14 Febbraio 2019

La territorialità Iva dei lavori di realizzazione delle opere infrastrutturali

di Marco Peirolo Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

Con la risposta all’interpello n. 47 del 12 febbraio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha definito, alla luce delle norme interpretative introdotte dal Regolamento UE 1042/2013, giuridicamente vincolanti per tutti gli Stati membri a partire dal 1° gennaio 2017, quale sia il luogo impositivo di alcuni specifiche prestazioni di servizi aventi per oggetto opere infrastrutturali riconducibili alla nozione di “bene immobile” novellata dall’articolo 13-ter Regolamento UE 282/2011.

L’istante ha riferito che, in qualità di soggetto pubblico unico incaricato dell’attuazione dei Progetti di “Investimento Territoriale Integrato” (ITI), stipulerà specifici contratti d’appalto – a seguito di espletamento di gara pubblica – per l’esecuzione delle seguenti prestazioni:

  • direzione lavori e coordinamento sicurezza di talune “opere” da realizzarsi interamente nel Paese X ed altre da realizzarsi parte nel Paese X e in parte in Italia;
  • lavori di realizzazione di infrastrutture da realizzarsi interamente nel Paese X ed altre da realizzarsi parte nel Paese X e parte in Italia.

Sulla base di quanto rappresentato, trattasi delle seguenti opere infrastrutturali:

  • costruzione di un ponte ciclabile sul fiume e di una pista ciclabile;
  • realizzazione di un’area ricreativa, con parcheggio attrezzato per camper;
  • realizzazione di un percorso ciclabile lungo il confine tra l’Italia e il Paese X;
  • manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici siti in Italia nel Paese X;
  • restauro di edifici siti in Italia e nel Paese X.

Secondo l’Agenzia, “qualora oggetto di appalto siano prestazioni di servizi relativi alla realizzazione, direzione e coordinamento della sicurezza delle predette opere «infrastrutturali», le stesse rientrano tra le prestazioni relative a beni immobili e, pertanto, sono da assoggettare ad Iva ai sensi della normativa sopra citata nel luogo in cui detti beni sono situati indipendentemente dal luogo di stabilimento del prestatore o del destinatario di tali servizi”.

Tale conclusione presuppone, allo stesso tempo, che le opere infrastrutturali di cui sopra siano qualificabili come “beni immobili” e che le prestazioni di servizi poste in essere, riguardanti la direzione lavori e coordinamento sicurezza e la realizzazione delle opere stesse, siano classificabili come prestazioni relative a beni immobili.

In merito al concetto di “bene immobile”, il richiamato articolo 13-ter Regolamento UE 282/2011 definisce come tale:

  • una parte specifica del suolo, in superficie o nel sottosuolo, su cui sia possibile costituire diritti di proprietà e il possesso;
  • qualsiasi fabbricato o edificio eretto sul suolo o ad esso incorporato, sopra o sotto il livello del mare, che non sia agevolmente smontabile né agevolmente rimuovibile;
  • qualsiasi elemento che sia stato installato e formi parte integrante di un fabbricato o di un edificio e in mancanza del quale il fabbricato o l’edificio risulti incompleto, quali porte, finestre, tetti, scale e ascensori;
  • qualsiasi elemento, apparecchio o congegno installato in modo permanente in un fabbricato o in un edificio che non possa essere rimosso senza distruggere o alterare il fabbricato o l’edificio.

Le opere infrastrutturali oggetto dell’istanza di interpello costituiscono beni immobili come si desume agevolmente dalle Note esplicative della Commissione europea relative al Regolamento UE 1042/2013, che – nel distinguere tra fabbricato e edificio – specificano che gli edifici possono comprendere anche opere di ingegneria civile, quali strade, ponti, aerodromi, porti, dighe, condotte del gas, impianti idrici e fognari, nonché impianti industriali quali centrali elettriche, turbine eoliche, raffinerie, ecc.

L’individuazione del “nesso sufficientemente immediato e diretto” che deve sussistere tra la prestazione e il bene immobile affinché la prima sia “relativa” al secondo e, quindi, soggetta a Iva nel luogo in cui il bene immobile è situato deve avvenire in funzione non solo del contenuto dell’articolo 47 Direttiva 2006/112/CE e del corrispondente articolo 7-quater, comma 1, lett. a), D.P.R. 633/1972, ma anche della doppia elencazione dei servizi contenuta nell’articolo 31-bis Regolamento UE 282/2011, in cui sono riportate, sia pure in via esemplificativa, le prestazioni che, rispettivamente, si considerano e non si considerano relative a beni immobili.

Nel caso di specie, assume senz’altro rilevanza la norma “madre”, cioè l’articolo 47 Direttiva 2006/112/CE e il corrispondente articolo 7-quater, comma 1, lett. a), D.P.R. 633/1972, ove vengono richiamate “le prestazioni inerenti alla preparazione e al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari”, ma anche, avuto riguardo alle altre tipologie di prestazioni oggetto dell’istanza di interpello:

Pare confermato, in definitiva, che le prestazioni di servizi relative alla realizzazione, direzione e coordinamento della sicurezza delle predette opere infrastrutturali siano da assoggettare a Iva in base al criterio territoriale del luogo di ubicazione del bene immobile.

A tal fine, occorre tenere in considerazione che, come esplicitato nelle Note esplicative, la circostanza che uno o più beni immobili si trovino in una zona geografica più vasta all’interno di una giurisdizione (come una città o una regione) o che si trovino in diversi Stati membri non incide, di per sé, sull’esistenza del “nesso immediato e diretto”. Nei casi, però, in cui la prestazione del servizio avvenga in più di una giurisdizione, l’imposta sarà ripartita proporzionalmente fra le giurisdizioni di competenza.

Enti non profit: profili giuridici e fiscali