14 Settembre 2019

L’attività di controllo sulle piccole e medie imprese

di Davide Albonico Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

In un precedente contributo sono stati evidenziati gli indirizzi operativi, contenuti nella circolare n. 19/E/2019 e rivolti agli uffici presenti sul territorio, per le attività di prevenzione e contrasto all’evasione.

Con specifico riferimento alle piccole e medie imprese, che rappresentano i contribuenti con la più alta numerosità tra i soggetti titolari di partita Iva, la circolare chiarisce che, parallelamente all’attività di controllo, gli uffici dell’Agenzia delle entrate saranno impegnati a promuovere l’adempimento spontaneo e a garantire assistenza ai contribuenti destinatari delle lettere di compliance, selezionando per il controllo coloro che non hanno giustificato l’anomalia comunicata, con l’utilizzo del canale Civis, o non hanno modificato il loro comportamento a seguito della ricezione della comunicazione.

Già nel corso del secondo semestre del 2019 è in programma l’invio di comunicazioni ai contribuenti che presentano particolari anomalie dichiarative, ovvero hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva.

L’enorme mole di dati a cui avrà accesso l’Agenzia delle entrate sarà fondamentale per un’attenta analisi del rischio e selezione dei contribuenti da assoggettare ai tradizionali controlli, evitando così sul nascere possibili frodi fiscali. Tale attività di analisi del rischio e selezione dovrà essere in ogni caso realizzata attraverso un uso appropriato delle banche dati e dei relativi applicativi informatici messi a disposizione.

Per le imprese di minori dimensioni, l’attenzione si focalizzerà nei confronti di soggetti che sottofatturano le prestazioni attive o portano in detrazione costi non inerenti all’attività esercitata; indice di tali comportamenti potrebbero rinvenirsi:

  • nell’effettuazione di acquisti da soggetti che omettono la presentazione delle relative dichiarazioni fiscali e del modello “Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva”;
  • nella presenza di un elevato importo dei costi cd. “residuali”;
  • negli acquisti effettuati da controparti che dichiarano l’esercizio di attività rientranti in codici Ateco cd. residuali (ad esempio i codici che terminano con la dicitura n.c.a.);
  • nella presenza di bassa redditività anche a fronte di ricavi costanti o in crescita nel tempo.

Quanto invece alle imprese di medie dimensioni, le stesse saranno idealmente divise in due macro categorie:

  • per le imprese meno strutturate, con volume d’affari o ricavi inferiori a 25 milioni di euro potranno essere utilizzati, ai fini della selezione in funzione dell’attività di controllo, gli applicativi comunemente adoperati per l’attività di analisi;
  • per le imprese con volume d’affari o ricavi compresi tra 25 e 100 milioni di euro, l’attività sarà incentrata principalmente sui fenomeni di pianificazione fiscale nazionale ed internazionale che comportano l’erosione di base imponibile dal territorio dello Stato.

Una volta selezionati i soggetti, gli Uffici dell’Agenzia delle entrate dovranno porre particolare attenzione alla corretta individuazione delle modalità di controllo da adottare.

Le strutture provinciali, nell’ambito dell’attività di verifica, daranno priorità al controllo dei soggetti a maggior rischio di evasione fiscale o ai casi più complessi, concentrando l’attenzione su concrete situazioni di rischio ed evitando di impegnare risorse in contestazioni di natura essenzialmente formale.

Nell’ambito delle attività istruttorie interne le strutture operative dovranno utilizzare le indagini finanziarie attingendo alle informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari.

Interessante è poi il passaggio nel quale viene posto l’accento sull’importanza del contradditorio preventivo perché, garantendo l’effettiva partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento, può rendere la pretesa tributaria adeguatamente motivata.

Come già anticipato, i soggetti destinatari delle lettere di compliance che non hanno regolarizzato la loro posizione, potranno essere soggetti a controlli così da indurre i contribuenti a un comportamento sempre più collaborativo. A tal riguardo, nel corso dell’anno saranno messe a disposizione degli uffici operativi le liste dei soggetti destinatari nel corso del 2018 delle apposite comunicazioni concernenti anomalie, relative al triennio 2014-2016, degli studi di settore che risultano non aver mutato il comportamento ritenuto anomalo.

L’Agenzia delle entrate ricorda, infine, come nel corso delle attività di controllo delle compensazioni e delle agevolazioni fiscali, gli Uffici si concentreranno sia sui soggetti che hanno indebitamente utilizzato crediti d’imposta in compensazione orizzontale, sia sui soggetti destinatari di benefici e incentivi fiscali (quale ad esempio il credito d’imposta per attività di “ricerca e sviluppo”), ponendo particolare attenzione anche ai casi in cui crediti palesemente fittizi risultino utilizzati in compensazione per il pagamento di somme iscritte a ruolo, di somme dovute a seguito di atti di recupero o di avvisi di accertamento definiti in adesione dal contribuente.

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