30 Maggio 2016

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

La promessa del cloud

Il professionista di oggi viene costantemente inondato di offerte commerciali che molto spesso promettono risparmi in termini economici ma che nella realtà si rivelano dei veri e propri boomerang da cui diventa anche difficile sganciarsi. Ma non sempre è così, ad esempio, è possibile pagare solo quello che effettivamente si utilizza, quando realmente serve. Questa è la promessa del cloud computing, termine con il quale si identifica una modalità di erogare via internet servizi ICT verso molteplici dispositivi, partendo da risorse preesistenti e configurabili. Come già accade per i servizi di base, come acqua, gas e luce, così anche per quelli Ict, personali, professionali o aziendali, è possibile corrispondere una tariffa a consumo a uno o più fornitori non solo…

CRISI DI IMPRESA

Il limite temporale dell’intervento del creditore iscritto o privilegiato nella espropriazione immobiliare

Cass., Sez. 6-III ord., 20 aprile 2016, n. 7810Scarica la sentenza  Esecuzione Forzata – Espropriazione immobiliare – Intervento del Creditore iscritto o privilegiato – Limite temporale (cod. proc. civ., art. 566, 596)  [1] In tema di espropriazione immobiliare, il limite temporale ultimo dell’intervento del creditore munito di diritti di prelazione va individuato nel momento processuale in cui la udienza di cui all’art. 596 c.p.c. abbia avuto inizio (nella data e nell’ora fissate) e si sia ivi svolta un’attività di trattazione effettiva del progetto di distribuzione delle somme.  CASO[1] Nell’ambito di una espropriazione immobiliare, una banca creditrice ipotecaria interviene successivamente alla udienza di discussione del progetto di distribuzione delle somme, volendo far valere la prelazione ipotecaria. L’intervento viene dichiarato inammissibile per…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Sull’inammissibilità del decreto ingiuntivo avente ad oggetto un obbligo di facere

Trib. Milano 13 gennaio 2016, decr. Ingiunzione (procedimento per) – Obblighi di fare – Ammissibilità – Esclusione (Cod. proc. civ., artt. 633, 639).  [1] Non è possibile ricorrere allo strumento monitorio al fine di ottenere l’esecuzione di un obbligo di fare o di non fare.  CASO[1] Nel caso sottoposto al Tribunale meneghino la ricorrente ha azionato lo strumento monitorio per ottenere in tempi rapidi la condanna della debitrice a stipulare un contratto bancario (con un istituto bancario terzo) con vincolo di destinazione delle somme depositate a favore delle creditrice. SOLUZIONE[1] Il giudice adito ha rigettato l’istanza e, constatata l’assenza dei presupposti per la pronuncia di cui all’art. 633 c.p.c., ha dichiarato l’inammissibilità del procedimento instaurato al fine di ottenere l’esecuzione…

IMPUGNAZIONI

Sulla specificità del motivo d’appello nel processo tributario

Cass., Sez. VI-5, 11 gennaio 2016, n. 227 Scarica la sentenza Impugnazioni civili – Appello in materia tributaria – condizioni di ammissibilità – motivo specifico (C.p.c. artt. 342; D.lgs. 546/1992: art. 53)  [1] Il motivo specifico d’appello ex art. 53, d.lgs. 546/1992, può essere ricavato anche per implicito dall’atto di impugnazione nel suo complesso, purché sia chiara la richiesta rivolta al giudice del gravame e le ragioni della doglianza, la quale può coincidere con quella già prospettata in primo grado.  CASO[1] La competente Commissione Tributaria Provinciale rigettava l’impugnazione del contribuente avverso alcuni avvisi di accertamento notificatigli dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente proponeva quindi appello contro le sentenze di primo grado; eppure, gli appelli venivano dichiarati inammissibili dalla Commissione Tributaria Regionale…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

«Piccola Rassegna» di giurisprudenza sul processo di cognizione

La cadenza settimanale del Notiziario consente di dare visibilità a molti provvedimenti, ma ovviamente non a tutti e non a tutti quelli che si vorrebbero segnalare. Da qui l’idea di raccogliere in questo Focus i provvedimenti pubblicati nei primi mesi del 2016 che non hanno trovato spazio nei numeri precedenti – o di prossima uscita – ma ritenuti di particolare interesse per l’area «Processi di cognizione».  Cass. pen., ord., 20 gennaio 2016, n. 2259Giusto processo – art. 6 CEDU – Violazione – Rilevabilità d’ufficio – Rimessione alle Sezioni unite La Cassazione penale, rilevando il contrasto di giurisprudenza, ha rimesso alle Sezioni unite la seguente questione: se l’inosservanza della CEDU da parte del giudice sia rilevabile d’ufficio dal giudice ad quem…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Obbligatorietà del rito «fornero» e rilievo d’ufficio del giudice del requisito dimensionale

Cass. civ., sez. lav, 11 novembre 2015, n. 23073Scarica la sentenza Lavoro e previdenza (controversie) – Licenziamento – Rito speciale – Obbligatorietà del rito. (Cod. proc. civ. 125, 156, 420, 421; L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18; l. 28 giugno 2012, n. 92, art. 1).   [1] Il lavoratore licenziato non può rinunziare al procedimento specifico introdotto dall’art. 1, 47º comma e seguenti, l. n. 92 del 2012, che ha carattere obbligatorio, non essendo prevista la specialità nel suo esclusivo interesse ma anche per finalità di carattere pubblicistico, sicché rientra nei poteri esclusivi del giudice qualificare la domanda e individuare il rito applicabile, mentre non incombe sul lavoratore, attesa la natura sommaria della prima fase, l’onere della specifica allegazione…

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