9 Maggio 2016

DIRITTO BANCARIO

Rapporti tra procedura esecutiva per credito fondiario e fallimento

L’importante secondo comma dell’art. 41 t.u.b. stabilisce che “L’azione esecutiva sui beni ipotecati a garanzia di finanziamenti fondiari può essere iniziata o proseguita dalla banca anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore. Il curatore ha facoltà di intervenire nell’esecuzione. La somma ricavata dall’esecuzione, eccedente la quota che in sede di riparto risulta spettante alla banca, viene attribuita al fallimento”.  Le interferenze tra procedura esecutiva individuale promossa o proseguita dal creditore fondiario in pendenza di fallimento sono state ricostruite dalla Cassazione nei seguenti termini: in primo luogo, è rilevato che posta la natura e l’origine della normativa speciale sul credito fondiario e ravvisata in essa una deroga alle regole generali della liquidazione dei beni nel fallimento, compatibile con la successiva…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’errata indicazione del numero di ruolo determina nullità dell’atto in corso di causa deposi­tato telematicamente: commento a Tribunale di Torino, ordinanza 22/3/2016

L’errata indicazione del numero di ruolo determina nullità dell’atto in corso di causa deposi­tato telematicamente: commento a Tribunale di Torino, ordinanza 22/3/2016  “L’errata indicazione del numero di ruolo non è sanabile con la rimessione in termini”: questa è la conclusione a cui giunge il Tribunale civile di Torino (sez. VII, ord. 22/3/2016), già chiamato a pronunciarsi su una fattispecie che sembra essere ormai frequente nella patologia del processo civile telematico. Scorrendo infatti l’elenco dei precedenti giurisprudenziali sulla questione si ha modo di ravvisare orientamenti apparentemente differenti ma che in effetti sembrerebbero confluire su unico indirizzo: eccezion fatta per il caso in cui l’errore non sia ascrivibile alla cancelleria, l’Avvocato che do­vesse aver indicato un numero di ruolo errato non può…

CRISI DI IMPRESA

Dichiarazione stato di insolvenza della banca in liquidazione coatta amministrativa: efficacia probatoria degli accertamenti di Banca d’Italia e del commissario straordinario

 Tribunale di Sciacca, Sentenza, 16 febbraio 2016,  n. 3. Pres. Genna. Rel. Cerrone Scarica la sentenza Liquidazione coatta amministrativa – dichiarazione dello stato di insolvenza – accertamenti della Banca d’Italia e del commissario straordinario – rilevanza probatoria – necessità di accertamenti ulteriori – esclusione (d.lgs. 1 settembre 1993 n.385 Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, art. 82, co. 2)  [1] Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di insolvenza della banca in liquidazione coatta amministrativa, promosso i sensi dell’art. 82 comma 2 del T.U.B., gli accertamenti eseguiti dalla Banca d’Italia e dal commissario straordinario, per la qualità degli organi dai quali provengono e per la specificità dei dati evidenziati, sono connotati da un pregnante grado di attendibilità…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Responsabilità civile dei magistrati e ius superveniens: l’abrogazione del c.d. filtro di ammissibilità non ha efficacia retroattiva

Cass. 15 dicembre 2015, n. 25216 – Pres. Salmé – Est. Barreca Scarica la sentenza Responsabilità civile dei magistrati – Filtro di ammissibilità – Abrogazione – Efficacia retroattiva – Esclusione (l. 23 aprile 1988, n. 117, risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati, art. 5; l. 27 febbraio 2015, n. 18, disciplina della responsabilità civile dei magistrati, art. 3)  [1] In materia di responsabilità civile dei magistrati, la sopravvenuta abrogazione dell’art. 5 della l. 23 aprile 1988, n. 117 – ad opera dell’art. 3, comma 2, l. 27 febbraio 2015, n. 18 – non esplica efficacia retroattiva, sicché l’ammissibilità della domanda di risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie, proposta sotto il vigore…

IMPUGNAZIONI

Il DDL per l’efficienza del processo civile: commento a prima lettura delle novità in materia di appello

È approdato al Senato il disegno di legge delega S.2284 (Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile). Si coglie l’occasione per un’analisi a prima lettura dei criteri direttivi in materia di appello.  La crisi della giustizia civile Lo stato in cui versa la giustizia civile in Italia è preoccupante e non si scorge ancora una tangibile inversione di tendenza. Peraltro, il confronto tra la mole degli interventi “riformatori” che si sono succeduti negli ultimi 30 anni e i frutti conseguiti rischia di indurre alla rassegnazione. Anche nell’odierna legislatura, al pari delle precedenti, si confida di porre rimedio al problema con specifiche e puntuali riforme del codice di rito. In questo senso sembra orientato anche il DDL delega,…

IMPUGNAZIONI

Improcedibilità dell’impugnazione principale e conseguente inefficacia di quella incidentale tardiva

Cass., Sez. VI-Lavoro, 15 marzo 2016, n. 5114 Scarica l’ordinanza Impugnazioni civili – Ricorso per cassazione – Improcedibilità ricorso principale – Inefficacia ricorso incidentale tardivo – Sussistenza (C.p.c. artt. 334, 369)  [1] Il ricorso incidentale tardivo per cassazione diventa inefficace qualora quello principale venga dichiarato improcedibile.  CASO[1] Dopo aver validamente notificato un ricorso per cassazione, il ricorrente ometteva il successivo deposito dell’atto presso la cancelleria della Suprema Corte, in violazione dell’art. 369, co. 1, c.p.c. Il resistente si costituiva comunque in giudizio mediante controricorso, con il quale proponeva ricorso incidentale, da qualificarsi tardivo ex art. 334, co. 1, c.p.c. in quanto notificato oltre il termine di decadenza previsto dall’art. 327 c.p.c. SOLUZIONE[1] La Suprema Corte, accertata ex art. 369, co….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Anche per la rinuncia agli atti ci vuole la sentenza

Trib. Torino, 12 febbraio 2016 – Di Capua Scarica la sentenza Procedimento civile – Rinuncia agli atti – Estinzione del giudizio – Provvedimento del giudice – Sentenza (C.p.c., artt. 306, 307, 279)  Nelle cause pendenti innanzi al tribunale in composizione monocratica l’estinzione del giudizio per rinuncia agli atti deve essere dichiarata con sentenza  CASO Nel caso di specie le parti in causa dopo aver conciliato, in sede stragiudiziale, la lite pendente innanzi al tribunale monocratico (anziché disertare le udienze provocando l’estinzione ai sensi dell’art. 309 c.p.c.) chiedono al giudice, dando atto di aver trovato anche un accordo sulle spese, di estinguere il giudizio dichiarando, l’una (l’attore) di rinunciare agli atti e l’altra (il convenuto) di accettare la rinuncia avversaria. Il…

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