26 Maggio 2022

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 23 maggio

di Lucia RecchioniSergio Pellegrino Scarica in PDF

L’82esima puntata di Euroconference In Diretta si è aperta, come di consueto, con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate le novità della scorsa settimana.

La sessione “adempimenti e scadenze” è stata poi dedicata ai nuovi obblighi di fatturazione elettronica per i contribuenti forfettari, mentre nell’ambito della sessione “caso operativo” sono stati analizzati i contributi per investimenti innovativi riconosciuti alle Pmi agricole.

Durante la sessione “approfondimento”, infine, è stata esaminata l’incidenza sul test di operatività delle società di comodo della rivalutazione dei beni.

Numerosi sono stati i quesiti ricevuti: anche oggi, come le scorse settimane, pubblichiamo la nostra top 10 dei quesiti che abbiamo ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, per noi ci sono:

3. DEMORICOSTRUZIONE: SERVE LA CILAS?

2. CONTRIBUTI ALLE PMI AGRICOLE: POSSONO BENEFICIARNE I CONTOTERZISTI?

1. FORFETTARI CHE HANNO APERTO LA PARTITA IVA NEL 2022: QUANDO SCATTA L’OBBLIGO DI FATTURA ELETTRONICA?

# 10

Fatture elettroniche forfettari e numerazione fatture


Quando il forfettario inizierà ad emettere le fatture elettroniche (a luglio) dovrà riprendere la numerazione da 1? Oppure devo inserire il numero successivo a quello dell’ultima fattura cartacea?

D.L.O.


Sul punto risulta utile richiamare le precisazioni offerte dall’Agenzia delle entrate con la sua Faq n. 33/2018: in linea con la piena equiparazione tra fattura analogica ed elettronica, i contribuenti non sono tenuti ad adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione e della conservazione delle fatture elettroniche e analogiche, potendo avvalersi di modalità di conservazione sia elettroniche – obbligatorie per le fatture elettroniche – sia analogiche. La stessa Faq, riprendendo i chiarimenti espressi con la precedente risoluzione 1/E/2013, ha inoltre precisato che la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche può proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l’identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura analogica o elettronica.

Pertanto, alla fattura numero 1 analogica, possono succedere la numero 2 e 3 elettroniche, la numero 4 analogica e così via, senza necessità di ricorrere a separati registri sezionali.

# 9

Contributo Pmi agricole per imprese non attive nella trasformazione o commercializzazione dei prodotti agricoli


L’impresa agricola non ancora attiva nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli quali adempimenti deve porre in essere per accedere al Fondo Investimenti Pmi agricole?

A.Q.


Le micro, piccole e medie imprese agricole non ancora attive nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, che intendano realizzare gli investimenti ammissibili, in base al comma 1 dell’articolo 3 D.D. 02.05.2022, al contributo a fondo perduto a valere sul Fondo investimenti innovativi imprese agricole, sono tenute a dimostrare l’avvenuta attivazione del codice ATECO corrispondente all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli al momento della richiesta di erogazione del contributo.

Le Pmi devono trasmettere, in allegato alla richiesta di erogazione di cui all’articolo 6 D.M. 30.07.2021, la comunicazione effettuata presso il Registro delle imprese, come prevede l’articolo 3, comma 4, D.D. 02.05.2022.

# 8

Immobile concesso in locazione e disciplina delle società di comodo


Immobiliare costituita il 16 maggio 2020. Nello stesso anno la società ha acquistato un immobile, interessato da una ristrutturazione che si è conclusa nell’aprile 2021. Da maggio 2021 l’immobile è stato concesso in locazione. Si chiede se l’immobile può essere escluso dal calcolo previsto dalla normativa sulle società di comodo per l’esercizio 2021.

L.O.


L’immobile in corso di costruzione non partecipa al test di operatività e, di conseguenza, l’immobile in corso di ristrutturazione può essere accomunato a quello in corso di costruzione in quanto, in entrambe le circostanze, il bene non è in grado di generare ricavi in quanto non utilizzabile (circolare 25/E/2007).

Tuttavia, a partire dal mese di maggio 2021, l’immobile è divenuto atto all’uso e pertanto si ritiene corretto inserire nel test di operatività il valore dell’immobile assumendolo per 8/12.

 

# 7

Chi sono i “clienti professionali” ai quali cedere le detrazioni edilizie?


Le varie Enel gas e luce, Eni, ecc. ecc., rientrano tra i clienti professionali?

TS


Come chiarito dall’Allegato 3 del “Regolamento intermediari” della Consob, adottato con delibera n. 20307 del 15.02.2018, “Un cliente professionale è un cliente che possiede l’esperienza, le conoscenze e la competenza necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e per valutare correttamente i rischi che assume”.

Più precisamente, si intendono clienti professionali per tutti i servizi e gli strumenti di investimento:

1. i soggetti che sono tenuti a essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali:

a) banche;

b) imprese di investimento;

c) altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati;

d) imprese di assicurazione;

e) organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi;

f) fondi pensione e società di gestione di tali fondi;

g) i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci;

h) soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals);

i) altri investitori istituzionali;

l) agenti di cambio;

2. le imprese di grandi dimensioni che presentano, a livello di singola società, almeno due dei seguenti requisiti dimensionali:

– totale di bilancio: 20 000 000 euro;

– fatturato netto: 40 000 000 euro;

– fondi propri: 2 000 000 euro;

3. gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie.

# 6

Determinazione ricavi e compensi: criterio di cassa o di competenza?


Per la determinazione del superamento della soglia dei 25.000 per i forfettari devo verificare esclusivamente i compensi/ricavi  incassati (criterio di cassa).

ST. N. B. D. SNC


La norma parla di ricavi “conseguiti” e compensi “percepiti”. Può tuttavia ritenersi che trovino applicazione le regole generali di determinazione del reddito, per cui, trattandosi di contribuenti forfettari, assume rilievo il criterio di cassa.

 

# 5

Esterometro non obbligatorio se la fattura elettronica è rinviata al 2024


Si chiede se i contribuenti forfettari con ricavi/compensi inferiori a €25.000 rimangono esonerati dalla presentazione dell’esterometro anche se pagano iva su tali fatture e non fanno fatturazione elettronica.  

D. C. P.


Ai sensi dell’articolo 1, comma 3 bis, D.Lgs. 127/2015 “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3”.

I soggetti passivi di cui al richiamato comma 3 sono coloro che emettono le fatture elettroniche.

Considerato che, fino al 2024, per alcuni forfettari continua a non essere previsto l’obbligo di emissione della fattura elettronica, deve ritenersi che, in questi specifici casi, non trovi applicazione nemmeno l’obbligo di trasmissione dell’esterometro.

 

# 4

Contributo PMi agricole: l’Iva costituisce spesa ammissibile?


Contributo PMI agricole: si considera iva non recuperabile il caso dell’azienda agricola che calcola l’iva con le percentuali di compensazione (no iva ordinaria)? L’iva quindi  rientra nella spesa agevolabile?

ST. R. & P. SRL


Come chiarito dall’articolo 7, comma 5, D.M. 30.07.2021, a cui lo stesso D.M. 02.05.2022 rinvia, “L’Iva rappresenta una spesa ammissibile solo se realmente ed effettivamente sostenuta dall’impresa beneficiaria e dalla stessa non recuperabile”.

 

# 3

Demoricostruzione: serve la Cilas?


È confermato che per un super sismabonus 110% con demolizione e ricostruzione non serve la presentazione della CILAS ma  è sufficiente il permesso di costruire?

ST. R. & P. SRL


Ai sensi dell’articolo 119, comma 13-ter, D.L. 34/2020 “Gli interventi di cui al presente articolo, anche qualora riguardino le parti strutturali degli edifici o i prospetti, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)”.

Nel caso degli interventi di demolizione e ricostruzione, quindi, non è sufficiente la presentazione della CILAS, essendo necessario rispettare le ordinarie regole dettate dal D.PR. 380/2001, nonché le altre disposizioni in materia edilizia.

 

# 2

Contributi alle Pmi agricole: possono beneficiarne i contoterzisti?


I contoterzisti che acquistano i macchinari più costosi e innovativi e sono soprattutto loro che lavorano la terra per gli agricoltori possono beneficiare dei contributi per investimenti innovativi pmi agricole?

S. C. F.


In considerazione dell’espresso richiamo all’articolo 5 D.M. 30.07.2021, recante la disciplina del Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole, “Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le imprese agricole attive nel settore della produzione agricola primaria, della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli”.

Il beneficio, dunque, non risulta poter essere esteso a imprese diverse da quelle espressamente richiamate.

# 1

Forfettari che hanno aperto la partita Iva nel 2022: quando scatta l’obbligo di fattura elettronica?


Mi sembra di capire che un soggetto che ha aperto la partita iva nel 2022 in regime forfettario debba utilizzare la fattura elettronica solo dal 2024, corretto?

S.S.


L’articolo 18 D.L. 36/2020, nella sua attuale formulazione, espressamente prevede quanto segue: “La disposizione di cui al comma 2 si applica a partire dal 1° luglio 2022 per i soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a euro 25.000, e a partire dal 1° gennaio 2024 per i restanti soggetti”.

Volendo fornire un’interpretazione letterale della norma, si potrebbe ritenere che, coloro che nel 2021 non hanno conseguito alcun ricavo/compenso non abbiamo comunque percepito importi superiori a euro 25.000. Questi ultimi soggetti dovrebbero pertanto rientrare nel secondo caso, e, dunque, essere obbligati alla fatturazione elettronica solo dal 2024.

 

 

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