3 Giugno 2021

Imprenditorialità: quali le competenze più ricercate

di Luisa Capitanio – Imprenditrice, consulente di strategia e organizzazione per PMI Scarica in PDF

Desideri realizzarti mettendo in pista un progetto tuo e poi ti blocchi per la paura di non avere quegli elementi distintivi e necessari per fare impresa. 

Una paura che viene ulteriormente ingigantita da altre paure: quella del fallimento e quella del giudizio, che impediscono spesso la nascita di idee imprenditoriali davvero interessanti e innovative. 

Nel nostro Paese, intraprendere è una scelta davvero coraggiosa. Non solo per la componente del rischio, dalla quale non ci si può esimere, ma anche per le complessità burocratiche, amministrative e normative che rendono tutto più difficile e fanno venire dei gran mal di testa.

Ma quando il sogno è grande, il desiderio di lasciare un segno del proprio passaggio in questo mondo, la voglia di fare stare meglio le persone e l’aspirazione di realizzare sé stessi, le paure e le avversità diventano sfide.


EntreComp, il quadro di riferimento dell’UE per le competenze dell’imprenditorialità,

spiega che “imprenditorialità è far fiorire nuove idee

e lavorare sulle opportunità, generando valore per gli altri.”


Non solo una sfida, dunque, ma anche una missione che si porta appresso un bel bagaglio di qualità e competenze strategiche. Vediamole:

  1. Avere iniziativa. La capacità di tradurre l’idea in azioni che, una dopo l’altra, danno forma al progetto.
  2. Attivare l’innovazione. Fare innovazione non significa creare qualcosa che non esisteva prima, ma dare una connotazione di unicità e distinzione al proprio progetto rispetto ai competitor di riferimento.
  3. Pianificare la crescita del progetto definendo gli obiettivi di avanzamento, i momenti di verifica e gli indicatori di misurazione.
  4. Assumersi il rischio. Farlo però in modo misurato. Cioè, come dicevano i nostri nonni, non fare il passo più lungo della gamba. Significa definire quanto si intende investire nel progetto, il piano d’azione che dovrà portare ai risultati attesi e prevedere una o più strategie di uscita, a seconda degli scenari immaginati.
  5. Non fermarsi davanti alle difficoltà. Perseverare e tenere duro, affrontando le criticità che irrimediabilmente si insinuano nel cammino di ogni imprenditore. Ottimismo e ricerca di soluzioni rendono ogni difficoltà una sfida e il loro superamento accresce l’autostima e potenzia la resilienza.
  6. Rivedere la strategia. Se il progetto avviato non si dimostra di successo, in tutto o in parte, la capacità di ridefinirlo mantenendo una giusta distanza emotiva.

E come dice Simon Sinek, avere chiaro lo scopo, il perché profondo che ci ha fatto innamorare del progetto e ci ha indotto a scendere nell’arena competitiva.

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