3 Aprile 2020

Parte il primo bando per i distretti del cibo

di Luigi Scappini Scarica in PDF

Il Mipaaf, con avviso del 17 febbraio 2020, protocollo n. 10898, ha dato il via libera al primo bando relativo alle agevolazioni previste per i cd. distretti del cibo, il cui termine ultimo di presentazione scade il prossimo 18 maggio 2020.

Come noto, con il comma 499 dell’articolo 1, L. 205/2017 (la cd. Legge di bilancio per il 2018) ha integralmente sostituito l’articolo 13 D.Lgs. 228/2001, rimodulando e ridefinendo le caratteristiche dei distretti del cibo, forme di aggregazione introdotte per promuovere lo sviluppo territoriale, nonché favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.

Si considerano distretti, fermo restando che il riconoscimento spetta alle singole Regioni e Provincie autonome, tra gli altri, i distretti rurali e agroalimentari di qualità, i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata concentrazione di pmi agricole e agroalimentari, quelli produttivi locali anche a carattere interregionale nonché quelli localizzati in aree urbane o periurbane e i biodistretti e i distretti biologici.

Ai sensi dell’articolo 7, Decreto Mipaaf n. 7775 del 22 luglio 2019, cui rimanda il provvedimento, la misura degli aiuti concessi viene fissata dai relativi provvedimenti in misura pari a una percentuale delle spese ammissibili e nel rispetto delle intensità massime previste per ogni tipologia di aiuto.

Le percentuali sono ridotte quando a fruirne sono soggetti non riconducibili nel perimetro delle pmi; del resto, la ratio sottesa all’introduzione dei distretti del cibo, sulla falsariga di quanto successivamente visto con i contratti di rete, è quello di promuovere forme di aggregazione tra soggetti di medio piccola dimensione in modo da poter competere in un settore che, al di fuori del perimetro interno, presenta dimensioni maggiori.

In particolare, per quanto attiene ai contratti di distretto, nel caso di investimenti connessi alla produzione agricola primaria i contributi sono previsti nella misura massima del 40%, elevata al 50% nelle Regioni meno sviluppate, percentuali confermate anche nell’ipotesi di investimenti nel settore della trasformazione e della successiva commercializzazione dei prodotti agricoli.

Nel caso di spese sostenute per la partecipazione dei produttori agricoli a regimi di qualità, il contributo, per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli, ammonta al 50%.

Infine, è da rilevare che le spese per R&S, nel settore agricolo, sono sostenute in misura integrale.

Le spese, per poter essere ammesse all’agevolazione, devono essere eseguite a mezzo di strumenti tracciabili.

Per quanto riguarda le spese ammesse all’agevolazione, per la cui definizione compiuta si rimanda all’allegato al provvedimento, si evidenzia come esse varino in funzione della tipologia di intervento cui sono connesse, sottolineando, tuttavia, come vi rientrino sia gli investimenti in suoli, immobili, capi allevabili nonché il miglioramento tecnologico e informatico a mezzo dell’acquisto di programmi specifici.

Ai sensi dell’articolo 7 del provvedimento Mipaaf, come detto, viene individuato nel 17 aprile il termine ultimo per la presentazione della domanda, pena la inammissibilità.

Alla domanda deve essere allegato, ovviamente, il programma del contratto di distretto in cui siano evidenziati, tra gli altri, i presupposti e gli obiettivi del contratto, il piano finanziario di copertura delle spese ammissibili e le relative previsioni economiche, patrimoniali e finanziarie.

Il Mipaaf avrà 60 giorni di tempo, a decorrere dalla chiusura del bando, per accertare la regolarità e la completezza della documentazione presentata e provvederà a inoltrare le relative domande alle singole Regioni e Provincie autonome per verificare l’eventuale possibilità di un cofinanziamento.

I progetti ammessi vengono successivamente sottoposti a una valutazione tecnico economica, superata la quale, al soggetto capofila proponente viene richiesto, nel termine di 90 giorni dalla comunicazione di approvazione del Programma, la presentazione della proposta definitiva al Mipaaf a cui farà seguito, nel termine di ulteriori 60 giorni, l’attività istruttoria della proposta definitiva.

L’erogazione effettiva delle agevolazioni, che si ricorda consiste in contributi in conto capitale, avviene, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 14 del provvedimento Mipaaf, per stato di avanzamento, subordinatamente all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli interventi ritenuti ammissibili.

È possibile richiedere, a titolo di anticipazione, un importo nella misura massima del 30%, previa presentazione di fidejussione irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare e di durata adeguata.

Per l’erogazione dei singoli SAL, i soggetti beneficiari devono procedere alla trasmissione, tramite il soggetto proponente, della relativa documentazione di spesa necessaria per i riscontri e le verifiche sugli interventi realizzati.