30 Giugno 2022

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 27 giugno

di Lucia Recchioni Scarica in PDF

La 87esima puntata di Euroconference In Diretta si è aperta con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate le novità della scorsa settimana, dedicando poi due speciali focus alle novità introdotte dal Decreto Semplificazioni fiscali e ai chiarimenti in materia di superbonus offerti dall’Agenzia delle entrate con la circolare 23/E/2022.

Durante la sessione “caso operativo” l’attenzione si è poi focalizzata sul Fondo Imprese Creative, mentre la sessione “approfondimento” è stata dedicata ai casi di interposizione di società estere.

Numerosi sono stati i quesiti ricevuti: anche oggi, come le scorse settimane, viene quindi pubblicata la top 10 dei quesiti che ho ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, ci sono:

3. AUTODICHIARAZIONE AIUTI DI STATO: PROROGA ANCHE PER LA DEFINIZIONE AGEVOLATA DEGLI AVVISI BONARI

2. RESPONSABILITÀ IN SOLIDO DEL FORNITORE: QUANDO SCATTA?

1. LE MODIFICHE SUCCESSIVE NON INCIDONO SULLA SPETTANZA DEL SUPERBONUS

 

 

# 10

Pmi creative e codice Ateco


Per l’accesso ai contributi del fondo imprese creative deve già risultare attivo il codice Ateco compreso nell’allegato 1 al D.M. 19.11.2021 al momento della presentazione della domanda? Il codice deve riferirsi all’attività principale?

O.M.


Affinché un’impresa posso essere considerata creativa e possa beneficiarie dei contributi del capo II del D.M. 19.11.2021 è necessario che la società svolga, come risultante dal Registro delle imprese, almeno una delle attività economiche riferibili alla filiera culturale e creativa, in base ai codici Ateco elencati all’Allegato n. 1 del citato decreto. In sede di presentazione della domanda è sufficiente aver presentato la richiesta di attivazione del codice Ateco, come precisato nelle Faq pubblicate da Invitalia sul proprio sito istituzionale: l’erogazione dei SAL sarà subordinata all’effettiva attivazione. Nel corso del webinar del 14.06.2022, disponibile in differita sul sito di Invitalia, è stato ulteriormente ribadito che il codice Ateco riferito alla filiera culturale e creativa può rappresentare anche un codice secondario per l’impresa, purché il piano di sviluppo e consolidamento presentato dall’impresa sia coerente con tale attività economica.

 

# 9

Interposta persona e accertamento fiscale


Nel contesto del trattamento tributario dei compensi ritraibili da una società – ai fini della riconducibilità dell’operazione nell’ambito applicativo dell’art. 37, comma 3 D.P.R. n. 600/1973 (interposizione) – è possibile che in fase di accertamento, vengano imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti qualora venga dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l’effettivo possessore per interposta persona?

P.I.


Attraverso la risposta a interpello n. 89/E/2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito al trattamento tributario dei compensi ritraibili da una società costituita ai fini della riconducibilità dell’operazione nell’ambito applicativo dell’articolo 37, comma 3, D.P.R. 600/1973 in materia di interposizione.

La disciplina menzionata dispone che – in fase di rettifica o di accertamento – vengono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti nel caso in cui venga dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è il reale possessore per interposta persona.

In forza dei principi espressi dalla giurisprudenza di legittimità, sono riconducibili alla stessa sia le ipotesi di interposizione fittizia sia quelle inquadrabili come interposizione effettiva, attraverso le quali la tassazione avviene in capo a un soggetto differente rispetto al beneficiario effettivo del reddito.

Per quanto concerne le conformazioni di interposizione attuate attraverso il ricorso a schemi societari, è opportuno rammentare che, se la presenza di una società non è in grado di configurare il fenomeno dell’interposizione, la stessa non può tuttavia essere esclusa in forza di meri elementi di tipo formale, nella circostanza in cui la società sia intenzionalmente costituita allo scopo di ottemperare al ruolo di centro di imputazione dei proventi scaturenti da un’attività essenzialmente riconducibile alla persona fisica.

 

# 8

Visto di conformità e sconto in fattura


Quindi posso riconoscere lo sconto in fattura sul visto di conformità indipendentemente da quello che hanno fatto gli altri?

D.R.


Sì, il professionista che rilascia il visto di conformità può applicare lo sconto in fattura. A seguito dell’opzione esercitata dal committente, il professionista recupera il contributo anticipato sotto forma di sconto acquisendo un credito d’imposta pari al 110 per cento dell’importo oggetto di sconto. Secondo l’interpretazione offerta dall’Agenzia delle entrate l’intero importo del credito ottenuto a fronte dello sconto, pari al 110 per cento dello stesso, costituisce un provento percepito nell’esercizio dell’attività professionale e, pertanto, assoggettato a tassazione ai sensi dell’articolo 54 Tuir.

 

# 7

Erogazioni pubbliche: nessuna proroga in vista


Per la pubblicità dei contributi pubblici nessuna proroga? se si caricano sul sito entro il 30 luglio ci potranno essere sanzioni?

A.M.


Si conferma la scadenza del 30 giugno 2022; tuttavia, l’articolo 3-septies del Decreto Milleproroghe (D.L. 228/2021) ha previsto, per l’anno 2022, l’applicazione delle sanzioni dal 1° gennaio 2023.

Si ritiene, pertanto, che la mancata pubblicazione sul sito internet dei dati relativi all’anno 2021 entro il 30 giugno 2022 non potrà dar luogo a sanzioni fino al 1° gennaio 2023.

Dal 1° luglio 2022 risultano invece applicabili le sanzioni in caso di mancata pubblicazione dei dati sulle erogazioni pubbliche percepite nel 2020.

 

 

# 6

Sconto in fattura ammesso anche se parziale


In riferimento ad un sal  relativo ad un intervento (ad esempio acquisto infissi) è possibile che per alcune spese il contribuente scelga la detrazione in dich. dei redditi  e per altre lo sconto in fattura? Anche con il medesimo fornitore? Grazie

F.S.L.B.


In caso di più interventi agevolabili è possibile decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, con riferimento alle spese sostenute per ciascun intervento indipendentemente dalla scelta operata con riferimento agli altri. Nell’ambito dello stesso intervento, invece, tale scelta non risulta possibile.

Si ricorda, però, che risulta possibile il c.d. “sconto parziale”.

Come ricordato anche nella circolare 24/E/2020, pertanto, se il fornitore volesse applicare uno sconto “parziale”, il credito d’imposta deve essere calcolato sull’importo dello sconto applicato.

Ciò comporta, ad esempio, che se a fronte di una spesa di 30.000 euro, il fornitore applica uno sconto pari a 10.000 euro, lo stesso maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 euro. Il contribuente potrà far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 euro (110 per cento di 20.000 euro rimasti a carico) o, in alternativa, potrà optare per la cessione del credito.

 

# 5

Elettricista con sede nella propria abitazione: spettanza superbonus


Qualora l’elettricista ditta individuale di cui Lei ha fatto l’esempio deduca quota delle utenze di casa, subisce le limitazioni nella fruizione del 110?

T.S.


Come chiarito dalla circolare 23/E/2022, l’abitazione nella quale è stabilita la sede amministrativa dell’imprenditore individuale che svolge un’attività tipicamente “in cantieri” (impiantisti, imbianchini, etc.) non può definirsi “strumentale per l’esercizio dell’attività” e neppure utilizzata promiscuamente ai sensi dell’articolo 64, comma 2, Tuir nell’esercizio dell’attività di impresa o di arti e professione.

Di conseguenza, nel caso di interventi agevolabili, non opera la riduzione del 50 per cento della detrazione.

Nel caso di specie, tuttavia, la parziale deduzione dei costi fa ritenere che non ricorra il caso appena prospettato, svolgendo l’imprenditore delle attività all’interno dell’abitazioni tali da far ritenere i costi dedotti inerenti.

 

# 4

Comunicazione delle opzioni e errori: manca ancora la circolare


Nel corso di Telefisco del 15.06 l’AE aveva anticipato una circolare specifica (anche) in relazione alla correzione degli errori nella comunicazione opzione cessione/sconto dei bonus fiscali. Ci sono aggiornamenti sul punto ?

T.G.S.


No, nella circolare 23/E/2022 non sono stati forniti ulteriori chiarimenti sul punto.

 

# 3

Autodichiarazione Aiuti di Stato: proroga anche per la definizione agevolata degli avvisi bonari


Proroga del termine di presentazione dell’autodichiarazione per gli aiuti di stato: la proroga comprende anche la definizione agevolata degli ” avvisi bonari “?

T.S.E.D.


Sì, i contribuenti che si sono avvalsi della definizione agevolata di cui all’articolo 5, commi da 1 a 9, D.L. 41/2021 devono inviare l’autodichiarazione entro il termine del 30 novembre 2022 o, se successivo, entro il termine di 60 giorni dal pagamento delle somme dovute o della prima rata.

 

# 2

Responsabilità in solido del fornitore: quando scatta?


Quando al fornitore potrebbe essere contestata l’omessa diligenza, e quindi, il concorso nella violazione superbonus?

L.D.


Come chiarisce la circolare 23/E/2022, in caso di concorso, è prevista la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante e dei relativi interessi.

La responsabilità in solido va individuata sulla base di elementi riscontrabili nella singola istruttoria, ma si può ritenere, in sintesi, che assumono rilievo le ipotesi in cui il cessionario abbia omesso il ricorso alla specifica diligenza richiesta, attraverso la quale sarebbe stato possibile evitare la realizzazione della violazione e l’immissione sul mercato di liquidità destinata all’arricchimento dei promotori dell’illecito.

 

# 1

Le modifiche successive non incidono sulla spettanza del superbonus


Contribuente ha beneficiato del superbonus. Se dovesse poi destinare l’immobile a ufficio, perderebbe la detrazione?

O.D.V.


Il fatto che l’immobile classificato, anche al termine dei lavori agevolabili, in una categoria ammessa alla detrazione possa cambiare, in futuro, destinazione d’uso non preclude la detrazione.

D’altra parte, la norma non subordina la fruizione delle cinque (o quattro, per le spese sostenute nel 2022) quote annuali in cui la detrazione è suddivisa al mantenimento dei presupposti dell’agevolazione.

Pertanto, ad esempio, la circostanza che una unità immobiliare residenziale classificata A/4, di proprietà di una persona fisica, oggetto di interventi agevolabili, due anni dopo il termine dei lavori diventi “strumentale” di una attività professionale, non comporta l’automatica decadenza dal superbonus, salvo l’ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria, in sede di controllo, accerti l’utilizzo dell’agevolazione non in conformità agli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio, anche sotto il profilo dell’abuso del diritto ai sensi dell’articolo 10-bis L. 212/2000.

 

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