6 Maggio 2021

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 3 maggio

di Lucia RecchioniSergio Pellegrino Scarica in PDF

La 40esima puntata di Euroconference In Diretta si è aperta, come di consueto, con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate tutte le novità di prassi e giurisprudenza della scorsa settimana.

La sessione “adempimenti e scadenze” è stata poi dedicata alle novità in materia di Isa, mentre nel corso dello speciale “agevolazioni edilizie” è stata analizzata la nuova check list del CNDCEC per il visto di conformità previsto dalla disciplina del superbonus.

Durante la sessione “approfondimento”, infine, sono stati esaminati i profili di nullità della notifica postale al contribuente irreperibile.

Numerosi sono stati i quesiti ricevuti: le risposte verranno caricate, a partire da oggi, sulla Community di Euroconference In Diretta su Facebook, nonché nella sezione materiali di Euroconference In Diretta sulla piattaforma Evolution.

Anche oggi, come le scorse settimane, pubblichiamo la nostra top 10 dei quesiti che abbiamo ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, per noi ci sono:

3. VISTO DI CONFORMITÀ E INDIPENDENZA

2. VISTO DI CONFORMITÀ: CONTROLLI RICHIESTI

1. NUOVE CAUSE DI ESCLUSIONE ISA: COSA FARE SE L’ATTIVITÀ È INIZIATA DAL 2019 DOPO LA SCISSIONE?

 

Per aderire alla Community di Euroconference In Diretta  https://www.facebook.com/groups/2730219390533531/

# 10

Costruzione nuovo ascensore e superbonus


Nel caso di costruzione di un nuovo ascensore, per presenza nel condominio di una persona disabile, l’agevolazione del 110 spetta solo alla persona disabile, o anche agli altri condomini?

A. C.


A seguito delle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2021, è possibile beneficiare del superbonus anche a seguito di interventi finalizzati alla rimozione delle barriere architettoniche, tra i quali figurano, tra l’altro, anche l’installazione di ascensori.

Trattasi, più precisamente, di interventi “trainati”, i quali, quindi, richiedono contestuali interventi “trainanti” di efficientamento energetico.

Inoltre, gli interventi sono agevolati anche se effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni.

Tutto quanto premesso, tuttavia, deve ritenersi che la detrazione non competa solo alla sola persona disabile, ma anche agli altri condomini.

 

# 9

Rimborsi spese dipendenti in smart working


Con che criterio è stato determinato un rimborso di 0,50 € per il dipendente in smart working?

E.E.


La domanda fa riferimento a quanto precisato dall’Agenzia delle entrate nell’ambito della risposta all’istanza di interpello n. 314/2021.

I rimborsi spese sono fiscalmente irrilevanti se soddisfano le due seguenti condizioni:

  • il rimborso spese deve essere erogato a fronte di un costo sostenuto dal dipendente nell’interesse esclusivo del datore di lavoro;
  • il quantum del rimborso spese deve essere oggettivamente determinabile.

Alla luce delle richiamate premesse, dunque, nel caso in esame l’Agenzia delle entrate ha ritenuto non imponibili ai fini Irpef le somme corrisposte ai dipendenti proprio perché “il criterio per determinare la quota dei costi da rimborsare ai dipendenti in smart working, in sostanza, si basa su parametri diretti ad individuare costi risparmiati dalla Società che, invece, sono stati sostenuti dal dipendente. Sulla base di tale considerazione, si ritiene corretto che la quota di costi rimborsati al dipendente, possa considerarsi riferibile a consumi sostenuti nell’interesse esclusivo del datore di lavoro”.

 

# 8

Compenso per il visto: sono vincolanti le indicazioni del CNDCEC?


Quanto vincolanti sono le indicazioni del CNDCEC per il compenso per il visto?

C.V.


Le indicazioni del CNDCEC non sono affatto vincolanti; è rimesso al libero accordo tra le parti la valutazione del compenso da riconoscere al professionista che appone il visto di conformità.

Si ricorda, tuttavia, che, laddove esso venga computato tra le spese detraibili, sarà soggetto ad una valutazione di congruità rispetto al grado di complessità e urgenza dell’incarico ricevuto.

 

# 7

Recesso del socio della Sas: data di efficacia


In merito al recesso, essendo un negozio unilaterale ricettizio, il socio perde ogni diritto dalla data della notifica del recesso alla società e pertanto gli effetti del recesso anche fiscali e di attribuzioni dell’utile non decorrerebbero dal 2019?

M. G.


Il quesito si riferisce a quanto precisato nell’ambito della risposta ad istanza di interpello n. 306 del 21/04/2021, commentata nel corso della sessione di aggiornamento.

Si condivide quanto esposto nel quesito, poiché la natura di atto giuridico unilaterale recettizio implica che esso si perfeziona ed esplica effetto (generalmente e salvo diverse previsioni statutarie) nei confronti della società e dei soci, dal momento in cui perviene a loro conoscenza.

È tuttavia necessario ricordare che, ai sensi dell’articolo 2300, comma 3, cod. civ. “Le modificazioni dell’atto costitutivo, finché non sono iscritte, non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza”.

Alla luce della richiamata previsione, dunque, il socio che recede da una Sas risponde, nei confronti dei terzi (e, quindi, anche nei confronti dell’Amministrazione finanziaria) delle obbligazioni sociali sorte fino al momento in cui il recesso è iscritto nel registro delle imprese (o fino al momento, se anteriore, in cui il terzo ne sia venuto a conoscenza).

 

# 6

Superbonus: quando è necessario il reddito imponibile?


In che periodo di imposta il contribuente deve avere un reddito imponibile per beneficiare del superbonus? In tutti e 5?

R.N.


Si ritiene che la verifica vada fatta nel periodo di sostenimento della spesa agevolata. Nel caso in cui si voglia optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura si ritiene invece irrilevante la situazione nei successivi periodi d’imposta.

 

# 5

Applicazione degli Isa in presenza di cause di esclusione


Anche se il soggetto è escluso da Isa, può comunque applicarli se sa di poter raggiungere un buon punteggio?

D.P.


Al fine di fornire una risposta al quesito prospettato possiamo far riferimento ai chiarimenti offerti dalla circolare AdE 16/E/2020, con la quale è stato precisato che il giudizio di affidabilità fiscale può legittimamente produrre gli effetti previsti dalla norma istitutiva solo in determinate condizioni che consentono la corretta applicazione degli Isa stessi; di conseguenza, anche con riferimento all’accesso ai benefici premiali, poiché trattasi di una norma di favore nei confronti di determinate categorie di soggetti, il legislatore ha previsto che siano rispettate tali condizioni per poter fruire dei benefici stessi.

 

#4

Compenso per il visto e cessione del credito


I compensi corrisposti dal contribuente per il Visto di Conformità apposto su pratica cessione del credito, su spese di ristrutturazione 2020, sono detraibili in dichiarazione, non dovendo essere obbligatoriamente cedute insieme alla detrazione. Corretto?

A. S.


L’opzione per la cessione del credito deve necessariamente riguardare l’intero importo della detrazione spettante; non è ammessa la cessione parziale con indicazione, in dichiarazione, della restante parte della detrazione.

 

# 3

Visto di conformità e indipendenza


Un commercialista può apporre il visto di conformità  bonus 110% ad un familiare, o a un collega di studio?

ST.ASS.B. & V.


Assume rilievo, in questo caso, quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate nella risposta all’istanza di interpello n. 61/2021 (“si ritiene che il professionista abilitato, ai sensi del comma 3 dell’articolo 3 del d.P.R. n. 322 del 1998, possa apporre autonomamente il visto di conformità ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al citato articolo 119 comma 11 e 121 del decreto Rilancio, dallo stesso esercitata in qualità di beneficiario della detrazione”).

Il professionista può quindi apporre il visto di conformità anche se beneficiario della detrazione è egli stesso, un familiare o un collega di studio.

 

# 2

Visto di conformità: controlli richiesti


Vorrei sapere quanto chi appone il visto di conformità debba entrare nel merito della spettanza delle detrazioni, riguardo in particolare alle questioni tecniche

ST. ASSOCIATO AC


Il visto di conformità, nell’ambito della disciplina del superbonus, è finalizzato ad attastare la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

Come chiarito dal CNDCEC nella sua check-list “le verifiche da effettuare… si risolvono anche in questo caso in un mero controllo formale di tipo documentale, analogo a quello effettuato sulla documentazione prodotta dal contribuente ai fini del rilascio del visto di conformità sul modello 730”.

 

# 1

Nuove cause di esclusione Isa: cosa fare se l’attività è iniziata dal 2019 dopo la scissione?


Il codice 16 per causa di esclusione ISA può essere utilizzato in caso di newco costituita il 16 dic 2019 e beneficiaria poi di operazione di scissione?

B. M.


Con il richiamato codice è individuata la seguente causa di esclusione: “contribuenti che hanno aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019”.

Non può tuttavia ignorarsi quanto chiarito nello stesso D.M. 02.02.2021: “Tali cause di esclusione sono state individuate in continuità logica con le condizioni in base alle quali sono stati individuati i soggetti destinatari di contributi a fondo perduto o di ristori, a opera dei provvedimenti che si sono succeduti nel corso del 2020, per far fronte alle gravi difficoltà economiche di alcune categorie di soggetti particolarmente colpiti dalla crisi prodotta dalla diffusione del Covid-19″.

Nello specifico, la causa di esclusione prevista per i contribuenti che hanno aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, “consente di superare la difficoltà legata al calcolo della diminuzione dei ricavi del 2020 rispetto all’anno precedente per chi ha iniziato l’attività nel 2019 evitando, anche in questo caso, l’introduzione di nuovi oneri dichiarativi così come previsto al comma 1 dell’art. 148 del decreto-legge n. 34 del 2020. L’esclusione in argomento si pone, altresì, in continuità logica con quella ordinariamente prevista per gli indici sintetici di affidabilità fiscale dalla lettera a) del comma 6 dell’art. 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017, estendendone la portata anche al secondo anno nel quale il contribuente ha iniziato l’attività”.

Adottando gli stessi criteri previsti, appunto, al fine di individuare i contribuenti cui risultano spettanti i contributi a fondo perduto, giova ricordare che, con la circolare 22/E/2020 è stato chiarito quanto segue: “Sono pertanto inclusi tra i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 esclusivamente i soggetti per cui la data di apertura della partita Iva ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 coincide o è successiva a tale data (restano fermi gli ulteriori requisiti disposti dalla norma), a prescindere dalla data di inizio effettivo dell’attività. Ciò anche al fine di evitare incertezze in relazione all’identificazione del limite temporale identificato dal legislatore”.

Alla luce di quanto appena esposto, dunque, deve attribuirsi rilievo, in via generale, alla data di apertura della partita Iva, indipendentemente dall’inizio dello svolgimento dell’attività.

Fermo restando quanto appena precisato, però, non può ignorarsi che, con la stessa circolare 22/E/2020, con riferimento al contributo a fondo perduto, è stato precisato che “per i soggetti costituiti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, a seguito di un’operazione di conferimento d’azienda o di cessione di azienda, non trova applicazione quanto disposto nel comma 6 dell’articolo 25, poiché in relazione all’azienda oggetto di riorganizzazione, sul piano sostanziale, non si è in presenza di un’attività neocostituita”.

Tale precisazione, tuttavia, si “scontra” con la disciplina generalmente prevista per la corretta applicazione degli Isa.

Si ricorda, a tal proposito, che, a differenza di quanto previsto per gli studi di settore, gli Isa non contemplano il concetto di “mera prosecuzione” dell’attività, né quello di “cessazione e inizio dell’attività entro i successivi 6 mesi”.

Pertanto, ai fini Isa, si configura un periodo di “inizio attività” anche nel caso di mera prosecuzione di attività svolta da altri soggetti.

Al ricorrere di un’operazione straordinaria, dunque, sarebbe possibile giungere a conclusioni diverse a seconda che si aderisca ad un’interpretazione legata alle previsioni in materia di contributo a fondo perduto piuttosto che alle regole Isa.

In considerazione dell’eccezionalità della situazione e dell’espresso richiamo del D.M. 02.02.2021 alle regole dettate per i contributi a fondo perduto, si ritiene di poter giungere alla conclusione che, nel caso di specie, non operi una causa di esclusione.

Sarebbero tuttavia quantomeno opportuni chiarimenti ufficiali sul punto.

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