7 Maggio 2016

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

LOGO-BANCA-ESPERIA-POS2-300x34.jpgExecutive Summary

Settimana focalizzata sulle notizie in arrivo dalle banche centrali. A sorprendere gli investitori la RBA australiana che ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto, portandolo al minimo storico di 1.75%: la decisione viene motivata dai timori sull’economia legati alla valutazione del dollaro australiano e dalla necessità di scongiurare il pericolo deflazionistico ormai presente nel paese. In Europa, Mario Draghi difende la politica monetaria espansiva della BCE contro le critiche tedesche arrivate lo scorso fine settimana: le parole del governatore hanno inizialmente sostenuto le quotazioni dei titoli di Stato e abbassato i rendimenti, mentre sui listini azionari pesa la debolezza del settore bancario. Elementi di sorpresa arrivano dal mercato dei cambi: frena la divisa giapponese nonostante la mancanza di nuovi stimoli monetari da Tokyo, mentre il dollaro, dopo un movimento di indebolimento, resta stabile sotto quota 1.15.

 

Europa

Stoxx Europe 600 -3.02%, Euro Stoxx 50 -3.49%, Ftse MIB -4.20%

 

Stati Uniti

S&P 500 -1.21%, Dow Jones Industrial -0.95%, Nasdaq Composite -1.25%

 

Asia

Nikkei -7.64%, Hang Seng -5.98%, Shangai Composite -1.10%, ASX +0.76%

 

Indicazioni macroeconomiche

 

Europa

Pubblicato ieri, il bollettino economico della BCE che rimarca gli elementi di debolezza dell’area, con il ritmo insufficiente di attuazione delle riforme e le difficoltà legate ai mercati emergenti; ancora, occhi puntati sull’inflazione, la cui persistente debolezza non deve trasferirsi sui salari, rimarca il Presidente Draghi. Per l’Eurozona nel suo complesso, i prezzi alla produzione di marzo si attestano in lieve crescita su mese (+0.3%), ma in netto caso annuale (-4.2%). In linea con le precedenti letture gli indici Markit Pmi manifatturiero, Composto e Servizi, rispettivamente a 51.7, 53 e 53.1 punti ad aprile.  .

 

Stati Uniti

L’indicazione più importante della settimana sono sicuramente i nuovi occupati relativi al mese di aprile, risultati più deboli delle attese (160k contro 200k), ma comunque sostenuti, con un tasso di disoccupazione confermato al 5% e un numero positivo (seppure piccolo) di nuovi occupati nel settore manifatturiero, dopo due letture negative. L’aumento su base annua dei salari si porta al 2.5%, livello peraltro già visto ad inizio anno. Nonostante il netto incremento del mese precedente, e un aumento dei redditi personali a marzo dello 0.4%, non riescono a crescere le spese personali della popolazione, stabili al +0.1% Se in riferimento ad aprile delude le stime, l’indice Ism manifatturiero, a 50.8 punti a fronte dei 51.4 attesi, rassicurano invece i mercati i dati sul settore servizi, con Ism non manifatturiero che sale lo scorso mese a 55.7 punti, in primis per i nuovi ordini. In sintesi, nessuna ulteriore accelerazione dell’economia USA, ma un passo ancora accettabile per la crescita, senza troppe paure sul fronte prezzi. Quasi perfetto per le idee della Fed.

 

Asia

In Giappone, il settore manifatturiero evidenzia in aprile la peggior performance da gennaio 2013, colpita dal forte calo della produzione a causa soprattutto del terremoto che ha colpito il distretto industriale di Kumamoto a metà aprile: l’indice Nikkei segna 48.2 punti dopo i 49.1 di marzo. Per quanto riguarda la Cina, l’attivitá del settore manifatturiero si é contratta per il quattordicesimo mese consecutivo ad aprile, complice una domanda stagnante, obbligando così le imprese a ridurre i posti di lavoro a un ritmo più intenso: l’indice si trova sotto la soglia 50, dunque in territorio di contrazione, da marzo 2015.

 

Newsflow societario

 

Europa

In Europa, ancora qualche trimestrale proveniente dal settore bancario. HSBC ha registrato un calo degli utli netti del 14% annuo che, pur essendo migliore di quando atteso dalle stime, sottolinea come la banca continui a risentire del difficile contesto finanziario. Più  in difficoltà la svizzera UBS, che ha riportato un calo degli utili del 60% nel Q1, in linea con il consensus, e la tedesca Commerzbank, per la quale il calo degli utili  netti è stato invece del 52%. BNP Paribas registra invece una crescita trimestrale del 10% dei profitti, grazie ai minori accantonamenti per prestiti alle società del settore energia dovuti alla graduale ripresa in corso, nonostante gli alti livelli di volatilità dei mercati e i bassi tassi di interesse continuino a pesare sui conti.

Nelle telecomunicazioni, secondo alcune fonti, Vodafone avrebbe scelto tra gli altri Merrill Lynch e UBS come joint global coordinators per la quotazione della sua branch in India, da lungo attesa.

Tra i produttori di materie prime, Glencore ha riportato un calo della produzione di rame, zinco, carbone e petrolio dovuto all’attuale corso dei prezzi delle commodities e, secondo alcune fonti, starebbe considerando la cessione di alcune miniere d’oro per più di $2mld. Rio Tinto ha dato l’approvazione finale per l’espansione dell’impianto minerario di rame di Oyu Tolgoi in Mongolia, terzo per dimensioni nel paese, con un investimento di oltre $5mld. AcerlorMittal, maggiore produttore di acciaio al mondo, si è detta leggermente più ottimista sulle prospettive del mercato delle commodities, migliorando l’outlook sulla Cina, ma ha mantenuto invariata la propria guidance per il 2016.

Nel farmaceutico, Sanofi ha dichiarato che potrebbe alzare l’offerta da $9.3mld per acquisire Medivation, rivolgendosi direttamente agli azionisti se il management di quest’ultima non si dimostrerà pronto ad entrare in trattative costruttive.

In Italia newsflow incentrato ancora questa settimana su banche e telecomunicazioni. I titoli bancari sono protagonisti di forti vendite a Piazza Affari soprattutto a inizio settimana, scontando la reazione dei mercati al decreto governativo sul recupero crediti e alla mancata quotazione di Popolare Vicenza: dopo che l’offerta si è conclusa con la sottoscrizione del 7.66% €0.1, Borsa Italiana non ha disposto l’avvio delle negoziazioni e il Fondo Atlante, subentrato a UniCredit come garante dell’operazione, avrà una partecipazione nel capitale della banca vicentina pari al 99.33%. in tema M&A, Intesa Sanpaolo ha firmato un accordo per la cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card a Mercury, azionista di Icbpi e controllato da un consorzio formato da Advent, Bain Capital e Clessidra, in un’operazione da €1.04mld; Carige ha invece dichiarato tramite il suo Cda che non sussistono le condizioni di praticabilità per la proposta formulata da Apollo, pur manifestando la disponibilità a confrontarsi, eventualmente anche con il fondo americano, sul tema sofferenze.

Nelle telco, l’AD di Fastweb Alberto Calcagno dice che la società andrà avanti con la sua rete, che non può permettersi di aspettare Enel e che la quota Metroweb non è in vendita. Lato suo, Enel, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe invece vicina ad un’offerta per Metroweb; nel mentre, insieme a State Grid Corp e China Three Gorges Corp, ha presentato offerte per una partecipazione del 16% in Renova Energia SA, la società brasiliana specializzata in energia rinnovabile che ha bisogno di capitali freschi dopo che lo scorso anno non è riuscita a cedere alcuni asset.

Mentre Urbano Cairo non sembra preoccupato della possibilità di una eventuale nuova cordata che potrebbe contrastare la sua Ops su Rcs, in attesa dell’approvazione del prospetto dell’operazione da parte di Consob, per Telecom Italia, secondo il 24 Ore, prende sempre più piede l’ipotesi di non cedere Inwit e la possibilità alternativa di vendere una quota sul mercato mantenendo il controllo. Il quotidiano scrive inoltre che si fa più forte la spinta a considerare la cessione del Brasile e che un’offerta per il 100% di Metroweb dovrebbe arrivare prima del cda di venerdì prossimo.

Nel settore auto, Fiat Chrysler ha siglato con Google Self-Driving Car Project un accordo di collaborazione, in base al quale sarà integrata la tecnologia di guida autonoma di Google nei nuovi minivan ibridi Chrysler Pacifica Hybrid 2017. Dopo aver riportato cifre in crescita per le nuove immatricolazioni sia in Italia che negli USA, l’AD Marchionne ha sottolineato che il discorso del consolidamento dell’industria dell’auto non è morto, anche se con GM non ci sono spazi di trattativa. Marchionne è diventato altresì AD di Ferrari, in seguito alle dimissioni dopo 26 anni di Amedeo Felisa: la società ha messo a segno la miglior performance del Q1 di sempre, chiudendo il trimestre con utili in rialzo a doppia cifra, ma non ha dato ulteriori indicazioni, nonostante molti analisti considerino ormai gli obiettivi 2016 conservativi.

Per quanto riguarda le quotazioni, è stata martedì la volta di Technogym, che ha archiviato con un rialzo dell’11.38% il primo giorno di negoziazioni.

 

Stati Uniti

Ancora qualche trimestrale di rilievo, in particolare nel settore oil e nel farmaceutico, mentre si riducono le operazioni di M&A che suscitano particolare interesse.

Exxon Mobil e Chevron hanno rilasciato la peggiore trimestrale degli ultimi dieci anni, impattate da bassi prezzi del petrolio e un eccesso di offerta di carburanti, condizioni che hanno portato a una compressione dei margini di raffinazione: i risultati della prima hanno comunque superato le attese degli analisti, mentre per la seconda si sono allineati al consensus. Inoltre, dopo quasi un anno di tentativi, a causa delle opposizioni delle autorità antitrust, salta la fusione miliardaria tra due nomi storici dei servizi petroliferi, Halliburton e Baker Hughes: la prima si ritrova a dover pagare la penale da $3.5mld prevista per il fallimento dell’operazione alla rivale, che impiegherà $1.5mld per il riacquisto di azioni e $1mld per ridurre il debito, e ha inoltre dichiarato di valutare altre acquisizioni nel settore, in modo da competere più efficacemente coi principali competitor.

Nel farmaceutico, i risultati di Pfizer superano le attese grazie al fatturato dei nuovi trattamenti per cancro e artrite, oltre ai risultati di Hospira, la società fornitrice di prodotti ospedalieri acquisita lo scorso anno: il management alza la guidance e, tramontata la fusione con Allergan, dichiara che deciderà entro l’anno cosa fare della divisione farmaci generici. I ricavi di Merck disattendono il consensus penalizzati dalla scarsa domanda dei trattamenti per diabete ed artrite, frutto della presenza di nuovi compeitors come Eli Lilly; la società supera comunque le attese a livello di utili, grazie alle forti azioni di taglio costi implementate. Guardando alla distribuzione, CVS Health registra risultati sopra le attese tramite i ricavi del programma pharmacy benefit management che si interpone tra assicurazioni e case farmaceutiche. Sempre nel medicale, Quintiles, fornitrice di prodotti alle cause farmaceutiche, si fonderà con la società attiva nell’informazione health care IMS Health, in un’operazione da $18mld che punta ad offrire un servizio completo ai propri clienti.

Nel retail, la trimestrale di Alibaba ha segnato ricavi in crescita annua del 39%, tuttavia con utili in calo a causa dei forti investimenti che la società sta attuando per penetrare nuovi settori come la consegna di cibo, cercando così di rispondere alle mosse di Amazon; i mercati hanno comunque apprezzato i risultati, fiduciosi che gli sforzi attuali porteranno frutti. Da parte sua, Amazon ha rilasciato risultati trimestrali decisamente superiori alle attese sia in relazione ai ricavi, sia all’utile netto, così fugando i dubbi di diversi analisti sulle possibilità di crescita e redditività del titolo: il marcato rialzo di venerdì è, infatti, coinciso con la revisione al rialzo delle stime da parte di molti broker. Target starebbe per dare un giro di vite a tutta la propria catena di approvvigionamento, operazione che rientrerebbe nel piano di riorganizzazione generale da alcuni miliardi di dollari che la società ha intrapreso: verrebbero quindi abbassate le tempistiche ai fornitori, parallelamente all’imposizione di penali per ritardi, nel tentativo di competere con i principali rivali come Walmart.

Nella cosmesi, sorprendono in negativo i risultati di Avon che, continuando a faticare a imporre i propri prodotti a causa dell’elevata competizione, registra il diciottesimo trimestre di ricavi in calo e una perdita netta, nonostante le azioni di ristrutturazione attuate dal management.

Per finire, in tema M&A, International Paper acquisirà invece per $2.2mld in contanti il business della lavorazione della carta(con numerosi impianti distribuiti per tutto il paese) del real estate investment trust Weyerhaeuser, come parte di un piano strategico di dismissione di asset non core da parte di quest’ultima. Secondo alcune fonti, Apollo Global Management avrebbe acquisito Maxim Crane Works e AmQuipCrane Rental nel tentativo di creare un’unica società statunitense di impianti di sollevamento dal valore di circa $ 1.4mld

 

The week ahead

 

Europa

L’attenzione sarà focalizzata sulla lettura preliminare del PIL del Q1, atteso invariato al +0.6% trimestrale e al +1.6% su base annua. Disponibili inoltre i numeri della produzione industriale di marzo.

 

Stati Uniti

Principale focus sarà negli Stati Uniti  il valore dell’inflazione misurato dai prezzi alla produzione di aprile: il PPI domanda finale è atteso in crescita mensile dello 0.3% dopo il precedente -0.1% e in crescita annua dello 0.2%. Le scorte all’ingrosso e le vendite retail daranno un’idea della condizione dei consumi interni.

 

Asia

Inflazione di aprile sotto i riflettori anche in Cina, con CPI atteso al +2.3% e PPI al -3.8% su base annua. Per il Giappone, in arrivo Bilancia dei Pagamenti e indice di Massa Monetaria.

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