14 Febbraio 2017

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Trasferte professionisti: il committente può pagare le spese di viaggio

Il D.L. 193/2016, convertito e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede la revisione, a decorrere dal 2017, del meccanismo di gestione delle spese di viaggio sostenute dal committente a favore del professionista chiamato ad espletare un incarico (si pensi all’ingegnere che si sposta per periziare un immobile). In modo condivisibile, si statuisce che tali spese non rappresentano più reddito in natura per il professionista. In particolare, il decreto fiscale ha corretto la previgente disciplina che non considerava le spese di viaggio, con conseguenti poco ragionevoli storture applicative legate appunto alla rilevanza reddituale di tali spese in capo al professionista, pur se sostenute dal committente. Le spese di viaggio È ben nota a tutti i professionisti l’anomalia fiscale che viene a crearsi in merito alle spese di…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Gli accordi di reintegrazione della legittima

La legge riserva, a favore di determinati soggetti, “una quota di eredità o altri diritti nella successione” (art. 536 c.c.). Si tratta dei c.d. legittimari, elencati dal legislatore (a seguito della totale equiparazione dei figli legittimi e naturali e dell’abrogazione dell’ultimo comma dell’art. 537 c.c. ove si riconosceva a favore dei figli legittimi il diritto di commutazione) in tre categorie: “il coniuge, i figli (e i loro discendenti, in mancanza dei figli) e gli ascendenti”, dovendosi fare avvertenza che le recenti modifiche introdotte dalla Legge 76/2016 hanno profondamente inciso sui profili successori, riconoscendo alle “parti dell’unione civile” i medesimi diritti di legittima riconosciuti al coniuge, con applicazione diretta, tra gli altri, degli artt. da 536 a 564 del codice civile….

DIRITTO DEL LAVORO

Sicurezza sul lavoro: responsabilità del datore di lavoro

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 14 novembre 2016, n. 47977 Violazione disposizioni in materia di salute e sicurezza – Lavoratore privo di formazione – Responsabilità penale – Lavoratore autonomo – Non sussiste MASSIMA La presenza in cantiere di un lavoratore non formato in materia di salute e sicurezza fa scattare la responsabilità penale a carico del datore solo se si accerta che il sottoposto è un subordinato e non un autonomo. COMMENTO Nel caso in commento il titolare di una impresa edile proponeva ricorso avverso la pronuncia del Tribunale che lo aveva condannato per il reato di cui all’art. 55 co.5 lett. d) e 18 co.1 lett. a) del D. Lgs. 81/2008. Detta condanna conseguiva alla violazione delle disposizione in materia…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Compensi amministratori sproporzionati e sindacato del Fisco

La Cassazione, con sentenza 24379 dello scorso 30.11.2016, torna sulla tormentata vicenda della possibilità, per l’Amministrazione finanziaria, di sindacare l’ammontare del compenso amministratori, disconoscendone (in tutto o in parte) la deducibilità, ove ritenuto sproporzionato. La tematica è specificamente riferita al compenso, ma può essere tranquillamente estesa anche ad altri componenti negativi, secondo un più ampio ragionamento: l’inerenza di un costo, va valutata esclusivamente sotto l’aspetto qualitativo oppure quantitativo? Ed ancora, ove si condividesse il secondo approccio, il sindacato del Fisco può, di fatto, sconfinare in una sorta di intromissione nelle scelte gestionali dell’impresa? Accenniamo subito al fatto che la Suprema Corte, nella citata pronuncia, accoglie il ricorso dell’Agenzia delle entrate che aveva censurato la deducibilità di un compenso amministratore di una società, per il semplice fatto che (nell’annualità interessata) lo…

DIRITTO BANCARIO

Oneri probatori della banca e del correntista

Secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza di merito (da ultimo App. Milano 5.1.2017) e di legittimità la banca che agisce in giudizio per far valere il proprio credito, derivante dal saldo debitore del conto, al fine di dimostrare l’entità del credito (contestato dalla controparte) deve produrre gli estratti conto a partire dalla data di apertura del rapporto (Cass. 4046/2016; Cass. 20221/2015; Cass. 9201/2015; Cass. 21597/2013; Cass. 1842/2010;  Cass. 23974/2010). Nell’ipotesi in cui la banca creditrice non abbia prodotto il primo estratto conto, si ritiene corretto effettuare il calcolo dei rapporti di dare e avere tra le parti, partendo dal c.d. ‘saldo zero’ (Cass. 19696/2014; Cass. 3632/2014; Cass. 9695/2011; Cass. 1842/2011; Cass. 23974/2010). La giurisprudenza di legittimità ha altresì precisato che…

ESECUZIONE FORZATA

Inammissibile l’opposizione a precetto diretta a contestare la validità della notifica del titolo

Cass., Sezione 6-III, ord., 9 novembre 2016, n. 22870; Pres. Amendola, Est. Rubino Esecuzione Forzata – Opposizione agli atti esecutivi – Contestazione sulla validità della notifica del titolo – Inammissibilità – Fattispecie (cod. proc. civ. art. 615) [1] La opposizione agli atti esecutivi diretta a contestare la notifica del titolo esecutivo, costituito da un decreto ingiuntivo, è inammissibile.  CASO [1] Il debitore propone opposizione al precetto notificato da due società di capitali, quali socie di un’altra società di capitali estinta, la quale aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei suoi confronti. Nell’opposizione a precetto il debitore solleva contestazioni sulla regolarità della notifica del titolo, che era costituito da un decreto ingiuntivo. L’opposizione a precetto veniva rigettata dal Tribunale di Milano. Il…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Art. 445 bis c.p.c.: A.T.P. obbligatorio in materia previdenziale e principio della soccombenza

Cass., ord. 28 novembre 2016, n. 24162 Lavoro e previdenza (controversie in materia di) – Accertamento tecnico preventivo – Decreto di omologa – Spese di lite e di c.t.u. – Ricorso straordinario per cassazione – Ammissibilità (Cost., art. 111; cod. proc. civ., artt. 91, 445 bis) [1] Nel procedimento per accertamento tecnico preventivo obbligatorio previsto in materia previdenziale dall’art. 445 bis c.p.c. si applica il principio generale della soccombenza di cui all’art. 91 c.p.c., sicché, con il decreto che chiude il procedimento ai sensi del 5° comma dell’articolo citato, la parte vittoriosa non può essere condannata al pagamento delle spese di lite e di C.T.U., ed il relativo capo della pronuncia può essere censurato con il ricorso straordinario per cassazione….

IMPUGNAZIONI

Sui requisiti per l’ammissibilità dell’impugnazione tardiva ex art. 327, co. 2, c.p.c.

Cass., Sez. VI-2, 19 gennaio 2017, n. 1350 Impugnazioni civili – Impugnazione tardiva ex art. 327, co. 2, c.p.c. – Requisiti di ammissibilità – Nullità notificazione atto introduttivo del giudizio – Mancata conoscenza del processo – Onere della prova incombente sull’impugnante contumace nel precedente grado di giudizio (Cod. proc. civ., artt. 101, 160, 327)  Impugnazioni civili – Impugnazione tardiva ex art. 327, co. 2, c.p.c. – Requisiti di ammissibilità – Inesistenza notificazione atto introduttivo del giudizio – Mancata conoscenza del processo – Presunzione iuris tantum a favore dell’impugnante contumace nel precedente grado di giudizio – Onere di prova contraria incombente sul soggetto impugnato (Cod. proc. civ., artt. 101, 160, 327) Impugnazioni civili – Impugnazione tardiva ex art. 327, co. 2,…

IMPUGNAZIONI

Considerazioni sulla natura del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento

Il presente lavoro intende sondare l’effettiva tenuta della tesi giurisprudenziale che ricostruisce il reclamo ex art. 18 l. fall. nei termini di un novum iudicium, caratterizzato da un effetto devolutivo pieno ed automatico, al quale non si applicano gli artt. 342 e 345 c.p.c.  1. Premessa: l’evoluzione dei rimedi avverso la sentenza dichiarativa di fallimento Come è noto, prima delle riforme del biennio 2006-2007, l’opposizione ex art. 18 l. fall. costituiva il «primo» rimedio per criticare la giustizia e/o la validità della sentenza dichiarativa di fallimento. La giurisprudenza non dubitava della natura pienamente devolutiva dello strumento (cfr. Cass., Sez. I, 18 giugno 2004, n. 11393; Cass., Sez. I, 26 novembre 2002, n. 16658. In dottrina, v. E. F. Ricci, Lezioni sul…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Profili processuali dell’azione revocatoria ex art. 2901 c.c.

Cass., 15 novembre 2016, n. 23208- Presidente Chiarini – Relatore Tatangelo Procedimento civile – Azione revocatoria – Fatto costitutivo – Onere della prova – Garanzia generica sul patrimonio del debitore (C.c. artt. 2697, 2901, C.p.c. artt. 295) [1] In tema di azione revocatoria ordinaria l’art. 2901 c.c. accoglie una nozione lata di “credito”, comprensiva della ragione o aspettativa, con conseguente irrilevanza della certezza del fondamento dei relativi fatti costitutivi, coerentemente con la funzione propria dell’azione, la quale non persegue scopi specificamente restitutori, bensì mira a conservare la garanzia generica sul patrimonio del debitore in favore di tutti i creditori, compresi quelli meramente eventuali. IL CASO L’attore in primo grado domanda la revoca ai sensi dell’art. 2901 c.c. ovvero, subordinatamente, l’accertamento…

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