30 Gennaio 2015

Proposte di lettura da parte di un bibliofilo cronico

di Andrea Valiotto Scarica in PDF

QUANDO NON SI RIESCE A DIMENTICARE SI PROVA A PERDONARE – Primo Levi

 
Bombardate Auschwitz – Una speranza negata

Bombardate-Auschwitz


Arcangelo Ferri
Il Saggiatore
Pagine – 184
Prezzo – 16,00
L’attacco aereo su Auschwitz era richiesto dalle organizzazioni ebraiche più influenti e dagli stessi deportati, che lo invocarono più volte come estrema speranza nella fase culminante della Shoah, tra il maggio e il novembre del 1944. Ma dagli alti comandi alleati l’ordine – tecnicamente attuabile – non fu mai dato, e la macchina di sterminio nazista, lasciata indenne, poté aggiungere almeno centomila vittime al suo immane bottino. Dando voce a protagonisti come Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz e premio Nobel per la pace, Henry Morgenthau iii, figlio del segretario al Tesoro dell’Amministrazione Roosevelt, Alfred Weber, ingegnere di volo della 15 Us Air Force, e David Wyman, tra i maggiori storici dell’Olocausto, oltre che a documenti e materiali d’archivio inediti, Bombardate Auschwitz ricostruisce la tremenda sfida politica, militare, burocratica che si giocò sulla testa di migliaia d’innocenti condannati a morte. Una sfida che coinvolse i vertici del governo statunitense. Già alla fine del 1942, il presidente Roosevelt, letto il primo rapporto sullo sterminio, dichiarò che l’America avrebbe fermato l’abominio, impegnandosi con queste parole: «I mulini degli dèi macinano lentamente, ma macinano straordinariamente fino». Nel 1944 le macine restarono ferme. Perché? Questo libro contiene molte domande e alcune risposte sul prolungato «silenzio degli Alleati», e sulle responsabilità morali di inglesi e americani, evocate da Elie Wiesel in una frase che esprime tutto il suo abbattimento: «Quando vedevamo i bombardieri passare sulle nostre teste speravamo, pregavamo che colpissero il campo. Ma non l’hanno fatto…».
 
Il Grande Califfato
il_grande_califfatoDomenico Quirico
Neri Pozza
Pagine – 240
Prezzo – 16,00
Il giorno in cui, per la prima volta, parlarono a Domenico Quirico del califfato fu un pomeriggio, un pomeriggio di battaglia ad al-Quesser, in Siria. Domenico Quirico era prigioniero degli uomini di Jabhat al-Nusra, al-Qaida in terra siriana. Abu Omar, il capo del drappello jihadista, fu categorico: «Costruiremo, sia grazia a Dio Grande Misericordioso, il califfato di Siria… Ma il nostro compito è solo all’inizio… Alla fine il Grande Califfato rinascerà, da al-Andalus fino all’Asia». Tornato in Italia, Quirico rivelò ciò che anche altri comandanti delle formazioni islamiste gli avevano ribadito: il Grande Califfato non era affatto un velleitario sogno jihadista, ma un preciso progetto strategico cui attenersi e collegare i piani di battaglia. Non vi fu alcuna eco a queste rivelazioni. Molti polemizzarono sgarbatamente: erano sciocchezze di qualche emiro di paese, suvvia il califfato, roba di secoli fa. Nel giro di qualche mese tutto è cambiato, e il Grande Califfato è ora una realtà politica e militare con cui i governi e i popoli di tutto il mondo sono drammaticamente costretti a misurarsi. Questo libro non è un trattato sull’Islam, poiché si tiene opportunamente lontano da dispute ed esegesi religiose. È soltanto un viaggio, un viaggio vero, con città, villaggi, strade e deserti, nei luoghi del Grande Califfato. Parte da Istanbul e si conclude in Nigeria, fa tappa a Groznyj in Cecenia e nelle pianure di Francia, nel Sahel e in Somalia. Parla di uomini, delle loro storie, delle loro azioni e omissioni. Mostra come al-Dawla, lo stato islamista, esista già, poiché milioni di uomini ogni giorno gli rendono obbedienza, applicano e subiscono le sue regole implacabili, pregano nelle moschee secondo riti rigidamente ortodossi, vivono e muoiono invocandone la benedizione o maledicendone la ferocia. Nondimeno, come Christopher Isherwood approdato nel 1930 a Berlino, con la sua potente narrazione, Domenico Quirico diventa, in queste pagine, «una macchina fotografica» con l’obiettivo così aperto sulla cruda realtà della nostra epoca, che ne svela il cuore di tenebra meglio di mille trattati e saggi.
 
Diario di Oaxaca
OAXACAOliver Sacks
Adelphi
Pagine – 155
Prezzo – 16,00  
Neurologia e letteratura hanno reso celebre Oliver Sacks, ma non sono i suoi unici amori. Le opere dei naturalisti dell’Otto­cento, che sapevano fondere entusiasmo scientifico, senso dell’avventura e spirito di osservazione, sono un’altra delle sue passioni: una passione – verrebbe da pensare – irrevocabilmente relegata nel passato dall’Accademia contemporanea. Invece Sacks ha saputo trovare un’isola di affinità, di a­micizia intellettuale e di genuina e disinteressata erudizione riscoprendo il suo interesse infantile per le piante più antiche al mondo – le felci – e frequentando regolarmente le riunioni dell’associazione che se ne occupa, la American Fern Society. Non stupisce dunque che nel 2000, insieme a una trentina di altri pteridologi più o meno dilettanti, sia partito per una spedizione scientifica informale nella regione in cui sopravvive la più alta concentrazione mondiale di specie di felci – lo Stato di Oaxaca, in Messico – e che abbia tenuto un diario di quei dieci giorni di viaggio. La curiosità debordante, l’acume disinvolto e le capacità associative di Sacks hanno poi fatto il resto: lungi dal limitarsi alla tassonomia botanica, il suo sguardo spazia con levità dall’osservazione del passeggio nello
zócalo di Oaxaca de Juárez alla storia del tabacco e del cacao, dalla distillazione del mezcal all’architettura antisismica degli Zapotechi, dall’astronomia precolombiana alle spirali logaritmiche presenti in natura, dalle esplorazioni gastronomiche di bevande al cocco e cavallette al legame fra arte rupestre e allucinogeni esotici. «La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo» scrisse Pietro Citati a proposito dell’
Uomo che scambiò sua moglie per un cappello – e chiunque leggerà queste pagine deliziosamente divaganti non po­trà che confermare il suo giudizio. 
 
 
Viva il congiuntivo!
Viva_il_congiuntivoValeria Della Valle, Giuseppe Patota
Sperling & Kupfer
Pagine – 167
Prezzo – 15,00
Benché alcuni studiosi lo diano quasi per morto, continua a essere il terrore di studenti e stranieri. Eppure basta poco per impadronirsi delle regole del congiuntivo, come dimostra questo libro. Qualche notizia di storia della lingua per prendere confidenza con l’argomento; una carrellata degli usi e degli abusi, per capire perché «dasse» e «stasse» suonano così bene pur essendo sbagliati; una grammatica facile per imparare a usare con sicurezza il più elegante dei modi verbali.
 
A spasso con il vino
a_spasso_con_il_vinoGelasio Gaetani D’Aragona
Gribaudo
Pagine – 207
Prezzo – 24,00
Un viaggio tra vini, terre, storie. Un percorso alla scoperta di ventitré piccole cantine che esprimono l’eccellenza della cultura vitivinicola italiana, fatta di legami indissolubili tra l’uomo e la terra, tra la natura e il lavoro del vignaiolo. Un progetto che invita ad avvicinarsi al vino percorrendo nuove strade, mettendo in gioco tutti i sensi: i vini sono abbinati a ricette ideate per metterne in risalto le caratteristiche, in un perfetto equilibrio di sapori; i ritratti di Piero Pizzi Cannella colgono l’anima delle aziende e dei territori; i brani musicali del doppio CD allegato al libro catturano e diffondono la passionalità dei produttori, e allargano l’esperienza della degustazione all’udito e al cuore.