2 Dicembre 2013

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

America ai massimi storici, positivi anche tutti gli altri indici

La Borsa di New York ha chiuso una settimana anomala, contraddistinta dalla chiusura per il Giorno del Ringraziamento, con tutti gli indici sui massimi storici. Non ci sono stati interventi da parte della Banca Centrale ed i mercati hanno preso spunto soprattutto dai dati macro pubblicati in settimana. Come fatto notare da una serie di autorevoli analisti, il flusso di notizie macro dell’ultimo periodo è il carburante ideale per la crescita dei listini: è sufficientemente positivo per alimentare le aspettative di crescita dell’economia per il 2014 ma non è abbastanza forte da generare timori di surriscaldamento dell’economia, che avrebbero come effetto una immediata reazione della FED. L’indice Dow Jones è cresciuto dell’ 1.2% nell’ultima settimana, lo S&P dell’ 1.5% e il Nasdaq del 3%, grazie alla performance positiva di una serie di titoli legati al Tech.

In Asia i mercati hanno mostrato una performance positiva, alimentata soprattutto dalla buona impressione fatta dal documento finale del Plenum del Partito in Cina la scorsa settimana e da una serie di livelli decrescenti in sequenza raggiunti dal cambio Dollaro/Yen, che ha favorito gli esportatori giapponesi. Il Nikkei fa segnare una progressione negli ultimi cinque giorni dell’ 1.8%, sostanzialmente immune alle tensioni sino-giapponesi di carattere territoriale, HK dello 0.6%, la Corea guadagna 2 punti percentuali, l’India cresce del 3% e l’Australia continua ad essere il peggior perfomer dell’area con un calo dello 0,5% a causa di una serie di pubblicazioni di dati aziendali che hanno mandato in caduta libera i titoli di numerose compagnie.

In Europa i movimenti degli indici azionari sono stati nuovamente positivi in settimana. In assenza di particolari news o appuntamenti legati all’attività delle Banche Centrali, sono stati i dati macroeconomici pubblicati nell’Area Euro a fare da propulsore ai mercati. Dopo gli indici Zew ed Ifo usciti meglio delle aspettative la scorsa settimana anche il Business Climate e la Industrial e Service Confidence a livello aggregato Eurozona sono risultati migliori delle attese. Meno brillanti del previsto le Vendite al dettaglio tedesche.

Il Dollaro, in assenza di interventi significativi da parte delle Banche Centrali, ha continuato a percorrere la strada che aveva impostato la settimana scorsa ed è tornato ad un livello superiore all’1.36 contro Euro, con un indebolimento che compromette, secondo numerosi analisti, il livello di competitività del comparto industriale europeo orientato all’export. Contro Yen invece il Biglietto Verde ha quasi raggiunto i massimi visti nel mese di Maggio, con ovvi benefici per le imprese nipponiche, osservabili anche in molte trimestrali che mettono in evidenza utili migliori delle attese non solo per una “top line” rilevante ma anche per un effetto forex favorevole.

In Europa, il comparto Fixed Income è stato caratterizzato da una sostanziale tenuta nonostante il downgrade dell’Olanda da AAA a AA+ da parte di Standard & Poor’s, che invece ha poi rivisto in positivo il proprio giudizio sul debito spagnolo che, a questo punto, ha meno probabilità di essere ridotto a “junk”.

In evidenza il buon andamento di tutte le aste in Europa, con particolare rilevanza per quelle in Italia, che hanno permesso un ritorno dello Spread tra Bund e BTP Decennale in area 230. Buona anche la supply in campo corporate, con numerose nuove emissioni appartenenti soprattutto al comparto industriale.

Settimana Influenzata dal Thanksgiving Day e in parte dagli sviluppi geopolitici

La settimana appena trascorsa ha avuto una valenza relativa in quanto il Week-end lungo del Giorno del Ringraziamento in America ha sottratto volumi ed operatività alla maggior parte dei mercati. Tornano però all’attenzione degli operatori alcune controversie di carattere geopolitico; da una parte il Nuovo Corso a Teheran ha permesso la negoziazione di un accordo, peraltro e per ora di sei mesi, con il resto del mondo, che mira ad un allentamento dell’embargo verso l’Iran in cambio di una serie di misure che dovrebbero servire ad incanalare l’attività nucleare dei persiani verso un utilizzo realmente orientato alla produzione di energia: quindi nessuno sviluppo di centrifughe di nuova generazione e arricchimento dell’uranio ad una gradazione non compatibile con usi bellici. Da una parte l’accordo ha suscitato l’ira di Israele e la perplessità da parte dei Repubblicani, ma dall’altra ha rasserenato il mood sui mercati e ha permesso un allentamento dei prezzi del greggio.

L’altro punto di riflessione è il riaccendersi delle schermaglie territoriali tra Cina e Giappone. E’ un argomento che ciclicamente torna alla ribalta: questa volta l’oggetto del contendere è una parte di un corridoio aereo. Lo scontro tra le due diplomazie ha comportato il consueto Show-down, con spostamento di navi da guerra nel Pacific Rim e l’America che mostra i muscoli facendo transitare nello spazio aereo conteso un paio di B52 Stratofortress, per quanto disarmati, secondo quanto comunicato prontamente dal Pentagono. Però il Giappone ed i suoi indici non sembrano avere risentito più di tanto secondo gli analisti delle tensioni geopolitiche e si sono maggiormente concentrati sui dati emersi negli Stati Uniti, che hanno favorito l’ascesa del dollaro contro Yen e la conseguente performance positiva degli esportatori. I numeri pubblicati in settimana evidenziano come, dopo la netta accelerazione delle rilevazioni durante i mesi estivi, l’attività economica negli USA stia sostanzialmente tenendo, con l’effetto dello ShutDown che al momento non sembra aver prodotto danni devastanti ma con ancora alcune incertezze: gli ordini di beni durevoli, se osservate escludendo la componente aerospace, sembrano decisamente sottotono e sotto le attese. Positivo invece lo sviluppo delle vendite al dettaglio, nonostante alcuni dati di confidence peggiori delle aspettative. Buone sensazioni sembrano invece provenire dal comparto Real Estate, che questa settimana ha pubblicato numeri che sembrano essere piuttosto positivi.

Labour Report in USA la prossima settimana

La prossima settimana sarà caratterizzata da una nuova serie di dati che in questo momento rappresentano la rilevazione più importante per la Federal Reserve. Infatti, dopo la pubblicazione dei numeri relativi al Real Estate, l’attenzione degli investitori sarà rivolta soprattutto a quanto emergerà dal Labour Report che, come di consuetudine, verrà pubblicato il primo Venerdì del mese. Inoltre saranno pubblicate entrambe le versioni dell’Institute for Supply Management Index, manifatturiero e non, la spesa per costruzioni, le New Home Sales ed il Beige Book. Quest’ultimo, malgrado la costruzione fortemente aneddotica che lo contraddistingue, dovrebbe fornire un tessera aggiuntiva per la composizione del quadro relativo alla crescita economica utilizzata dalla FED per la determinazione delle proprie strategie. Chiuderà la settimana la pubblicazione dell’Indice di Confidenza pubblicato dall’Università del Michigan.

 

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