8 Novembre 2016

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

L’avvocato telematico e il deposito in mobilità

L’entrata in vigore delle norme sul processo civile telematico offre una moltitudine di nuove opportunità per gli avvocati sia in termini di digitalizzazione dello studio legale sia in termini di facilitazioni per il deposito degli atti processuali- Concentrandosi in particolare su tale ultimo aspetto si può pensare alla possibilità di effettuare depositi telematici con un tablet e quindi senza lettore smart card o senza la classica “chiavetta USB” contenente il certificato di firma digitale. Tale soluzione è resa in particolare possibile dall’utilizzo della cosiddetta “firma digitale remota”, ovvero di una tipologia di firma digitale, accessibile via rete (es. via internet), nel quale la chiave privata del firmatario viene conservata assieme al certificato di firma, all’interno di un server remoto sicuro (basato su…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Legato d’azienda

Il Legato d’azienda è tuttora uno degli istituti che maggiormente è capace, in materia successoria , di dividere Dottrina dalla Giurisprudenza. Molte sono le correnti che hanno attraversato la storia del diritto positivo in materia, ma mai più di oggi il thaema confutando è stato di maggiore attualità. Una disposizione mortis causa a titolo particolare può avere ad oggetto un complesso aziendale. Una delle problematiche iniziali è dunque sulla scelta di quali siano le regole da applicare in tema di cessione d’azienda. Se per la successione dei contratti e dei crediti sembra che non ci siano questioni di speciale difficoltà da affrontare applicandosi l’art. 2558 c.c., di non altrettanta intuitività appare l’aspetto debitorio. Ai sensi dell’art. 2560 c.c. colui che…

DIRITTO DEL LAVORO

L’indennità per illegittima apposizione del termine

  Secondo la Corte di Cassazione ha valenza sanzionatoria e va riconosciuta integralmente anche in assenza di danno o in presenza di minor danno  Con la sentenza 2 novembre 2016, n. 22124, la Corte di Cassazione ha affermato che l’indennità per illegittima apposizione del termine spetta al lavoratore anche nell’ipotesi in cui questi non abbia patito alcun danno, avendo reperito altra occupazione; e ha affermato altresì che lo ius superveniens dato dall’art. 32, co. 5-7, della legge n. 183/2010 (collegato lavoro) è applicabile anche ai giudizi in corso, ivi incluso quello di legittimità. Sotto quest’ultimo aspetto la Corte ha sostenuto che “condizione necessaria per poter applicare nel giudizio di legittimità lo ius superveniens che abbia introdotto, con efficacia retroattiva, una…

ESECUZIONE FORZATA

La posizione del debitore che ha trascritto la domanda giudiziale dopo l’iscrizione dell’ipoteca ma prima della trascrizione del pignoramento

Trib. Napoli, ordinanza 22 giugno 2016; Est. Ardituro Scarica la sentenza  Esecuzione forzata in generale – Creditore ipotecario – Debitore trascrivente domanda di risoluzione del contratto di compravendita – Opposizione – Istanza di sospensione – Rigetto (Cod. civ., artt. 2652, n. 1, 2858, 2915, 2° comma, 2919; cod. proc. civ., artt. 111, 4° comma, 498, 555, 602).   Va rigettata l’istanza di sospensione proposta dal debitore esecutato che abbia proposto e trascritto domanda di risoluzione del contratto di compravendita prima della trascrizione del pignoramento, ma dopo l’iscrizione di ipoteca; è infatti legittima l’azione esecutiva del creditore ipotecario, il quale, per soddisfare i suoi diritti, abbia seguito le forme ordinarie dell’esecuzione diretta contro il debitore che risulta titolare del bene dai registri…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La responsabilità dell’amministratore senza delega: un altro intervento della Cassazione

La responsabilità degli amministratori e, segnatamente, di quelli che siedono in consiglio senza deleghe (per non aver controllato, per essere rimasti inerti, per la complicità rispetto ad “altrui” decisioni, etc.) è certamente uno dei temi più dibattuti e controversi nelle aule di giustizia: la casistica giurisprudenziale riporta, infatti, posizioni non sempre collimanti soprattutto nel passaggio dalle fasi di merito al giudizio di legittimità. Un caso quello da ultimo deciso dalla prima sezione della Suprema Corte con la sentenza n. 17441/2016 a chiusura (salvo il prosieguo davanti al giudice “del rinvio”) di una controversa vicenda giudiziaria. In sintesi estrema e semplificando, questi i fatti: Tizio è socio della Xspa e della Yspa (di quest’ultima nella misura del 99%); dopo due mesi…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Sull’ammissibilità del reclamo cautelare depositato in forma cartacea

Trib. Locri, ord. 20 ottobre 2016 Procedimento civile – Processo civile telematico – Deposito degli atti – Reclamo cautelare – Deposito cartaceo – Nullità (Cod. proc. civ., artt. 121, 156, 669 terdecies; d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in l. 17 dicembre 2012, n. 221, art. 16 bis) [1] È insanabilmente nullo il reclamo cautelare depositato in forma cartacea, in quanto si tratta di atto endoprocessuale e non soccorrono a determinarne la validità i principî di libertà delle forme e raggiungimento dello scopo, atteso che la legge richiede espressamente la forma telematica e che il cartaceo è inidoneo al raggiungimento degli scopi propri dell’atto telematico. Trib. Trani, ord. 5 settembre 2016  Procedimento civile – Processo civile telematico – Deposito…

IMPUGNAZIONI

Sulla qualificazione giuridica della domanda nel giudizio d’impugnazione

Nota a Cass., 6 giugno 2016, n. 11805, Pres. Vivaldi, Rel. Graziosi Impugnazioni civili – Qualificazione giuridica – Acquiescenza parziale – Giudicato implicito – Esclusione (C.p.c., artt. 113, 329, comma 2°) La qualificazione giuridica dei fatti costitutivi della domanda svolta nella sentenza impugnata non vincola il giudice dell’impugnazione, in quanto, anche in assenza di specifica censura, si esclude la formazione del giudicato interno sulla qualificazione in iure se il giudizio di impugnazione ha ad oggetto le conseguenze giuridiche dei fatti stessi. (1) CASO [1] Il Tribunale accoglieva una domanda di risarcimento del danno qualificandola ex art. 2043 c.c.; proposto appello, il giudice del gravame riformava la sentenza, affermando, tra l’altro, che in assenza di specifica impugnazione doveva ritenersi preclusa la…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Il nuovo pegno mobiliare non possessorio

L’art. 1 del d.l. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119[1], ha introdotto nel novero delle garanzie reali la nuova figura del pegno mobiliare non possessorio, che può essere costituito dagli imprenditori iscritti nel registro  delle  imprese su  beni  mobili destinati all’esercizio dell’impresa, ad esclusione  dei  beni  mobili registrati. I beni mobili possono essere esistenti o futuri, determinati o determinabili, anche con riferimento ad una o più categorie merceologiche o ad un valore complessivo. A differenza della generale figura di pegno regolata dagli artt. 2786 e ss. c.c., che impone al debitore la consegna della cosa (o del documento che conferisce l’esclusiva disponibilità della cosa) al creditore[2], il nuovo istituto permette al…

DIRITTO BANCARIO

Fideiussione e rapporti bancari

In presenza di un contratto di fideiussione, è all’obbligazione garantita che deve rife- rirsi il requisito soggettivo della qualità di consumatore, ai fini dell’applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, di cui agli artt. 1469 bis e ss. c.c., attesa l’accessorietà dell’obbligazione del fideiussore rispetto all’ obbligazione garantita. Ne consegue che deve ritenersi valida, per difetto del requisito soggettivo di applicabilità della disciplina delle clausole abusive nei contratti con i consumatori, la clausola derogativa della competenza territoriale, contenuta nel contratto di fideiussione per le esposizioni bancarie di una società di capitali, stipulato da un socio o da un terzo a favore di detta società (Cass. n. 16827/2016; conf. Cass. 25212/2011; Cass. 10107/2005; Cass. 314/2001). È parimenti diffuso…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Principio di non contestazione: un’ulteriore conferma della non applicabilità del ai fatti secondari?

Cass., Sez. Lav., sent. 13 settembre 2016, n. 17966 Principio di non contestazione – Operatività – Fatti principali – Sussiste – Fatti secondari – Mere difese – Non sussiste – Fondamento (Cost., art. 111; Cod. proc. civ., art. 101, 115, 116, 416, co. 2, 436; l. 18 giugno 2009, n. 69, Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile, art. 45, co. 14) [1] Il principio di non contestazione opera con riferimento esclusivo ai fatti principali e non anche nei confronti di fatti secondari o di mere difese. CASO [1] Alcuni lavoratori propongono ricorso in Cassazione avverso la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Roma – in riforma della sentenza di…

Torna in alto