11 Ottobre 2016

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

La conservazione della posta elettronica certificata

La svolta in senso informatico e telematico, che ha segnato prima il processo civile e poi il processo tributario e quello ammnistrativo, pone nuove esigenze in materia di corretta archiviazione e conservazione dei molteplici documenti informatici che gli avvocati ora producono. È necessario in primo luogo ripensare all’organizzazione dell’ufficio giudiziario, essendo ora molto frequenti i casi in cui una corretta procedura di archiviazione non possa contemplare l’utilizzo di documenti analogici; in presenza di un documento informatico, infatti, archiviare correttamente significa attuare “politiche e strategie finalizzate a prolungare l’esistenza di un documento o di una risorsa digitale grazie alla sua tenuta in condizioni adatte all’uso nella sua forma originale e/o in un formato persistente che garantisca l’integrità della configurazione logica del…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’aumento gratuito di capitale sociale nelle società di capitali

La disciplina civilistica che regola l’aumento gratuito del capitale sociale è contenuta nelle seguenti disposizioni: società per azioni: l’art. 2442 Cod. Civ. disciplina il passaggio di riserve a capitale, statuendo che “l’assemblea può aumentare il capitale, imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili. In questo caso le azioni di nuova emissione devono avere le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, e devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle da essi già possedute. L’aumento di capitale può attuarsi anche mediante aumento del valore nominale delle azioni in circolazione”; società a responsabilità limitata: l’art. 2481-ter Cod. Civ., relativo al passaggio di riserve a capitale, prevede che “la società può aumentare il…

DIRITTO BANCARIO

La Cassazione sull’usura ‘per dazione’

Con l’interessante decisione n. 39334 del 12 luglio 2016 (pubblicata il 22 settembre 2016), la Cassazione ha stabilito due importanti principi di diritto in materia di usura ‘per dazione’.             L’art. 644 c.p., come noto, punisce sia la dazione sia la pattuizione di interessi usurari. Il delitto di usura si configura, dunque, come un reato a schema duplice, costituito da due fattispecie – destinate strutturalmente l’una ad assorbire l’altra, con l’esecuzione della pattuizione usuraria – aventi in comune l’induzione del soggetto passivo alla pattuizione di interessi o altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile, delle quali l’una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito e l’altra dalla sola accettazione del sinallagma ad…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Produzione del documento e perfezionamento del contratto

La conclusione del contratto a formazione progressiva La formazione dei contratti conclusi tramite scrittura privata – a differenza di quanto avviene per gli accordi stipulati in forma di atto pubblico, atteso che l’art. 2700 c.c. limita il valore di piena prova alle sole dichiarazioni e ai soli fatti che il pubblico ufficiale attesti essere avvenuti in sua presenza – non richiede la simultanea presenza di tutte le parti al momento dell’apposizione delle sottoscrizioni. Può dunque accadere e nella prassi commerciale sempre più spesso avviene che la scrittura privata contenente il regolamento contrattuale sia materialmente redatta dalla parte predisponente, la quale procede altresì alla sua sottoscrizione in attesa che l’accordo sia formalmente concluso con l’apposizione del segno nominale ad opera dell’altro…

IMPUGNAZIONI

Appello generico e successivo ricorso per cassazione: i poteri della Suprema Corte sul c.d. fatto processuale

Cass., Sez. V, 27 maggio 2016, n. 11001 Impugnazioni civili – Appello in materia tributaria – Rigetto ex art. 53, d. lgs. 546/1992, per genericità dei motivi – Ricorso per cassazione – Censurabilità della questione ex art. 360 n. 4 c.p.c. – Esclusione (Cod. proc. civ., artt. 342, 360; D.lgs. 546/1992, art. 53, co. 1) [1] La questione relativa alla specificità dei motivi di appello ex art. 53, d.lgs. 546/1992, ai fini della sua ammissibilità, costituisce apprezzamento di fatto censurabile dinanzi alla Corte di cassazione solo per vizio di motivazione (al caso di specie era applicabile l’art. 360, n. 5, c.p.c., ante riforma l. 134/2012). CASO [1] Contro un provvedimento di diniego di condono fiscale il contribuente adiva la Commissione…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Ragionevole durata del processo: la manifesta infondatezza della domanda non esclude l’indennizzo

Cass., Sez. VI, 27 luglio 2016 n. 15643 Procedimento civile – Irragionevole durata – Equa riparazione – Giudizio presupposto – Manifesta infondatezza della domanda – Rilevanza – Limiti (l. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2) [1] In tema di equa riparazione per durata irragionevole del processo, la manifesta infondatezza della domanda nel giudizio presupposto, ove non qualificata dal requisito soggettivo della temerarietà o abusività della lite, non rientra tra le cause di esclusione dell’indennizzo. CASO [1] Adita con ricorso per la condanna al pagamento dei danni morali derivanti dalla irragionevole durata del processo, la Corte d’appello respingeva la domanda, ritenendo che il giudizio presupposto fosse stato proposto dal ricorrente nella consapevolezza della sua infondatezza. Il soccombente ricorreva in Cassazione…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Indennizzo ex legge Pinto: la CEDU boccia i formalismi diretti a eluderlo

Corte europea dei diritti dell’uomo, Sez. I, sent. 25 febbraio 2016 – Olivieri ed altri c. Italia Indennizzo ex l. Pinto – mancata presentazione dell’istanza di prelievo – diritto all’equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi ai sensi dell’art. 6 CEDU – sussiste La presentazione dell’istanza di prelievo, prevista dall’art. 71 comma 2 del codice del processo amministrativo, non costituisce un rimedio effettivo ai sensi dell’art. 13 CEDU idoneo a garantire, o quantomeno a favorire, l’accelerazione dei processi. Ne consegue che il diritto all’equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi ai sensi dell’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo – e dunque secondo la L. 89/2001 – non può essere negato sulla base della mancata presentazione dell’istanza de qua….

CRISI DI IMPRESA

L’inammissibilità della domanda di concordato in bianco può essere dichiarata soltanto a seguito dell’audizione del debitore

Cassazione Civile, sez. I, 20 luglio 2016 n. 12957; Pres. Ragonesi, Est. Di Virgilio; P.M. Sorrentino (concl. conf.) Concordato preventivo – concordato in bianco – ammissibilità — audizione del debitore ex art. 162 l. fall. – necessità – limiti (R.d. 16 marzo 1942 n. 267, legge fallimentare, artt. 160, 161, 162) [1] La dichiarazione di inammissibilità della domanda di concordato preventivo deve essere preceduta dalla audizione del proponente anche nel caso di proposizione di domanda di concordato c.d. in bianco ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., mentre non è necessario che al debitore siano contestate le eventuali ragioni di inammissibilità della domanda. Fallimento – concordato preventivo – concordato in bianco – audizione del debitore in sede prefallimentare –…

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