24 Dicembre 2021

Riforma delle aliquote ridotte Iva: via libera dall’Ecofin

di Gennaro Napolitano Scarica in PDF

Con l’obiettivo di attribuire agli Stati membri una maggiore flessibilità operativa nella determinazione delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), con riguardo, soprattutto, a specifici settori economici, i Ministri delle Finanze dell’Unione europea, all’esito del Consiglio “Economia e finanza” (Ecofin) dello scorso 7 dicembre, hanno approvato una Proposta di direttiva destinata a emendare la normativa in materia.

In particolare, il nuovo progetto legislativo è destinato a modificare in più punti la precedente Direttiva 2006/112/CE che, appunto, detta le norme in materia di aliquote Iva.

Tali norme, finalizzate a “salvaguardare il funzionamento del mercato interno e ad evitare distorsioni della concorrenza”, risalgono a venti anni fa e, pertanto, non appaiono più in linea con l’attuale contesto economico.

Di qui la necessità di un loro ripensamento nell’ottica di un meccanismo impositivo caratterizzato da “una maggiore diversità delle aliquote Iva”, nonché da una “maggiore flessibilità” a favore degli Stati membri nella fissazione delle aliquote.

In particolare, nella prospettiva tracciata dalla Proposta di direttiva in esame, l’introduzione di aliquote ridotte per determinati beni e servizi dovrebbe “andare a beneficio del consumatore finale e perseguire obiettivi di interesse generale”.

Per tale motivo “il quadro giuridico che consente l’applicazione di aliquote ridotte dovrebbe essere complessivamente coerente con altre politiche dell’Unione” con specifico riferimento, da un lato, al Regolamento (UE) 2021/522, che istituisce un programma d’azione dell’UE in materia di salute per il periodo 2021-2027 (c.d. “Programma UE per la salute” – EU4Health) e, dall’altro, la Comunicazione della Commissione COM (2019) 640 final dell’11 dicembre 2019 sul c.d. Green Deal europeo, senza tralasciare, peraltro, la trasformazione in senso digitale dell’economia.

Lungo le ricordate coordinate del rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari nazionali, dell’economia verde e climaticamente neutra e della rivoluzione digitale, quindi, appare necessario procedere a una riforma del quadro delle aliquote Iva, prevedendo l’estensione dell’ambito di applicazione delle aliquote ridotte sia a beni e servizi “considerati essenziali per sostenere la prestazione di assistenza sanitaria e per compensare e superare le disabilità” sia a alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi “rispettose dell’ambiente” e calate nel contesto della digital economy.

In altri termini, è evidente “la necessità di attualizzare e aggiornare l’elenco dei beni e dei servizi che possono beneficiare delle aliquote ridotte”, attraverso una modifica della Direttiva 2006/112/CE i cui contenuti devono pertanto essere indirizzati in maniera più netta verso il perseguimento di “specifici obiettivi di politica sociale”.

Peraltro, con la Proposta di direttiva in esame il Consiglio Ecofin si è posto l’ulteriore obiettivo di eliminare gradualmente (entro il 1° gennaio 2030) le aliquote Iva ridotte o le esenzioni sui combustibili fossili e su altri beni aventi un impatto ambientale simile alle emissioni di gas a effetto serra. Inoltre, lungo la stessa direttrice, è previsto che le aliquote ridotte e le esenzioni per i fertilizzanti chimici e i pesticidi chimici debbano venir meno entro il 1° gennaio 2032 (ciò per consentire ai piccoli agricoltori di avere tempo per adattarsi al nuovo contesto normativo).

Peraltro, tenuto conto della necessità di evitare la proliferazione di aliquote ridotte per motivi di bilancio e di salvaguardia del principio della parità di trattamento, mantenendo fermo il principio generale secondo cui le aliquote agevolate devono pur sempre “rimanere un’eccezione rispetto all’aliquota normale”, in base alla nuova Proposta di direttiva si mira a consentire ai Paesi membri “di applicare ai beni e ai servizi ammissibili, entro limiti definiti, un massimo di due aliquote ridotte pari almeno al 5 %, un’aliquota ridotta inferiore al minimo del 5 % e un’esenzione con diritto a detrazione dell’Iva a monte”.

I beni e le prestazioni ai quali si prevede di estendere l’applicazione di aliquote Iva ridotte sono, tra gli altri:

  • cessione e installazione di pannelli solari e, più in generale, le fonti energetiche rinnovabili, nonché la fornitura e l’installazione di sistemi di riscaldamento a basse emissioni altamente efficienti che soddisfano i criteri della legislazione ambientale dell’UE (fornitura di energia elettrica, teleriscaldamento e teleraffrescamento e biogas);
  • cessioni di biciclette, comprese le biciclette elettriche, servizi di noleggio e riparazione di tali biciclette;
  • servizi di accesso a internet (nella consapevolezza che “la digitalizzazione svolge un ruolo fondamentale nel creare valore e nel promuovere la competitività”);
  • diritto d’ingresso a manifestazioni sportive o accesso alla diretta streaming di tali manifestazioni o entrambi, diritto di uso di impianti sportivi ed erogazione di corsi di attività sportiva o fisica anche in diretta streaming;
  • prestazioni di servizi fornite nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti (smaltimento delle acque reflue, pulizia delle strade pubbliche, rimozione dei rifiuti domestici e trattamento o riciclaggio dei residui).

Gli Stati membri avranno tempo fino al 31 dicembre 2024 per recepire il nuovo assetto delle aliquote Iva, che entreranno in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2025.