10 Marzo 2022

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 7 marzo

di Lucia RecchioniSergio Pellegrino Scarica in PDF

La 73esima puntata di Euroconference In Diretta si è aperta, come di consueto, con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate le novità della scorsa settimana.

La sessione “adempimenti e scadenze” è stata poi dedicata alla rettifica della detrazione Iva connessa all’ingresso o alla fuoriuscita dal regime forfettario, mentre nell’ambito della sessione “caso operativo” è stata analizzata la certificazione contabile richiesta per le spese di R&S, IT e Design.

Durante la sessione “approfondimento”, infine, è stato esaminato il tema del test del patrimonio netto e del riporto delle perdite nella fusione.

Numerosi sono stati i quesiti ricevuti: anche oggi, come le scorse settimane, pubblichiamo la nostra top 10 dei quesiti che abbiamo ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, per noi ci sono:

3. AMMORTAMENTI: COSA ACCADE IN CASO DI ACCESSO AL FORFETTARIO?

2. RIVALUTAZIONE KNOW HOW: QUALE PERIODO PREVISTO PER L’AMMORTAMENTO?

1. RETTIFICA ALLA DETRAZIONE E BENI DETENUTI IN LEASING

 

# 10

Le spese di certificazione contabile di una PMI innovativa


Le spese di certificazione contabile dei costi R&S di una PMI innovativa che non supera i limiti dimensionali dell’articolo 2477 del codice civile, possono essere computate in aumento del credito d’imposta entro il limite di 5.000 euro?

L.T.


L’articolo 1, comma 205, L. 160/2019 dispone la possibilità di riconoscimento delle spese di certificazione contabile dei costi R&S, IT, design e ideazione estetica, direttamente in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro e nel rispetto dei limiti annuali di credito, “per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti”.

Nella risposta all’interpello n. 246/2020, l’Agenzia delle entrate ha giudicato inammissibili al credito d’imposta le spese di certificazione contabile sostenute dalla PMI innovativa.

Le motivazioni si fondano sulla non riconducibilità della PMI innovativa nel novero delle imprese “non obbligate per legge alla revisione legale dei conti”.

Le PMI innovative sono tenute alla certificazione del bilancio da parte di un revisore contabile o di una società di revisione, per espressa previsione di legge dell’articolo 4, comma 1, lettera b), D.L. 3/2015, che indica quale requisito obbligatorio “la certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili“.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con nota prot. n. 222697 del 3.11.2015 e successiva circolare n. 3683/C/2015, prot. n. 222703, ha precisato che l’obbligo di certificazione del bilancio in capo alle PMI innovative rientra nell’ambito della revisione legale e non volontaria.

 

# 9

Riallineamento post fusione e versamento rateale


Per riallineare valori fiscali e contabili nelle operazioni di fusione per incorporazione, è possibile effettuare l’affrancamento attraverso il versamento dell’imposta sostitutiva del 12%, ai sensi del co. 2 ter dell’articolo 176 del D.P.R. n. 917/1986, mediante versamento rateizzato ex articolo articolo 1 D.M. 25/07/2008?

F.G.


Il comma 8 dell’articolo 1 D.M. 25/07/2008 dispone che il versamento dell’imposta sostitutiva deve essere effettuato necessariamente in tre rate di cui la prima, pari al 30% dell’importo complessivamente dovuto, entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito e Irap afferenti al periodo d’imposta in cui l’operazione straordinaria è stata perfezionata oppure, in caso di opzione ritardata o reiterata, a quello successivo.

La seconda rata, pari al 40% e la terza, pari al 30%, devono essere corrisposte entro il termine per il versamento a saldo Ires e Irap relative, rispettivamente, al primo e al secondo oppure al secondo e al terzo periodo successivo a quello di realizzazione della fusione per incorporazione.

 

# 8

La mera trasmissione dell’F24 può integrare il reato?


Come può la trasmissione dell’F24 integrare i presupposti del reato?

G.G.


La sentenza n. 7296 del 02.03.2022 si concentra su un’ipotesi di reato di indebita compensazione, previsto dall’articolo 10 quater D.Lgs. 74/2000, in forza del quale è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versi le somme dovute, utilizzando in compensazione, crediti non spettanti per un importo annuo superiore a 50.000 euro; la sanzione è più elevata (reclusione da un anno e sei mesi a sei anni) nel caso in cui oggetto di compensazione siano invece crediti inesistenti, sempre per un importo annuo superiore ai 50.000 euro.

Nell’ambito della suddetta fattispecie di reato anche la mera trasmissione di un modello F24 può integrare modalità di consumazione del reato, in quanto i professionisti sono portatori di specifiche e necessarie conoscenze tecniche che impongono loro di effettuare controlli sulla documentazione che viene consegnata.

 

# 7

Rivalutazione alberghi: quali beni possono essere rivalutati?


Tra i beni utilizzati nel settore alberghiero si possono considerare beni da rivalutare anche gli immobili classificati A2? alcuni locali con piccola cucina altri solo uso camere in aggiunta alla struttura alberghiera

S.A.G.


Possono essere oggetto di rivalutazione i beni materiali e immateriali, diversi dai c.d. “beni merce”, e le partecipazioni in imprese collegate e controllate costituenti immobilizzazioni.

La rivalutazione, quindi, non è limitata agli immobili accatastati come alberghi.

 

# 6

Ivie e Ivafe da pagare anche in caso di esenzione


Non ho capito perché soggetti che hanno l’esenzione dalle imposte sui redditi devono pagare Ivie e Ivafe

C.T.


Secondo l’interpretazione offerta dall’Agenzia delle entrate l’Ivie e l’Ivafe non sono imposte dirette, ragion per cui devono essere liquidate in ogni caso. L’Ivie e l’Ivafe, infatti, mirano ad equiparare il trattamento fiscale relativo al possesso all’estero di immobili e attività di natura finanziaria da parte di soggetti residenti nel territorio dello Stato con quello previsto per gli immobili e le attività finanziarie detenute in Italia, per i quali si applica, rispettivamente, l’imposta municipale propria (Imu) e l’imposta di bollo.

 

# 5

Rettifica detrazione Iva: quali documenti sono richiesti?


Da forfetario a ordinario e rettifica IVA a favore: Per poter eseguire la rettifica IVA a favore  dei beni strumentali ammortizzabili è necessario che un forfetario tiene facoltativamente il registro dei beni ammortizzabili?

A.S.S.S.


No, non è richiesta la tenuta del registro dei beni ammortizzabili. Si ricorda, tuttavia, che, come precisato nella la circolare 328/E/1997, si rende in questo caso necessario predisporre apposita documentazione, che potrà essere richiesta dall’Amministrazione finanziaria, nella quale indicare distintamente per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni facenti parte del patrimonio aziendale.

 

# 4

Da regime forfettario a ordinario: quando utilizzare il credito Iva?


Passaggio da regime forfettario a regime ordinario nel 2022: va indicato nella dich. iva 2023 VF70, ma quindi lo utilizzerò dal 2023? o devo farlo risultare come credito iva al 01.01.2022 (periodo prec) e farlo rientrare nella liquid. iva primo trim.2022?

G.B.M.


Se l’ultimo anno di applicazione del regime forfettario è il 2021, la rettifica alla detrazione deve essere operata nella dichiarazione Iva 2023, relativa all’anno 2022.

Con specifico riferimento al momento dal quale risulta possibile utilizzare il credito Iva non vi sono chiarimenti ufficiali; applicando i principi generali previsti, tuttavia, può ritenersi che il credito Iva possa essere utilizzato già in occasione del primo versamento periodico successivo all’uscita dal regime forfettario. Sul punto può essere richiamata la circolare 17/E/2012, sebbene riferita al regime di vantaggio ai sensi del D.L. 98/2011.

# 3

Ammortamenti: cosa accade in caso di accesso al forfettario?


Cosa succede agli ammortamenti nel caso di accesso al regime forfettario oppure viceversa nel caso di fuoriuscita dal regime forfettario. Grazie?

S.A.


Il passaggio dal regime ordinario a quello forfettario comporta la sospensione degli ammortamenti; viceversa, il passaggio dal regime ordinario a quello forfettario comporta la ripresa degli stessi.

Non è mai stato ufficialmente chiarito il trattamento delle quote ammortamento residue dei beni strumentali acquistati prima dell’ingresso nel regime. La dottrina ritiene tuttavia di poter far riferimento ai chiarimenti espressi dalla circolare 13/E/2008 con riferimento al regime dei minimi, secondo i quali le eventuali quote residue di ammortamento rilevano dopo l’uscita dal regime, ovviamente a condizione che il bene non sia stato nel frattempo dismesso. In altri termini, durante l’applicazione del regime agevolato gli ammortamenti non sono deducibili ed il residuo costo fiscale dei beni strumentali resta sospeso.

# 2

Rivalutazione know how: quale periodo previsto per l’ammortamento?


La capitalizzazione per la rivalutazione del KOWN HOW in quanti anni si ammortizza? se non ho capito male non dovrebbe avere il termine allungato a 50 anni.

B.L.


L’articolo 1, comma 622, della Legge di bilancio 2022, inserendo il comma 8-ter all’articolo 110 Decreto Agosto, ha previsto che il maggior valore “imputato ai sensi dei commi 4, 8 e 8-bis” (ossia, in occasione dell’adesione ai regimi di rivalutazione e/o di riallineamento) alle attività immateriali le cui quote di ammortamento, ai sensi dell’articolo 103 Tuir, sono deducibili in misura non superiore ad un diciottesimo del costo o del valore (come, ad esempio, i marchi e l’avviamento), deve essere dedotto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, in almeno 50 anni.

Il know how, invece, non rientra tra i beni soggetti alle richiamate limitazioni.

# 1

Rettifica alla detrazione e beni detenuti in leasing


Se l’attrezzatura dell’esempio è detenuta in leasing, il passaggio a forfettario comporta comunque la rettifica alla detrazione?

P.N.


In questo caso non si rende necessario effettuare la rettifica della detrazione “per quinti” come previsto per i beni strumentali, ma è comunque richiesta la rettifica della detrazione nel caso di servizi non utilizzati.

Rientrano infatti tra i suddetti servizi non utilizzati anche le quote dei canoni di leasing relative ai periodi di vigenza del regime forfettario.

Si pensi, ad esempio, ad una rata di canone di leasing semestrale pagata il 1° dicembre con detrazione dell’Iva; in caso di passaggio al regime forfettario dovremo versare l’Iva relativa alle prime cinque mensilità dell’anno in cui è avvenuto l’accesso al regime agevolato.

Stesso discorso può essere esteso all’eventuale maxicanone iniziale per il quale è stata detratta l’Iva.

 

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