27 Febbraio 2018

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Dichiarazione di successione: la compilazione del nuovo modello

Dichiarazione di successione: la compilazione del nuovo modello Modalità e termini di presentazione della dichiarazione Regole di competenza territoriale Dichiarazioni sostitutive di atto notorio Sistema di allegazione documentale Modalità di comunicazione: il sistema delle ricevute telematiche Il modello ministeriale e la sua compilazione Criteri di liquidazione delle imposte ipo­catastali e le norme agevolative Voltura automatica e voltura cartacea Esercitazione pratica di compilazione della dichiarazione di successione e relativa determinazione dei tributi dovuti con l’utilizzo del software dell’Agenzia delle entrate

DIRITTO DEL LAVORO

Tutela del socio lavoratore di cooperativa

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 20 novembre 2017, n. 27436 Licenziamento – Società cooperative – Licenziamento individuale di socio lavoratore – Delibera di esclusione – Rapporto fra le impugnazioni – Mancata impugnazione della delibera – Tutela risarcitoria – Sussiste MASSIMA In tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso d’impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall’omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria. COMMENTO La Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono intervenute a dirimere i contrasti sorti in ordine alla ammissibilità della domanda di reintegrazione formulata dal socio lavoratore di cooperativa che non ha impugnato…

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Accertamento verso società di persone e litisconsorzio necessario

In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui all’articolo 5 D.P.R. 917/1986 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci, salvo che si prospettino questioni personali. Ne consegue che i soggetti anzidetti devono essere tutti parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi. Di talché il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti…

DIRITTO BANCARIO

Azione di accertamento negativo e c/c aperto

In giurisprudenza (Cass. n. 798/2013; Cass. n. 5919/2016; App. Lecce 13.11.2015; App. Milano 20.7.2017; di recente, Trib. Paola 10.2.2018) appare consolidato il convincimento secondo cui se il c/c è ancora aperto, il cliente ha comunque titolo e interesse a proporre azione di accertamento negativo, intesa a ottenere: a) la dichiarazione di nullità delle clausole contrattuali (che prevedano, ad es., diversa periodicità di chiusura al fine di liquidare le competenze, l’applicazione di interessi anatocistici o eccedenti il tasso-soglia e simili); b) l’accertamento delle somme addebitate dalla banca (a titolo di interesse, commissioni e spese) in base alla clausola nulla o comunque in difetto di una conforme previsione contrattuale; c) infine, lo storno dell’annotazione indebita, col conseguente ricalcolo dei rapporti di dare-avere….

ESECUZIONE FORZATA

Il regime delle vendite (forzate) nella procedura di liquidazione di cui alla legge n. 3 del 2012

Trib. Velletri, ord. 16 novembre 2017– rel. F. Aratari Proposta di liquidazione – Sussistenza di beni commerciabili – Attuazione delle vendite ad opera del liquidatore – Necessità del decreto di trasferimento – Esclusione – Mancato versamento somme per accertamento conformità – Rigetto dell’istanza (L. n. 3 del 2012, art. 14 ter) [1] Nella procedura di liquidazione le vendite sono attuate direttamente dal liquidatore e non occorre che il giudice emetta il decreto di trasferimento. Pertanto, in caso di mancato versamento dell’importo necessario al completamento dell’accertamento di conformità, il giudice rigetta l’istanza, stante l’incommerciabilità dell’unico bene messo a disposizione dei creditori. CASO Davanti al Tribunale di Velletri, il debitore proponeva, con l’ausilio dell’organismo di composizione della crisi, ricorso per la procedura…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Decreto ingiuntivo ed efficacia di giudicato

Cass. 28 novembre 2017, n. 28318 Ingiunzione (procedimento per) – Mancata opposizione – Cosa giudicata civile – Limiti oggettivi – Presupposti logico-giuridici – Estensione (Cod. civ. art. 2909; c.p.c. art. 647) [1] Il giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione di un decreto ingiuntivo si estende ai presupposti logico-giuridici della decisione. CASO [1] Un’opposizione avverso decreto ingiuntivo viene dichiarata inammissibile dal Tribunale di Milano stante la preclusione determinata da un precedente giudicato. Il ricorrente aveva, infatti, ottenuto dal Giudice di pace di Milano un precedente decreto ingiuntivo, regolarmente notificato, concernente il medesimo rapporto obbligatorio, che non era stato opposto dall’ingiunto nei termini di legge. Secondo il Tribunale di Milano si è pertanto formato il giudicato su ogni questione attinente la validità…

DIRITTO DEL LAVORO

Controversie seriali e contratto collettivo

L’art. 30 d. leg. 31 marzo 1998, n. 80, introdusse l’accertamento pregiudiziale della efficacia validità ed interpretazione dei contratti collettivi del pubblico impiego, previsto dall’art. 30, che, a sua volta, aggiunse l’art. 68 bis al d. leg. 3 febbraio 1993, n. 29. L’obiettivo era di sperimentare uno strumento deflattivo, perché finalizzato a rendere uniforme l’interpretazione e l’applicazione di contratti collettivi e, quindi, a contenere il contenzioso in cui sorgesse una questione ad essi relativa. Il modello di riferimento era contenuto nella disciplina delle «Controversie regolate da norme corporative» di cui agli artt. 410, 444 e 467 ss. c.p.c. 1940: l’art. 410, comma 2°, attribuiva alla Magistratura del lavoro di Roma l’interpretazione dei contratti collettivi in vigore “in più circoscrizioni”; gli…

IMPUGNAZIONI

Impugnazione della pronuncia di cessazione della materia del contendere e della condanna alle spese

Cass., sez. VI, 25 gennaio 2018, ord. n. 1851, Pres. Manna, Rel. Scarpa Impugnazioni – Impugnazione parziale – Cessazione della materia del contendere – Presupposti – Giudicato interno. (Cod. proc. civ., art. 329) [1] L’impugnazione della pronuncia di cessazione della materia del contendere richiede l’espressa censura del suo presupposto, rappresentato dalla carenza di interesse alla decisione di merito. In mancanza, poiché la dichiarazione della cessazione della materia del contendere ha carattere preliminare, il suo passaggio in giudicato ex art. 329, comma 2 c.p.c. preclude l’impugnazione delle altre parti della medesima sentenza. Impugnazioni – Ricorso in cassazione – Cessazione della materia del contendere – Condanna alle spese – Soccombenza virtuale – Ammissibilità. (Cod. proc. civ., artt. 91, 360) [2] La condanna…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Impugnazione di riconoscimento del figlio naturale e onere della prova

Cass. civ. Sez. I, 14 dicembre 2017, n. 30122 , Pres. Dogliotti, Est. Di Marzio Prova civile – Filiazione – Riconoscimento di prole naturale – Impugnazione per difetto di veridicità – Onere della prova – Regime probatorio. (Cod. civ., art. 263, 2697, 2730 C.Civ.; Cod. proc. civ., art. 115, 116, 118) [1] Chi impugna il riconoscimento del figlio naturale per difetto di veridicità deve dimostrare in giudizio, anche attraverso presunzioni, la non rispondenza al vero del riconoscimento attraverso un regime di prova che non è diverso rispetto a quello relativo alle altre azioni di stato. CASO [1] Un nipote impugna, per difetto di veridicità (art. 263 c.c.), il riconoscimento di tre figli naturali effettuato da suo zio da tempo scomparso….

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