19 Novembre 2014

Intervista ai condirettori di Accertamento e contenzioso

di Euroconference Centro Studi Tributari
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Perché nasce l’esigenza di una nuova rivista mensile dedicata all’accertamento e al contenzioso?

La prima immediata riposta, finanche scontata, è di sottolineare l’estrema attualità delle tematiche trattate, soprattutto in considerazione dell’incremento dell’attività di controllo che è stato registrato negli ultimi anni, caratterizzati da continui proclami di incremento della lotta all’evasione. Tale prioritaria riflessione merita però di essere implementata. L’idea di una rivista tematica è collegata anche alla volontà di offrire ai lettori uno strumento pratico, che sappia non soltanto illustrare le novità normative e di prassi, o le principali posizioni giurisprudenziali, ma soprattutto tradurre in esemplificazioni e concetti immediati un mondo altamente complesso quale quello accertativo, analizzato nelle sue molteplici sfaccettature. La sfida non è affatto semplice attesa l’estrema farraginosità del sistema tributario italiano, continuamente aperto a interpretazioni di vario genere. Di fatto, ciò che appare indispensabile è la realizzazione di una rivista che sappia essere sia uno strumento di aggiornamento costante, che  una “guida” pratica per la risoluzione delle principali problematiche professionali in materia; il tutto, peraltro,  evitando per quanto possibile tecnicismi ridondanti. La conoscenza simultanea del modus operandi del fisco, delle statuizioni e degli istituti normativi, del trend giurisprudenziale e delle eccezioni sollevabili a difesa del contribuente rappresenta una “base di partenza” ottimale, non soltanto per la costruzione di un valido percorso difensivo in fase contenziosa, quanto anche per la prevenzione e/o gestione dell’accertamento fiscale in fase di genesi.

 

A chi si rivolge la rivista?

La rivista non ha “confini” o perimetri ben delineati. Potrebbe erroneamente immaginarsi che sia dedicata in via esclusiva a coloro che si occupano da sempre di contenzioso, ma non è così per una serie infinita di ragioni, tra cui estrapoliamo le tre principali motivazioni. In primo luogo, l’aumento notevole dei controlli porta con se l’implicito corollario che proprio il “mondo” dell’accertamento e delle relative implicazioni può divenire una nuova area di sviluppo dell’attività professionale. In tale direzione a essere interessati non sono esclusivamente i professionisti del settore contabile, essendo sufficiente pensare al numero sempre maggiore di avvocati che si specializzano o intendono specializzarsi nel diritto tributario. Appare pertanto errata una rinuncia a priori da parte del professionista all’approfondimento della tematica, posto che determinate fasi del confronto con il fisco possono essere tranquillamente gestite da qualsiasi consulente, pur in assenza di particolari “doti” o “predisposizioni”. In considerazione degli attuali periodi di crisi, precludersi uno sviluppo lavorativo non sembra essere la soluzione ottimale.  In secondo luogo, il rapporto con la clientela richiede oggi in capo al professionista, tra le altre “qualità”, la capacità di gestire le diverse fasi del confronto con il fisco, dall’accertamento fino alle problematiche della riscossione. Il cliente potrebbe richiedere una grande attenzione in questa direzione e ciò inevitabilmente andrà a rappresentare un parametro di “concorrenzialità” rispetto ad altri professionisti: essere in grado di gestire le predette fasi potrà essere valutato come fattore “discrimine” nella scelta del professionista, con conseguenti effetti benefici nell’economia complessiva del raffronto con il cliente.  In terzo e ultimo luogo, si ritiene che ormai l’approccio consulenziale debba cambiare in funzione dei tempi. Non è più possibile limitarsi alla mera elaborazione dei dati, alle dichiarazioni e all’assistenza di base. Il consulente deve saper spaziare e soprattutto guidare il proprio cliente verso le scelte migliori. Tra gli altri aspetti, diviene fondamentale saper illustrare al cliente le problematiche accertative e conseguentemente effettuare un lavoro di prevenzione, per evitare le aree di maggior rischio (sia sufficiente pensare all’adeguata documentazione da conservare in caso di distruzione della merce per evitare la contestazione di vendite non fatturate).  Si tratta dunque di un ambito di consulenza particolarmente apprezzato e valorizzato, se non altro dal confronto dal costo della prevenzione rispetto alle possibili conseguenze in termini di imposte, sanzioni e interessi. Prevenire i punti di debolezza o comunque saper rintuzzare, in maniera adeguata, le contestazioni mosse in sede di controllo rappresentano assunti fondamentali ai fini della preparazione di un procedimento tributario con elevate possibilità di vittoria. L’alternativa è quella di ritrovarsi, come spesso si è avuto modo di riscontrare nelle esperienze pratiche, con situazioni profondamente minate alla base, vale a dire con elementi contabili, gestionali, economici, comportamentali  e sostanziali tali da rendere, a prima vista, valide le conclusioni del fisco ed estremamente arduo e difficoltoso l’iter di tutela e garanzia.

 

Come è strutturata la rivista?

La rivista è idealmente suddivisa in 5 aree tematiche: accertamento, riscossione, istituti deflattivi, contenzioso, implicazioni di carattere penal-tributario. L’idea di fondo è di analizzare a beneficio dei professionisti l’evoluzione dei comparti sistematicamente individuati delle varie fasi che connotano la materia in argomento: amministrativa ed istruttoria preaccertativa; accertativa pura; deflattiva; di riscossione; contenziosa tributaria e penal-tributaria. Tutte le aree preelencate saranno ovviamente caratterizzate da un sguardo predominante alle novità normative e alla più recente giurisprudenza, di merito e di legittimità, essendo obbligatorio monitorare l’evoluzione della materia. Allo stesso tempo, ampio spazio sarà dedicato agli istituti procedurali e processuali, oltre che ovviamente all’analisi dell’iter endoprocedimentale che conduce dalle diverse tipologie di controllo espletate alla concretizzazione degli accertamenti, in modo da consentire una ragionevole disamina delle motivazioni di legittimità e di merito poste a fondamento del controllo effettuato. Ovviamente non possono mancare idonee riflessioni non soltanto in tema di istituti deflattivi, ma anche sugli iter della riscossione, fase divenuta ormai di estrema delicatezza. Infine, doveroso interesse sarà dato alle problematiche connesse al contenzioso tributario, ivi incluso le implicazioni di carattere penale, alla luce delle recenti modifiche normative intervenute. Conclude la rivista un osservatorio mensile della principale giurisprudenza.

 

Perché abbonarsi?

Chiunque, in maniera più o meno ripetuta, si è trovato ad affrontare problematiche connesse all’accertamento o al contenzioso tributario. L’ambito è quanto mai complesso, caratterizzato da una miriade di disposizioni, dal mix di aspetti tipicamente legali da un lato e “ragionieristici” dall’altro, fino ad arrivare al coacervo di adempimenti e indicazioni di prassi non sempre semplici in cui districarsi. All’atto pratico la necessità di conoscere gli aspetti principali legati alle diverse fasi del confronto con l’amministrazione finanziaria  rappresenta uno strumento indispensabile per il consulente.  La rivista nasce in forza delle esperienze condivise sul piano professionale dai componenti del comitato scientifico di Euroconference e dal confronto con i partecipanti agli eventi formativi. Di qui l’idea di proporre uno strumento valido, sia di riflessione che operativo, per supportare in maniera adeguata le scelte da effettuare, i comportamenti da adottare e le possibilità che si offrono nella gestione delle delicate fasi del rapporto con l’amministrazione finanziaria.

 

Quale gli utilizzi ottimali della rivista?

La domanda è sicuramente di difficile risposta. L’auspicio è che la rivista possa divenire una sorta di guida o di memento per poter affrontare con serenità la lite (potenziale o effettiva) con il fisco.  Molto però deve essere effettuato sul fronte della prevenzione e in tale direzione la conoscenza degli aspetti essenziali dei diversi istituti diviene fondamentale. Inoltre, la rivista non opera preclusioni di sorta, essendo destinata ad accogliere anche la posizione (a titolo meramente personale), di diversi funzionari sia dell’Amministrazione finanziaria che di Equitalia, in modo da poter offrire un ampio punto di osservazione non soltanto circoscritto al mondo professionale. Posta in questi termini la questione, la rivista può divenire fondamentale in fase preventiva, in funzione dell’analisi delle diverse modalità di selezione e controllo attuate dal fisco. Allo stesso modo, è di particolare importanza nel caso della gestione diretta delle problematiche accertative e deflattive, con lo scopo di coadiuvare il professionista nella “missione” di contenere l’esito dell’accertamento e di, per quanto possibile, definirlo fruendo delle sanzioni ridotte. Infine, sarà uno strumento utile per la fase della riscossione per la gestione del contenzioso, con particolare riguardo all’ambito penale. In tale ultima direzione, infatti, le principali preoccupazioni sono almeno due: da un lato la notevole riduzione delle soglie di evasione fiscale in presenza delle quali si addiviene alla contestazione di un reato tributario; dall’altro, il sempre maggiore coinvolgimento del professionista sul fronte delle responsabilità civilistiche e penali, atteso il suo ruolo di presunto “regista occulto” dell’evasione conseguita dal contribuente. In definitiva, l’auspicio è che la rivista possa divenire un punto di riferimento per il professionista impegnato nelle tematiche dell’accertamento e del contenzioso, con relativo apporto sostanziale alla risoluzione dei principali problemi.