4 Novembre 2013

Spesometro: settimana cruciale

di Giovanni ValcarenghiSergio Pellegrino Scarica in PDF

 

Comincia la settimana cruciale dello spesometro e, per spirito di solidarietà con tutti i colleghi che – come noi – affondano nelle sabbie mobili di questo odioso adempimento, abbiamo deciso di dedicare a questo tema l’editoriale della settimana.

Per ora non ci sono notizie certe di proroga, nonostante tutte le associazioni si siano unite in un coro di protesta chiedendo a gran voce il rinvio della scadenza, non per inadeguatezza degli operatori, ma per puro senso di civiltà. Infatti, non sono stati rispettati i tempi dello Statuto del contribuente e, sino allo scorso 30 ottobre, sono stati aggiornati i software sul sito delle Entrate. Segno evidente di una sottovalutazione macroscopica della problematica che renderebbe necessario un atto di responsabilità da parte dell’amministrazione; sembra, però, che stia prevalendo la linea della non proroga, sia pure senza applicazione di sanzioni per i ritardatari (ma, ci chiediamo, chi è arrivato in ritardo? Il contribuente, oppure il Fisco?)

Noi, inguaribili ottimisti, ancora ci crediamo, ed imputiamo il silenzio solo alla pausa festiva, al fine settimana lungo che ha allontanato i tecnici dalle loro postazioni (ma non noi dalle nostre scrivanie); ci aspettiamo, dunque, che la ufficializzazione della decisione arrivi proprio all’inizio della settimana.

Peraltro, andrebbe notato che non è solo questione di tempo insufficiente, ma anche di mettere mano ad alcuni problemi che sono stati più volte già messi in luce anche sulle pagine di questo quotidiano.

In alcuni casi, proprio il 30 ottobre scorso, con l’aggiornamento del programma di compilazione (ma non tutti hanno l’onere di verificare quanto contenute nelle procedure!) si sono sistemati alcuni refusi.

Ad esempio, nel quadro FA (operazioni documentate da fattura esposte in forma aggregata) la titolazione del campo relativo alla partita IVA o al codice fiscale era riferita unicamente al cliente; diversamente, la sezione deve essere utilizzata tanto per le operazioni attive che per quelle passive, quindi, più correttamente, la dicitura è riferita a “cliente /fornitore”.

Nello stesso solco, si segnalano le correzioni apportate al quadro SE (campi cognome / denominazione), al quadro FR (eliminato un controllo sulla casella “autofattura”) ed al quadro TA (corretto il controllo sul calcolo dei contatori dei righi compilati nei singoli quadri).

Altre questioni rimangono, tuttavia, ancora sospese. Ad esempio:

  • nel quadro SE “Acquisti di servizi da non residenti (utilizzo in sede di comunicazione annuale spesometro in forma analitica), le istruzioni precisano che vanno collocate le prestazioni di servizi documentate da fatture ricevute da soggetti extracomunitari di cui agli art. da 7-bis a 7-septies del DPR 633/72. Non si comprende il motivo del richiamo dell’art. 7-bis (che riguarda solo acquisti di beni) nonché degli articoli 7-sexies e 7-septies (che riguardano solo rapporti B2C). Probabilmente, vi è un errore nell’oggetto (non si tratterebbe, dunque, solo di prestazioni di servizi), oppure risulta errato il riferimento normativo. E’ stato giustamente osservato che sarebbe bene precisare che gli acquisti in questione sono solo quelli relativi ad operazioni che risultano territoriali in Italia.
  • nel Quadro BL, casella 4 “Acquisti di servizi da non residenti (utilizzo in sede di comunicazione annuale spesometro in forma aggregata)” le istruzioni appaiono assolutamente vaghe, anche se pare di intuire che dovrebbero valere le stesse considerazioni di cui sopra per l’ipotesi di compilazione in forma aggregata.

Potremmo proseguire a lungo, ma ha poco senso farlo nell’imminenza della scadenza. Piuttosto, ci chiediamo se sia questo il biglietto da visita con cui si presenta l’Amministrazione per dare il via al nuovo rapporto tra Fisco e contribuente, per inaugurare una nuova stagione nella quale vi sia una maggiore adesione alle richieste burocratiche, attuate per il bene comune della partecipazione di tutti all’onere del pagamento dei tributi.

Il sorriso si fa amaro se viene alla mente l’articolo 29 del recente “Decreto del Fare” (chi debba fare qualche cosa, al momento, non è dato sapere): gli atti normativi del Governo e gli atti amministrativi … delle amministrazioni dello Stato, … fissano la data di decorrenza dell’efficacia degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini e imprese, al 1° luglio o al 1° gennaio successivi alla loro entrata in vigore, fatta salva la sussistenza di particolari esigenze di celerità … . Per obbligo amministrativo … si intende qualunque adempimento, comportante raccolta, elaborazione, trasmissione, conservazione e produzione di informazioni e documenti, cui cittadini e imprese sono tenuti nei confronti della pubblica amministrazione.

Non significa, forse, che lo stesso Legislatore ritiene giunto il momento di finirla con i tempi delle “mille richieste a pioggia”? Ma siamo visionari se leggiamo le norme vigenti? Pare di sì, perché anche questa prescrizione rimane lettera morta, così come è bene (visti i tempi) decretare le esequie dello Statuto.

Faremo tutto di fretta (tanto le sanzioni sono limitate!) e poi, all’ultimo minuto, butteremo tutto alle ortiche con un gesto di stizza; a tempi scaduti, forse, arriverà la proroga!