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CRISI DI IMPRESA

Esercizio dell’azione revocatoria e atto interruttivo della prescrizione

Cass. civ., sez. I, 11 agosto 2025, n. 23055, Pres. Terrusi – Est. Zuliani [1] Azione revocatoria ordinaria – Termine di prescrizione – Interruzione. In virtù del chiaro e ineludibile testo dell’art. 2943, comma 1, c.c., “La prescrizione è interrotta dalla notificazione dell’atto con il quale inizia il giudizio”, anche nel caso di proposizione di azione revocatoria ordinaria mediante ricorso ex art. 702-bis c.p.c. (oggi abrogato e sostituito dall’art. 281-decies c.p.c.), il termine di prescrizione non è interrotto dal solo deposito del ricorso nella cancelleria del giudice adito, essendo a tal fine necessaria la successiva notificazione del ricorso integrato dal decreto del giudice che fissa l’udienza per la comparizione delle parti, ferma la rilevanza della scissione per il notificato e…

DIRITTO BANCARIO

Clausola di salvaguardia e usura originaria

La c.d. clausola di salvaguardia è una previsione contrattuale, spesso inserita nei contratti di mutuo, finalizzata a impedire il superamento del tasso-soglia usura da parte degli interessi di mora, con effetto sostitutivo automatico dell’eventuale tasso usurario con il tasso-soglia pro tempore vigente. La legittimità della clausola di salvaguardia è dibattuta quanto alla possibilità di operare proficuamente in riferimento all’usura originaria. Al riguardo, è argomentato che l’apposizione della clausola di salvaguardia esclude l’illegittimità della pattuizione degli interessi moratori già oltre soglia all’atto della stipula del contratto di finanziamento (usura originaria), sul presupposto che tale clausola sia intesa non ad eludere, ma ad assicurare il rispetto della normativa antiusura sia al momento della conclusione del rapporto sia nel corso del suo successivo…

OPINIONI E ISTITUZIONI

AI e digitalizzazione: l’innovazione che ridisegna il lavoro degli Studi professionali

Ripensare l’organizzazione dello Studio La gestione dei documenti, la velocità delle comunicazioni e la necessità di processi interni più lineari sono sfide quotidiane per ogni Studio legale. Digitalizzare significa costruire un metodo di lavoro più solido e accessibile, riducendo i passaggi manuali e aumentando la tracciabilità delle attività. È un’evoluzione che permette di liberare tempo e risorse per ciò che davvero genera valore: l’attività consulenziale e la relazione con il cliente. Intelligenza artificiale e digitalizzazione per il futuro degli Studi professionali Il 4 dicembre 2025, dalle 15.00 alle 17.00, una diretta web gratuita dal titolo “Intelligenza artificiale e digitalizzazione per il futuro degli Studi professionali” accompagnerà gli avvocati nell’esplorazione delle tecnologie che stanno trasformando il lavoro degli Studi. Il programma…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

Come cambierà il settore legale nel 2026

Il settore legale si trova alla vigilia di una trasformazione epocale. Mentre il 2026 si avvicina, avvocati, studi legali e professionisti del diritto si preparano ad affrontare cambiamenti senza precedenti, guidati principalmente dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione dei processi e da nuove normative che ridefiniscono i confini della professione. L’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore legale non è più una questione di “se”, ma di “come”. Secondo recenti studi, il 34% degli studi legali utilizza già regolarmente l’AI, mentre un ulteriore 25% la impiega occasionalmente. Nel 2026, questa percentuale è destinata a crescere esponenzialmente, con l’IA che passerà dall’essere un semplice strumento di supporto a diventare un vero e proprio partner strategico nella pratica legale quotidiana. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale generativa stanno…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Contratto di appalto e clausola risolutiva espressa per il caso di ritardo nell’inizio dei lavori

Tribunale di Lecco, Sez. I, 6 luglio 2025, Giudice Colasanti Parole chiave Contratto di appalto – Termine inizio dei lavori – Ritardo – Clausola risolutiva espressa – Rimborso delle spese Massima: “In tema di contratto di appalto, laddove vi sia una clausola risolutiva espressa per il caso di mancato inizio dei lavori nel rispetto del termine previsto, l’attivazione della clausola da parte del committente configura una risoluzione del contratto e non un recesso dal medesimo, con la conseguenza che l’appaltatore non ha diritto al mancato guadagno spettante solo nel diverso caso di recesso del committente”. Disposizioni applicate Art. 1671 c.c. (recesso unilaterale del contratto), art. 1456 c.c. (clausola risolutiva espressa CASO Tra due proprietari di casa, da un lato, e…

IMPUGNAZIONI

Litisconsorzio necessario nell’impugnazione proposta da uno dei condebitori solidali

Cass., sez. III, 11 novembre 2025, n. 29755, Pres. De Stefano, Rel. Gianniti. Massima: “Nel giudizio di legittimità avverso una sentenza che abbia accertato la responsabilità solidale per risarcimento danni tra più condebitori (nella specie, enti pubblici, ex art. 2043 c.c. e 2051 c.c.), qualora uno dei condebitori ricorra in cassazione al fine di contestare in radice l’esistenza della propria responsabilità (l’an debeatur), ma limiti volontariamente e reiteratamente l’impugnazione al solo contraddittorio con l’altro condebitore solidale, escludendo i danneggiati (creditori) che sono stati litisconsorti necessari nel grado di impugnazione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. La mancata impugnazione della pronuncia di condanna nei confronti dei creditori determina il passaggio in giudicato della statuizione principale, precludendo l’esame della questione di responsabilità…

ESECUZIONE FORZATA

L’assenza di attestazione di conformità degli atti depositati con l’iscrizione a ruolo del pignoramento è insanabile e provoca l’estinzione del processo esecutivo

Cass. civ., sez. III, 27 ottobre 2025, n. 28513 – Pres. De Stefano – Rel. Tatangelo Espropriazione forzata – Iscrizione a ruolo del processo esecutivo – Deposito di copia di titolo esecutivo, precetto e atto di pignoramento – Attestazione di conformità – Necessità – Mancanza – Inefficacia del pignoramento Massima: “L’iscrizione a ruolo del processo esecutivo (immobiliare e presso terzi) va effettuata nel termine perentorio previsto dagli artt. 543 e 557 c.p.c., mediante il deposito di copie, attestate conformi agli originali dall’avvocato del creditore, degli atti indicati in tali norme; il tardivo deposito delle copie attestate conformi determina l’inefficacia del pignoramento e l’estinzione del processo, non essendo suscettibile di sanatoria il deposito di copie non attestate conformi, una volta spirato…

RESPONSABILITÀ CIVILE

I presupposti per la personalizzazione del danno non patrimoniale

Cass. civ., 3 ottobre 2025, n. 26675, Ord., G. Relatore Dott. G. Positano Danno non patrimoniale – Personalizzazione –  Presupposti e limiti – (art. 2059 c.c.) Massima: “La quantificazione del danno non patrimoniale consente un aumento a titolo di personalizzazione solo ove si verifichino conseguenze anomale o del tutto peculiari, diverse da quelle ordinariamente derivanti in casi simili o per categorie simili di danneggiati, restando quindi esclusa qualsiasi forma di automatismo”. CASO Tizio e Mevia, quali esercenti la potestà genitoriale sul figlio minore Tizietto, citavano in giudizio Caio e la di lui compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal minore, in conseguenza dell’incidente causato da Caio mentre era alla guida della propria autovettura. Il tribunale adito, accertata…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Precisazioni della Cassazione in tema di acquisto dell’eredità e di diritti del coniuge superstite

Cass. civ., Sez. II, Sentenza, 14/08/2025, n. 23309 Massima: “L’acquisito ex lege dell’eredità ai sensi dell’art. 485 c.c. presuppone, in chi ne faccia valere la validità, la dimostrazione, nel chiamato in possesso di beni ereditari, della capacità naturale di agire del medesimo, ossia della capacità di intendere e di volere e, dunque, della consapevolezza di possedere beni facenti parte di un’eredità a lui devoluta”[1]. (Articoli di riferimento: 485 c.c.) CASO Tizio, in proprio e quale tutore del figlio Tizietto, conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Prato Caio e Sempronio, domandando lo scioglimento della comunione relativa a un immobile che era appartenuto originariamente a Mevio e Tizia. Quest’ultima, in seguito, è deceduta lasciando eredi legittimi il marito Tizio e il…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Nessun diritto di recesso per il socio che ha concorso alla realizzazione dell’operazione

Cass. civ., Sez. I, Sentenza, 14 novembre 2025, n. 30133 Parole chiave: Società di capitali – Deliberazione assembleare – Recesso del socio – Concorso del socio alla deliberazione – Esclusione del diritto di recesso del socio Massima: “In tema di società di capitali, la previsione dell’art. 2437, comma 1, cod. civ., come novellato dal D. Lgs. n. 6 del 2003, secondo cui “hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti (…)”, deve intendersi riferita sia alla fattispecie in cui la “deliberazione” assembleare abbia costituito un avvenimento considerato in sé stesso, cioè un fatto puntuale nel tempo, sia all’ipotesi in cui la medesima “deliberazione” abbia costituito l’ultimo atto di una…

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