25 Luglio 2014

Pedalando in bicicletta

di Chicco Rossi Scarica in PDF

Passeggiando in bicicletta accanto a te, pedalare senza fretta la domenica mattina e poi vedere un campanile di una chiesa che spunta dalle acque di un tranquillo lago di montagna.

Tutto questo è la Val Venosta, altra vallata incantevole di quella splendida regione che è il Trentino Alto Adige.

Per chi ha gamba la partenza è da Merano e dopo 4 chilometri tappa obbligata a Lagundo per visitare i resti della Via Claudia Augusta, la cappella di S. Giuseppe a Velloi o la chiesa di San Ulrico. No, in tutta sincerità non si può non passare per la Forst emblema della lager italiana.

Per quelli che non si sentono troppo Nibali, meglio accorciare la pedalata e partire da Naturno dove è possibile visitare il Castello Juval di proprietà di un vero e proprio mito per non dire leggenda e pioniere delle scalate moderne, quel Reinhold Messner che ha portato il tricolore a svettare su tutti i 148mila del mondo. Chapeau e, in particolare il museo dedicato al mito della montagna.

Ma Naturno vuol dire anche Franz Pratner che insieme alla moglie produce un Reisling di indubbio valore, tant’è vero che l’annata 2012 è stata premiata con i 3 bicchieri. Primo consiglio: non abbiate fretta di conoscere questo bianco di carattere, complesso e articolato, meglio lasciarlo riposare ancora un po’ oltre ai 3 anni che attende prima di presentarsi al mondo intero.

Fate come me che compro e poi mi dimentico di aver comprato. Poi un giorno vado in cantina e scopro di avere dei gran vin che ancora dormono indisturbati e che è giunto il momento di svegliare.

1280px-Etsch_river_near_GlurnsMa noi dobbiamo ancora partire e quindi non c’è tempo da perdere perché prima si parte e più si gode della splendida Glorenza, nostra tappa intermedia.

Si pedala in mezzo alla natura e si può fruire di panorami splendidi che fanno tornare indietro nel tempo.

È un susseguirsi di paesi e castelli, quale quello di Castelbello, originariamente di proprietà dei conti Hendl che nel 1954, dopo un lungo contenzioso lo cedettero allo Stato.

Poco più avanti si incontra il Castello di Coldrano nei pressi di Laces, anch’esso di proprietà dei conti Hendl, di origini svizzere, che lo fecero erigere nel 1475.

Si prosegue passando da Silandro, ben visibile da lontano perché la sua chiesa parrocchiale ha il campanile più alto del Tirolo e infine si arriva a Glorenza, piccolo paese, correggo città, perché tale è, murata, un gioiello indiscusso.

La cinta muraria è opera dell’imperatore Massimiliano I che al termine della guerra sveva che opponeva il Sacro romano impero alla confederazione dei cantoni svizzeri ne decise la costruzione.

Splendido il cammino di ronda con le sue 350 feritoie, 7 torri con le cuspidi e le 3 porte sulle quali, durante il ventennio fascista, furono scolpite alcune scritte inneggianti fascismo, con firma di Mussolini che, sebbene cancellate nel ’45, in alcune parti sono ancora parzialmente leggibili.

E per mangiare? Si può scegliere di andare al gettonatissimo Posta (che è anche albergo) a Glorenza città o, in alternativa tornare un po’ indietro e fermarsi a Sluderno all’agriturismo Birkenhof per immergersi in quel clima alpino che è unico e impagabile, fatto di genuinità e sapore, ma soprattutto rispetto per la natura, elemento che purtroppo troppo spesso manca. O, in alternativa si può andare fino a Malles e con l’occasione visitare la chiesa di S. Benedetto e ammirare l’affresco carolingio ivi presente, quella di Tarces, osservare l’abbazia di Monte Maria a Burgusio per poi passare alle architetture militari come il Fürstenburg, il Castello del Principe.

In sincerità cosa c’è di meglio di sedersi in un prato all’aria aperta, guardando le api rifocillarsi per poi produrre quella delizia che prende il nome di miele, mangiando un gustoso formaggio aromatizzato con qualche erba del posto, un po’ di speck che qui non può mancare e dell’Ur-Paarl, il pane aromatizzato con cumino, trigonella e finocchio, inventato nel XIII secolo nell’abbazia benedettina di Monte Maria, vicino a Burgusio.

E da bere? Io stapperei un gran Pinot nero. Stiamo parlando del Trattmann Mazon 2012 della cantina Girlan dal consueto color rosso rubino con sfumature granate. All’olfatto sentori di frutta matura, ciliegia e marasca. Al palato la giusta morbidezza e delicatezza, con splendidi tannini fruttati.

E per i più golosi una gustosissima albicocca della Val Venosta.

campanile di curonTorniamo in sella e allunghiamo fino a passo Resia, dove nasce l’Adige e dove è possibile ammirare il campanile di Curon vecchia, in particolare della chiesa trecentesca di Santa Caterina, ultima testimonianza di Curon, Resia e San Valentino, paesi che sono stati sacrificati in nome del progresso (?) rappresentato dalla costruzione della diga artificiale. A proposito, ricordate che avevo scritto di aver comprato “La voce degli uomini freddi” di Corona?

Ne consiglio a tutti la lettura per capire come la natura deve essere rispettata e allora lei ci rispetterà.