19 Novembre 2020

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 16 novembre

di Lucia RecchioniSergio Pellegrino Scarica in PDF

Nell’ambito della ventesima puntata di Euroconference In Diretta l’attenzione si è concentrata sulle novità introdotte dal Decreto Ristori bis, alle quali è stata dedicata la sessione di aggiornamento.

Nel corso della sessione di approfondimento, poi, sono state analizzate le regole da seguire per gli aumenti di capitale finalizzati all’ottenimento del beneficio del credito d’imposta, mentre la sessione “adempimenti e scadenze” è stata dedicata alle modalità e ai termini di presentazione dell’istanza per il contributo a fondo perduto per i negozi dei centri storici.

Nel corso dello speciale “agevolazioni edilizie”, infine, ci si è soffermati sullo sconto in fattura e sulla cessione del credito, approfondendone l’ambito di applicazione e le modalità operative.

Numerosi sono stati quindi i quesiti ricevuti: le risposte verranno caricate, a partire da oggi, sulla Community di Euroconference In Diretta su Facebook, nonché nella sezione materiali di Euroconference In Diretta sulla piattaforma Evolution.

Anche oggi, come le scorse settimane, pubblichiamo la nostra top 10 dei quesiti che abbiamo ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, per noi ci sono:

3. FONDO PERDUTO PER I RESIDENTI NEI COMUNI COLPITI DA EVENTI CALAMITOSI

2. CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO: PRIMA TRANCHE ANCORA NON LIQUIDATA

1. CREDITO D’IMPOSTA LOCAZIONI: UTILIZZO DEL CREDITO CEDUTO

 

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# 10

La cessione del credito del Superbonus può essere effettuata a chiunque


Il credito del superbonus può essere ceduto a chiunque o solo alle banche?

S.Q.


La disposizione dell’articolo 121 del decreto rilancio è al riguardo molto chiara, prevedendo che la cessione possa essere effettuata “ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

Quindi non necessariamente le banche, ma anche le banche, che evidentemente saranno comunque il riferimento principale da questo punto di vista sul mercato.

Cambia quindi lo scenario rispetto al passato, in considerazione del fatto che precedentemente, come indicato dalla circolare 11/E/2018, la cessione del bonus poteva essere effettuata soltanto ai fornitori e ai “soggetti collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”.

 

# 9

Superbonus e general contractor


Superbonus: le spese detraibili (asseverazione, visto, etc) se fatturate dal General Contractor sono detraibili?

ST.ASS. P-F


Ad oggi non risultano essere stati forniti chiarimenti ufficiali sul punto.

In mancanza, però, di norme in tal senso limitatrici, potrebbe ritenersi che le spese siano comunque detraibili, se vengono dettagliatamente esposte in fattura e se sono rispettati i massimali di costo per ogni tipologia di intervento: sul punto, però, non si possono ignorare i contrasti interpretativi già sorti, che attengono, più che ai profili prettamente fiscali, a quelli assicurativi, essendo in questo caso difficile garantire all’effettivo beneficiario del bonus (che non risulta essere formalmente il committente) la copertura assicurativa in caso di infedele attestazione/asseverazione.

Dubbi, sussistono, inoltre, sulla detraibilità dei compensi accordati ai general contractor, come evidenziato dal Cndcec in occasione dell’audizione del 04.11.2020 (“In occasione della conferenza tematica sul Superbonus dello scorso 27 ottobre, l’Agenzia delle Entrate ha affermato la non agevolabilità delle spese sostenute per il compenso straordinario eventualmente accordato all’amministratore di condominio in relazione agli interventi agevolati. In verità, i compensi straordinari direttamente correlati all’esecuzione delle opere, dovrebbero rientrare nel novero delle spese detraibili, così come dovrebbero potervi rientrare le spese sostenute a fronte dei compensi accordati ai general contractor, ossia a quelle imprese che fanno da “capo fila”, nell’ambito di interventi di maggiore complessiva, di tutti i fornitori che a vario titolo prestano la propria opera, coordinandone l’attività e gestendo gli interventi nel loro insieme, a favore del committente. Si tratta di aspetti molto importanti che dovrebbero trovare quanto prima certezza normativa”).

 

# 8

Contributo a fondo perduto e attività non ancora iniziata


Partita iva aperta il 15 ottobre per attività di ristorazione senza aver ancora fatto scia in comune perché l’attività non è mai iniziata perché prevista solo con orario serale. Ha diritto al bonus?

L.B.


Con la risposta all’istanza di interpello n. 479 del 19.10.2020 l’Agenzia delle entrate si è occupata del caso di una Srl che era stata costituita e aveva aperto la partita Iva in data 30.04.2020, ma era stata iscritta nella sezione ordinaria del Registro delle imprese solo nel maggio 2020.

In vigenza della previgente normativa, la circolare 15/E/2020 aveva interpretato le disposizioni riconoscendo la possibilità di beneficiare del contributo a fondo perduto soltanto ai soggetti costituiti fino al 30.04.2020: l’Agenzia delle entrate, con la richiamata risposta ha però ritenuto spettante l’agevolazione, non attribuendo rilievo alla data di iscrizione nel Registro delle imprese della società.

Può ritenersi, dunque, che anche in questo caso assuma rilievo soltanto la data di apertura della partita Iva, ragion per cui il contributo pare ritenersi spettante.

È necessario attendere l’apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate per poter conoscere le modalità per la presentazione dell’istanza.

 

# 7

La cessione del credito del Superbonus non può essere effettuata a se stessi


Sono un commercialista e volevo beneficiare del superbonus per la ristrutturazione della casa in cui vivo. Anziché fruire della detrazione, posso utilizzare il credito d’imposta in compensazione nell’ambito della mia partita Iva?

R.R.


La risposta è negativa, la detrazione può essere trasformata in credito d’imposta utilizzabile in compensazione soltanto con la cessione del credito a terzi.

In altre parole non si può realizzare la cessione fra “sfera privata” e “sfera professionale” del medesimo soggetto.

Da valutare la possibilità di far sostenere le spese per l’intervento di ristrutturazione ad altro soggetto, ad esempio il coniuge se fosse comproprietario, ovvero un convivente, realizzando poi la cessione del credito al professionista.

 

# 6

Contributi centri storici: no ragguaglio ad anno per i ricavi 2019


Attività nel centro storico iniziata a febbraio 2019. I ricavi anno precedente vanno ragguagliati ad anno?

D.T.


No, l’ammontare dei ricavi/compensi non deve essere ragguagliato ad anno.

 

# 5

Affitto d’azienda dopo il primo contributo a fondo perduto


Un cliente, Snc  (attività di bar) ha ricevuto il primo contributo a giugno. Nel mese di luglio ha affittato l’attività esercitata ma, a novembre, ha ricevuto anche il secondo contributo. Deve procedere alla restituzione non esercitando l’attività?

B.I.D.


Ai sensi del comma 5 dello stesso articolo 1 D.L. 137/2020 “Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto- legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo di cui al comma 1 è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo”.

Quale ulteriore condizione è richiesto che la partita Iva sia attiva alla data del 25 ottobre 2020 e che sia svolta, come attività prevalente, una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 1 al decreto.

L’Agenzia delle entrate avrebbe dovuto recepire la modifica del codice Ateco, bloccando il contributo, che non risulta essere spettante.

Si ritiene, quindi, che lo stesso debba essere restituito.

 

# 4

Credito d’imposta locazioni: è possibile utilizzare il credito?


Riduzione canoni di locazione: nei decreti speciali covid-19, è stata prevista una norma che aiuta in tal senso il conduttore, è quindi fattibile ad oggi tale agevolazione?

A.A.


Il quesito prospettato è oggi di estrema rilevanza, considerate le norme che in questi ultimi tempi si sono avvicendate, e il quadro, abbastanza confuso, che ne è nato.

Il Decreto Rilancio ha introdotto questo credito d’imposta, riproposto anche dal Decreto Agosto (articolo 77 D.L. 104/2020): l’applicazione della disposizione del Decreto Agosto è però subordinata ad apposita autorizzazione europea, la quale, ad oggi, non è stata ricevuta.

Il Decreto Ristori e Ristori bis hanno riproposto l’agevolazione, non presentando però il richiamo all’autorizzazione europea. Le disposizioni del Ristori e del Ristori bis, pertanto, ad oggi, risultano essere pienamente efficaci.

 

# 3

Fondo perduto per i residenti nei comuni colpiti da eventi calamitosi


Chi ha avuto il primo contributo in quanto residente in zone con procedura di emergenza aperta al 30.01.20 senza riduzione di fatturato avendo il corretto codice ATECO avrà questo contributo a fondo perduto?

A.S. SRL


L’articolo 1 D.L. 137/2020 (c.d. “Decreto Ristori”) espressamente stabilisce che “3. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019…  Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui al precedente comma ai soggetti riportati nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019”.

La disposizione, dunque, non richiama anche l’altra previsione contenuta nell’articolo 25 D.L. 34/2020, in forza della quale il contributo a fondo perduto era riconosciuto pure, indipendentemente dall’intervenuta riduzione del fatturato, ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, avevano il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Purtuttavia, non può ignorarsi che, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo 1 D.L. 137/2020 “Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto- legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo di cui al comma 1 è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo”. Il riconoscimento automatico, dunque, dovrebbe escludere ulteriori indagini sulle condizioni legittimanti il beneficio (almeno secondo la formulazione normativa).

Si auspicano tuttavia chiarimenti sul punto, anche in considerazione della necessità di far chiarezza per i contribuenti che devono presentare apposita istanza, non avendo in passato potuto beneficiare del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 D.L. 34/2020: si ricorda, infatti, a tal proposito, che l’articolo 1, comma 11, D.L. 137/2020 rinvia ad un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate la definizione delle modalità per la trasmissione delle nuove istanze.

 

# 2

Contributi a fondo perduto: prima tranche ancora non liquidata


Soggetti che hanno presentato istanza già  in fase 1 ma che ad oggi non hanno ancora ricevuto l’importo spettante pur avendone i requisiti di ammissione al contributo,  devono ripresentare l’istanza oppure no?

A.C.A.


Ad oggi non è ancora stato emanato il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate per la definizione delle modalità di trasmissione delle nuove istanze; purtuttavia, deve ritenersi che, se la prima istanza non è stata scartata, le somme risultino essere comunque spettanti, ragion per cui non dovrebbe rendersi necessaria una nuova istanza.

 

# 1

Credito d’imposta locazioni: utilizzo del credito ceduto


Se ceduto il credito sulle locazioni entro quando andrà  utilizzato? In particolare se si cede il credito sul canone di dicembre entro dicembre.

B.L.


Ai sensi dell’articolo 122, comma 3, D.L. 34/2020, la quota dei crediti d’imposta ceduti che non è utilizzata entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione non può essere utilizzata negli anni successivi, né richiesta a rimborso ovvero ulteriormente ceduta.

Ad oggi non sono purtroppo previste disposizioni diverse con riferimento ai crediti relativi al mese di dicembre ceduti entro lo stesso mese.

 

 

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