazione delle spese processuali, salvo poi confluire nel computo delle spese dell’eventuale giudizio di merito nel quale l’accertamento…

IMPUGNAZIONI

Le Sezioni unite tornano sull’inammissibilità ex art. 360 bis, n. 1 c.p.c.

Cass., sez un., 21 marzo 2017, n. 7155 – Presidente Rordorf – Relatore Didone Ricorso per cassazione – Inammissibilità – Manifesta infondatezza – Elementi per confermare o mutare l’orientamento della giurisprudenza (Cod. proc. civ., artt. 360, 360 bis, 375) [1] Il ricorso scrutinato ai sensi dell’art. 360 bis c.p.c., n. 1, deve essere dichiarato inammissibile qualora la sentenza impugnata si presenti conforme alla giurisprudenza di legittimità e non vengano prospettati dal ricorrente argomenti per modificarla. CASO La parte soccombente in appello ricorre per cassazione deducendo la violazione e falsa applicazione degli artt. 1140 e 1141 c.c. da parte del giudice di secondo grado, pur non offrendo alla Corte elementi idonei a dubitare della condivisibilità del consolidato orientamento giurisprudenziale su cui…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Costituzionalmente legittimo l’art. 96 c.p.c., comma 3, nel prevedere una sanzione “punitiva” civile a favore della parte vittoriosa, anziché a favore dell’Erario

Corte Costituzionale, 23 giugno 2016, n. 152 –  Pres. Grossi, Est. Morelli Procedimento civile –  Spese giudiziali civili –  Condanna del soccombente – Lite temeraria – Somma equitativamente determinata a favore della parte vincitrice – Non manifesta irragionevolezza della mancata devoluzione della somma aell’Erario – Discrezionalità del legislatore (Cost. artt. 3, 24 e 111; C.p.c. artt. 96) [1]  E’ infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 96, terzo comma, c.p.c., sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, in quanto non è da ritenersi manifestamente irragionevole la scelta del legislatore che identifica nella parte vittoriosa, anziché nell’Erario, il beneficiario della somma liquidabile a titolo sanzionatorio (Rigetta, Trib. Firenze, Ord. 16 dicembre 2014) (Massima Redazionale, 2017) CASO [1]…

Torna in alto