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CRISI DI IMPRESA

Inammissibile il PRO (piano di ristrutturazione soggetto a omologazione) di natura meramente liquidatoria

Trib. Roma, sez. 14^ civile, 25 marzo 2025, decr. – Pres. Jachia – Rel. Cottone Parole chiave Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione – ammissione – scrutinio – ritualità – vizi di legittimità – continuità aziendale – assenza – liquidazione – cessazione dell’impresa – inammissibilità – integrazioni al piano – nuovi documenti – esclusione Massime: [1] A fronte della domanda di omologazione di un piano di ristrutturazione ex art. 64 bis CCII, il tribunale in sede di ammissione non si limita a un controllo meramente formale del rispetto delle norme procedimentali, ma è tenuto a rilevare eventuali vizi di legittimità tali da rendere sin dall’inizio evidente che il piano proposto non è omologabile. [2] Il piano di ristrutturazione soggetto ad…

DIRITTO BANCARIO

Diritto di accesso alla documentazione bancaria: i chiarimenti della Cassazione

La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 8173/2025, ha ribadito che il diritto del cliente bancario di ottenere la consegna di copia della documentazione relativa alle operazioni effettuate negli ultimi dieci anni, previsto dall’art. 119, comma 4, TUB, integra un diritto sostanziale autonomo, dotato di autonoma tutela giurisdizionale e non meramente strumentale. Tale diritto è finalizzato alla tutela della posizione giuridica del cliente, anche al di fuori di eventuali ulteriori azioni giudiziarie, e trova fondamento sistematico negli obblighi di correttezza, buona fede e integrazione del contratto ex artt. 1175, 1374 e 1375 c.c. (cfr. Cass. n. 11733/1999; n. 12093/2001; n. 13277/2018; n. 35039/2022), estendendosi anche ai rapporti contrattuali già conclusi, ma i cui effetti non si siano ancora…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Intelligenza Artificiale: nuove opportunità per il settore legale

La professione legale, quella che per secoli si è cullata nell’abbraccio rassicurante di codici, fascicoli e rituali consolidati, oggi si trova davanti a un bivio esistenziale, una di quelle svolte che  lascia il segno. L‘Intelligenza Artificiale non bussa più alla porta degli Studi legali italiani, ma è entrata prepotentemente nelle nostre stanze, sedendosi accanto a noi mentre prepariamo pareri, scardiniamo precedenti giurisprudenziali o elaboriamo strategie difensive. Alcuni Professionisti l’hanno già invitata a prendere posto alla scrivania, altri la guardano con sospetto dalla porta, temendo che possa portarsi via il pane quotidiano. Ma di una cosa possiamo essere certi: chi resta immobile, ancorato alla professione di ieri, rischia di trasformarsi in un romantico reperto d’antiquariato giuridico. UN MERCATO IN PROFONDA TRASFORMAZIONE…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Contratto preliminare di compravendita a effetti anticipati, superamento del termine essenziale e risoluzione del contratto

Tribunale di Catanzaro, 11 febbraio 2025, n. 247, Giudice Ferraro Parole chiave Compravendita immobiliare – Contratto preliminare – Consegna anticipata – Termine essenziale – Superamento del termine – Risoluzione del preliminare Massima: “In tema di compravendita immobiliare, laddove il termine contenuto nel contratto preliminare sia essenziale, il suo superamento determina la risoluzione del contratto e, nel caso l’immobile sia già stato consegnato, implica la riconsegna del medesimo al venditore”. Disposizioni applicate Art. 1470 c.c. (nozione), art. 1457 c.c. (termine essenziale per una delle parti) CASO Il 13 settembre 2019 viene concluso tra due società un contratto preliminare di vendita di un immobile. Il venditore acconsente a consegnare l’unità immobiliare prima del rogito notarile. Viene previsto un prezzo complessivo di 270.000…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La posizione delle Sezioni Unite in tema di abusivo frazionamento del credito

Cass., Sez. Un., Sent., ud. 10 dicembre 2024, 19 marzo 2025, n. 7299, Pres. D’Ascola – Est. Rubino.  [1] Frazionamento del credito – Abuso del diritto – Abuso del processo – Improponibilità della domanda – Impossibilità di riproposizione di domanda unitaria – Decisione sulla domanda frazionata – Moltiplicazione delle azioni esecutive e pre-esecutive – Esecuzione forzata – Dovere di lealtà e probità – Regolazione delle spese. (cod. civ., art. 2909; cod. proc. civ., artt. 88, 92, 95, 96, 100, 480 e 492) Massima: “In tema di abusivo frazionamento del credito, i diritti di credito che, oltre a fare capo ad un medesimo rapporto di durata tra le stesse parti, sono anche in proiezione iscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Natura e oggetto della polizza assicurativa indennitaria decennale nella compravendita di immobili da costruire

Cass. civ., sez. III, 23 febbraio 2025, n. 4745 – Pres. Rubino – Rel. Rossetti Parole chiave: Immobili da costruire – Polizza assicurativa decennale a beneficio dell’acquirente – Natura – Assicurazione per conto altrui – Oggetto – Polizza multirischio [1] Massima: La polizza assicurativa indennitaria decennale a beneficio dell’acquirente prescritta dall’art. 4 d.lgs. 20 giugno 2005, n. 122, è un’assicurazione per conto altrui, ai sensi dell’art. 1891 c.c., rispetto alla quale l’acquirente è il soggetto assicurato, che ha per oggetto la copertura dei danni all’immobile e della responsabilità civile del proprietario per danni a terzi causati dai difetti dell’immobile e, dunque, definibile come multirischio. Disposizioni applicate: d.lgs. 122/2005, art. 4; cod. civ., artt. 1669, 1891 CASO Un condominio agiva in…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’azione revocatoria ex art. 20901 c.c. proposta avverso un atto di scissione societaria: la competenza del Tribunale fallimentare

Cass. civ., Sez. Unite, Sent., 26/02/2025, n. 5089  Parole chiave: azione revocatoria ordinaria – atto di scissione societaria – regolamento di competenza – sezioni specializzate in materia di impresa. Massima: “L’azione revocatoria ordinaria ai sensi dell’art. 2901 c.c. nei confronti di un atto di scissione societaria, che mira a dichiarare l’inopponibilità del negozio al creditore, è devoluta alla competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa. Tale azione, pur non introducendo una controversia relativa ai rapporti interni tra società, soci e organi sociali, e pur non risultando diretta ad incidere sulla scissione privandola di efficacia erga omnes, investe un tipico atto dell’organizzazione societaria. La competenza del Tribunale delle imprese si fonda sul fatto che l’atto di scissione, produttivo di un pregiudizio…

CRISI DI IMPRESA

Opponibile al fallimento il lodo arbitrale sottoscritto dagli arbitri

Cass., sez. I, 5 febbraio 2025, n. 2840, Pres. Terrusi – Est. Fidanzia [1] Fallimento – Ammissione al passivo – Arbitrato – Lodo. Massima: “Il lodo arbitrale rituale, in quanto pienamente assimilabile ad una sentenza giurisdizionale sin dall’ultima sottoscrizione, a norma dell’art. 824-bis c.p.c., è come tale opponibile alla procedura fallimentare dalla suddetta data, nella quale il provvedimento viene a esistenza e comincia a produrre i suoi effetti.” CASO [1] Una s.r.l. presentava domanda di insinuazione allo stato passivo di un’altra s.r.l. allegando, quale titolo del proprio credito, un lodo arbitrale rituale precedentemente ottenuto, e consacrante l’esistenza di un diritto di credito nei confronti della debitrice fallita. Il giudice delegato, rilevato come il lodo arbitrale non fosse stato reso esecutivo…

DIRITTO BANCARIO

La clausola floor: tra (presunta) vessatorietà e (inesistente) derivato implicito

Le contestazioni in merito alla validità della clausola floor, frequentemente inserita nei contratti di mutuo a tasso variabile, si concentrano essenzialmente su due profili: da un lato, la presunta vessatorietà della clausola; dall’altro, la sua pretesa qualificazione come derivato finanziario implicito. L’elaborazione giurisprudenziale maggioritaria e i responsi dell’ABF hanno avvalorato la legittimità della clausola floor, a condizione che la banca rispetti il dovere di “clare loqui”. Inoltre, è stato escluso che il ‘tasso pavimento’ configuri un’opzione, e quindi un derivato implicito. Di conseguenza, non si applicano le disposizioni relative agli obblighi contrattuali e informativi previsti dal Testo Unico della Finanza (TUF). Riguardo al primo aspetto, la vessatorietà della clausola floor è esclusa dall’art. 1341, comma 2, c.c., che fornisce un…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Il purpose degli Studi professionali

 In un tempo in cui ci si interroga su passaggi generazionali, governance, retention dei giovani Professionisti e, in generale, branding concentrandosi spesso solo su “che cosa” e “come”, quella che invece viene altrettanto di frequente elusa e potrebbe di gran lunga aiutare a trovare delle risposte è una semplice domanda di base: perché? Perché esiste uno Studio professionale? Serve una ragione profonda, in grado di orientare scelte strategiche, attrarre talenti, resistere alla prova del tempo. Serve, in una parola, un purpose, una ragione che esprima la vera vocazione dello Studio, l’essenza, la ragione ultima, il vero perché lo Studio esiste. Il purpose non è uno slogan Come osserva Giorgio Donna in un recente articolo su Harvard Business Review Italia (https://www.hbritalia.it/marzo-2025/2025/03/03/news/lessenza-concreta-del-purpose-16201/), il purpose non è…

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