5 novembre 2018

Regime forfettario con soglia a 65.000 euro per tutte le attività

di Alessandro Bonuzzi Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

Una delle novità più rilevanti contenute nella bozza della legge di Bilancio per il 2019 è rappresentata dall’innalzamento a 65.000 euro, per tutte le attività d’impresa e professionali, della soglia di ricavi o compensi per l’applicazione del regime forfettario.

In base al testo della proposta di legge, potranno accedere al regime già dal 2019 le persone fisiche esercenti attività d’impresa o professionale che nel 2018 conseguiranno un ammontare di ricavi ovvero percepiranno compensi, ragguagliati ad anno, non superiori al predetto limite.

Non risulteranno, invece, modificati i coefficienti di redditività da applicare all’ammontare dei ricavi o compensi per la determinazione dei reddito imponibile.

La novella eliminerà gli altri requisiti di accesso oggi operanti; trattasi:

  • del limite di 5.000 euro annuo per le spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori;
  • del limite di 20.000 euro per gli investimenti in beni strumentali.

Dal lato delle cause di esclusione:

  • sarà confermata l’impossibilità di applicare il regime forfetario per chi si avvale di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito, nonché per le persone fisiche non residenti, ad eccezione di quelle che sono residenti in uno degli Stati Ue o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto, e per i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • sarà ampliata la preclusione al regime in presenza di partecipazioni societarie, oltre che in società di persone o in Srl trasparenti, anche in Srl in regime ordinario (quindi non trasparenti);
  • la preclusione riguardante coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro verrà sostituita dall’impossibilità di accedere al forfettario per i soggetti che erano assunti come dipendenti o collaboratori, in forza di uno o più contratti di lavoro dipendente o di co.co.co., e intendono svolgere l’attività d’impresa o professionale prevalentemente nei confronti di quello che nel biennio precedente era uno dei loro datori di lavoro.

Non sono destinate a essere modificate le aliquote dell’imposta sostitutiva applicabili. Quella base rimarrà fissata nella misura del 15%, mentre le partite Iva start-up continueranno a godere dell’aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni. Sarà confermata anche la possibilità di dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali versati nell’anno.

Alla luce dei chiarimenti forniti con la risoluzione 64/E/2018, si evidenza che potranno accedere al nuovo regime forfettario anche gli imprenditori individuali che nel 2018 adottano il regime per cassa e che produrranno, al prossimo 31 dicembre, un volume di ricavi non superiore a 65.000 euro, ancorché abbiano optato per il metodo della registrazione, fermo restando l’osservanza delle cause di esclusione.

Infine, è appena il caso di precisare che l’adesione al regime forfettario comporterà l’esclusione dall’obbligo della fatturazione elettronica che entrerà in vigore, per la generalità delle partite Iva, dal 1° gennaio 2019.

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