20 Settembre 2016

IMPUGNAZIONI

Eccezioni nuove ammissibili in appello

Cass., sez. II, 16 maggio 2016, n. 9965 Impugnazioni civili – Appello – Eccezione di pagamento – Novità – Rilevabilità d’ufficio – Ammissibilità (C.p.c., artt. 112, 345) L’eccezione di pagamento è rilevabile d’ufficio e può essere sollevata per la prima volta in appello ex art. 345 c.p.c., in quanto il giudice può accertare l’estinzione del debito, se provata, anche in assenza di espressa istanza del debitore. CASO In sede di opposizione a decreto ingiuntivo, il debitore eccepiva il pagamento del credito. Il Tribunale rigettava l’opposizione e l’opponente ricorreva in appello, specificando che il creditore opposto non aveva provato l’infondatezza dell’eccezione di pagamento. Il giudice di secondo grado accertava l’avvenuta estinzione del debito ed accoglieva il ricorso. Il creditore soccombente ricorreva…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

No al cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e mediazione obbligatoria

Tribunale di Verona, sez. III, ordinanza 12 maggio 2016 Procedimento civile – Negoziazione assistita – Mediazione – Cumulo casi obbligatori – Esclusione (D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 3, comma 1 e 5; D. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, art. 5, comma 1-bis) [1] L’art. 3, comma 5, D.L. n. 132/2014 – che consente il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e altre condizioni di procedibilità – si applica solo ai casi in cui la medesima domanda o una pluralità di domande distinte siano soggette a condizioni di procedibilità diverse Il caso [1] Il caso in esame trae origine da una domanda di risarcimento del danno, quantificato in misura inferiore ad euro cinquantamila, fondata su una condotta integrante, da…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Rifiuto di atto giudiziario depositato telematicamente ed errore “forzabile”: il Tribunale di Milano concede la rimessione in termini

Trib. Milano, Sez. Lav., ord. 10 maggio 2016 – Giud. Cassia Processo civile telematico – costituzione in giudizio – deposito telematico – errore apparentemente “forzabile” dalla cancelleria – comunicazione di rifiuto dell’atto successiva alla scadenza – rimessione in termini (D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], artt. 16-bis, commi 1-bis e 7 – C.p.c. artt. 416, 153, comma 2, e 294 – D.M. 21.2.2011, n. 44, artt. 13 e 34 – Provvedimento D.G.S.I.A. 16.4.2014, art. 14, comma 7) MASSIMA [1] Deve essere rimessa in termini la parte che, dopo aver presentato telematicamente la propria memoria di costituzione ed aver ricevuto un esito negativo – per errore apparentemente “forzabile” dall’ufficio – dei controlli automatici (cd. terza PEC), si…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

I “vizi di forma telematici” alla prova della giurisprudenza

Come noto, il timore degli operatori del diritto è che l’introduzione delle molteplici novità procedure peculiari per provvedere al deposito telematico degli atti del processo abbia dato vita ad un nuovo formalismo giudiziario in grado di determinare nuove ipotesi di responsabilità per l’avvocato. Ci si domanda in particolare quale portata cogente abbiano le norme sulle attestazioni di conformità o quale forza vincolante abbiano le disposizioni sulle notificazioni per via telematica, che sono per la verità particolarmente minuziose e giungono anche ad indicare le parole esatte che debbono essere inserite nel campo “oggetto” del messaggio di posta elettronica certificata. Sempre in tema di notificazioni, il timore di incorrere in decadenze o sanzioni processuali è acuito dal fatto che l’art. 11 della…

DIRITTO BANCARIO

Recesso della banca dall’apertura di credito

La Corte di cassazione, con la sentenza del 24 agosto 2016, n. 17291, torna ad occuparsi di una importante questione: quando il recesso della banca dal rapporto di affidamento in conto corrente può dirsi imprevisto o arbitrario? I principi di diritto ribaditi dalla Suprema Corte sono i seguenti: in caso di recesso di una banca dal rapporto di credito a tempo determinato in presenza di una giusta causa tipizzata dalle parti del rapporto contrattuale, il giudice non deve limitarsi al riscontro obiettivo della sussistenza o meno dell’ipotesi tipica di giusta causa ma, alla stregua del principio per cui il contratto deve essere eseguito secondo buona fede, deve accertare che il recesso non sia esercitato con modalità impreviste ed arbitrarie, tali…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Obblighi civilistici in caso di perdita del capitale sociale

La disciplina civilistica che presiede agli obblighi di integrità del patrimonio sociale nelle società di capitali, nel cui ambito si colloca il capitale sociale, prevede particolari obblighi di intervento, da parte degli amministratori, del collegio sindacale e dell’assemblea, solo se la perdita gravante sul capitale sociale che ne dovesse derivare risulta superiore a determinate soglie. Più in particolare, la predetta soglia che fa scattare le “cautele” civilistiche è data dalla presenza di perdite di esercizio che vadano ad intaccare il capitale sociale per un ammontare superiore ad un terzo. In merito al significato da attribuire all’espressione “capitale diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite”, giurisprudenza e dottrina sono concordi nel ritenere che le perdite incidono sul capitale sociale…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Le linee guida Confindustria per la Compliance Antitrust delle imprese

La Confindustria ha pubblicato nello scorso mese di Aprile le “Linee Guida per la Compliance Antitrust delle Imprese”, di cui è possibile scaricare il pdf dalla sezione “Documenti” del sito della Confindustria. Che nelle aziende Italiane sia necessaria una maggior consapevolezza dei limiti all’autonomia negoziale posti dalle normative in tema di concorrenza sembra fuori di dubbio, visto che periodicamente si verificano casi di aziende, anche non piccole, che vengono sanzionate per aver posto in essere pratiche palesemente anticoncorrenziali.  Compulsando il Bollettino pubblicato periodicamente dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si ritrovano spesso casi sanzionati dall’AGCM che sembrano dimostrare l’indifferenza o proprio la non consapevolezza di tante imprese non banali che hanno posto in essere comportamenti anti concorrenziali. Basti pensare…

IMPUGNAZIONI

Le regole per una corretta proposizione del giudizio d’appello

Nel presente approfondimento si intende dare sistematicamente conto delle principali norme, legislativamente previste nonché ulteriormente ricavate in via interpretativa, per introdurre in maniera corretta il giudizio di secondo grado sotto il profilo dell’ammissibilità e della procedibilità. Nel corso della trattazione, inoltre, verranno indicati i più importanti orientamenti di legittimità intervenuti sul tema. Rilievi introduttivi sul piano generale. Come noto, nel nostro sistema processuale è prevista la possibilità di appellare la decisione di primo grado, al fine di ottenerne l’invalidazione nonché la riforma (sul tema, tutt’ora valevoli le considerazioni di Calamandrei P., Sopravvivenza della querela di nullità nel processo civile vigente, in Riv. Dir. Proc., 1951, p. 112 ss.). Tuttavia, la parte, al fine di raggiungere tale risultato, è onerata di…

ESECUZIONE FORZATA

L’ordinanza ex art. 612 che risolve una questione circa il diritto della parte istante di procedere ad esecuzione forzata non ha (più) natura di sentenza, ma di provvedimento conclusivo della fase sommaria di un’opposizione all’esecuzione

Cass., Sez. III, 21 luglio 2016, n. 15015 – Pres. Vivaldi – Est. De Stefano – P.M- Cardino (diff.) Esecuzione forzata – Esecuzione degli obblighi di fare o di non fare – Ordinanza ex art. 612 c.p.c. – Risoluzione in concreto di controversia insorta tra le parti sulla portata sostanziale del titolo – Natura di ordinanza conclusiva della fase sommaria del giudizio di opposizione – Conseguenze (c.p.c. artt. 612, 616; c.p.c. disp. att., art. 185) [1] L’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 612 che abbia illegittimamente risolto una questione in ordine alla portata sostanziale del titolo esecutivo e all’inammissibilità dell’azione esecutiva intrapresa (e dunque abbia esorbitato dalla funzione che la legge le assegna) non è mai considerabile come una sentenza in…

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