19 Maggio 2022

Euroconference In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 16 maggio

di Lucia RecchioniSergio Pellegrino Scarica in PDF

L’81esima puntata di Euroconference In Diretta si è aperta, come di consueto, con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate le novità della scorsa settimana.

La sessione “adempimenti e scadenze” è stata poi dedicata all’autodichiarazione degli aiuti di Stato da presentare entro il prossimo 30 giugno, mentre nell’ambito della sessione “caso operativo” sono state analizzate le novità previste dal Decreto Aiuti in materia di credito d’imposta Formazione 4.0.

Durante la sessione “approfondimento”, infine, è stato esaminato il tema della rettifica delle rivalutazioni nel bilancio 2020.

Numerosi sono stati i quesiti ricevuti: anche oggi, come le scorse settimane, pubblichiamo la nostra top 10 dei quesiti che abbiamo ritenuto più interessanti, con le relative risposte.

Sul podio, questa settimana, per noi ci sono:

3. AUTODICHIARAZIONE E MODELLO REDDITI SONO ALTERNATIVI?

2. AUTODICHIARAZIONE AIUTI DI STATO: QUALI AIUTI VANNO INDICATI?

1. AUTODICHIARAZIONE: VANNO INDICATI ANCHE GLI SGRAVI CONTRIBUTIVI?

# 10

Aiuti di Stato: compilazione del modello in caso di operazioni straordinarie


Dichiarazione Aiuti di Stato. Se c’è stato un conferimento a fine 2021, la conferitaria presenta un unico modello? Oppure due separati? Come deve avvenire la compilazione?

D.D.N.


Come chiariscono le istruzioni al modello, in caso di operazione straordinaria con estinzione del soggetto dante causa beneficiario degli aiuti, la Dichiarazione va presentata dal soggetto avente causa indicando nel riquadro “Dichiarante” il codice fiscale del soggetto dante causa e nel riquadro “Rappresentante firmatario della Dichiarazione”:

  • il codice fiscale del soggetto avente causa nel campo “Codice fiscale società”;
  • il codice fiscale del rappresentante del soggetto avente causa nel campo “Codice fiscale”.

In caso, invece, di decesso del beneficiario degli aiuti, la Dichiarazione va presentata dall’erede indicando nel riquadro “Dichiarante” il codice fiscale del de cuius e nel riquadro “Rappresentante firmatario della Dichiarazione” il codice fiscale dell’erede o del suo rappresentante legale in caso di erede minore/interdetto, riportando il codice 7 nella casella denominata “Codice carica”.

# 9

Credito d’imposta Formazione 4.0 e spese di certificazione contabile


Una società ha effettuato attività formativa 4.0 nel 2021. In quel periodo d’imposta era soggetta a revisione legale dei conti, ma dal 2022 non lo è più. Chi è il soggetto legittimato a rilasciare la certificazione contabile delle spese di formazione? La società ha diritto a beneficiare del computo delle spese di certificazione a diretto incremento del credito d’imposta Formazione 4.0, entro 5.000 euro, in quanto la prestazione è effettuata nel 2022, quando la società non è più soggetta a revisione legale dei conti?

V.G.


L’articolo 1, comma 53, L. 205/2017 dispone che “Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, i costi sono certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali, di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39…omissis… Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti…omissis… Le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile da parte delle imprese di cui al terzo periodo sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000”.

Analogamente l’articolo 6 D.M. 04.05.2018 prevede che “Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, l’apposita certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39”.

L’articolo 5 del decreto attuativo dispone inoltre che: “Per le sole imprese non soggette a revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile previsto dal successivo articolo 6 sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto e 5.000 euro; fermo restando, comunque, il limite massimo…omissis”.

Il quesito dunque riguarda il momento a cui deve aversi riguardo per valutare se l’impresa sia da considerarsi “soggetta a revisione legale di conti” o meno:

  • il periodo d’imposta di effettuazione dell’attività formativa e sostenimento dei relativi costi (2021);
  • oppure il periodo d’imposta di rilascio della certificazione contabile (2022).

Nella risposta all’interpello 265/2020 l’AdE affrontava, in relazione al credito R&S ex articolo 3, D.L. 145/2013, il caso opposto in cui il revisore legale veniva nominato a fine anno:

Si può dunque concludere, che l’organo di revisione, seppur nominato a ridosso della scadenza del periodo d’imposta 2019, ha l’obbligo di svolgere le attività di revisione in relazione a tale esercizio, nonché di occuparsi della certificazione della documentazione contabile relativa al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo con riferimento al periodo di imposta 2019. Ne consegue che, essendo l’istante, dal periodo d’imposta 2019, sottoposta a revisione legale per legge, le spese sostenute per tale attività non possono incrementare – ai sensi dell’articolo 3, comma 11 ultimo periodo, del D.L. n. 145 del 2013 – il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo cui l’istante afferma avere diritto di fruire”.

Dunque deve aversi riguardo al periodo d’imposta 2021, esercizio in cui la società era soggetta per legge a revisione legale dei conti, con le seguenti conseguenze:

  • la certificazione deve essere rilasciata dal medesimo soggetto “incaricato della revisione legale dei conti” nel periodo d’imposta 2021;
  • le spese di certificazione contabile non potranno essere computate in aumento del credito d’imposta Formazione 4.0 maturato nel periodo d’imposta 2021.

 

# 8

Rivalutazione e successiva cessione del bene


Una società in nome collettivo in regime di contabilità ordinaria ha rivalutato un bene nel 2008 (D.L. 185/2008), versando la sostitutiva del 1,5% sul valore del terreno e del 3% sul valore dell’immobile.

Successivamente il bene oggetto della rivalutazione è stato ceduto.

Se la società distribuisse la riserva ai soci, questi ultimi dovrebbero tassarla?

R.L.


Il saldo attivo di rivalutazione è una riserva di utili la quale, se distribuita ai soci, costituisce dividendo.

Gli utili si considerano formati nell’esercizio in cui avviene la distribuzione (interpello 332/E/2019), con conseguente applicazione della ritenuta a titolo di imposta nella misura del 26%.

Nel caso di distribuzione del saldo attivo non affrancato, il saldo aumentato dell’imposta sostitutiva concorre a formare la base imponibile della società (articolo 13, comma 3, L. 342/2000 e articolo 9, comma 2, D.M. 162/2001).

 

# 7

Agevolazione under 36 anche con il contratto preliminare per persona da nominare


Risposta 261: quali le condizioni per riconoscere l’agevolazione in capo al figlio under 36?

R.B.


Con la risposta all’istanza di interpello n. 261/2022 l’Agenzia delle entrate ha riconosciuto il credito d’imposta Iva riguardante l’acquisto di abitazioni da parte dei giovani “under 36” anche sulle fatture di acconto emesse nei confronti di un genitore, che poi abbia intestato l’immobile al figlio, in possesso dei requisiti (ricorrendo al contratto preliminare per persona da nominare).

Più precisamente, per poter beneficiare dell’agevolazione:

  • è necessaria una dichiarazione di nomina rispondente alle previsioni dell’articolo 1404 cod. civ.;
  • dall’atto di compravendita dell’immobile, stipulato dall’Istante in seguito alla sua nomina, deve risultare l’ammontare dell’Iva corrisposta in relazione all’acquisto agevolato (quindi anche l’imposta addebitata nelle fatture di acconto intestate al padre), che andrà a costituire il credito d’imposta riconosciuto a favore dell’acquirente.

Per maggiori approfondimenti si rinvia al precedente contributo “Giovani under 36: spetta il credito d’imposta al figlio che subentra al padre”.

 

# 6

Spese di ristrutturazione di immobili di terzi. L’Iva è detraibile?


Come si fa a stabilire la rilevanza dei lavori di ristrutturazione dell’immobile di terzi per stabilire il diritto alla detrazione dell’Iva?

R.L.


Il quesito attiene alla sentenza della Corte di Cassazione n. 14583 dell’11.05.2022. In effetti è molto difficile individuare un limite oltre il quale la detraibilità dell’Iva può ritenersi non riconosciuta a fronte di spese sostenute per lavori di ristrutturazione su immobili di terzi.

Nel caso di specie, tuttavia va evidenziato come le spese non erano consistite  “in un semplice adattamento dei locali alle esigenze connessa alla attività professionale del locatario“, ma si erano sostanziate in una “ristrutturazione completa e radicale dell’immobile, comprensiva dei lavori di rimozione e rifacimento del manto di copertura dell’edificio, smantellamento e rimozione degli impianti tecnologici, demolizione e rimozione della pavimentazione interna ed esterna, delle vasche di raccolta e trattamento dei liquami e delle connesse tubazioni“.

Trattandosi di opere “all’evidenza esorbitanti dal mero adattamento” è stato ritenuto inesistente il requisito della pertinenza della spesa allo svolgimento della libera professione del contribuente.

 

# 5

Autodichiarazione Aiuti di Stato e definizione di Impresa unica


La compilazione del quadro B dell’autodichiarazione aiuti di Stato è limitata ai soli soggetti (controllanti/controllati) nazionali?

M. F.


Come chiarito nel documento FNC “Aiuti di Stato e contributi in regime “de minimis”: stato dell’arte e problematiche applicative” del 20.09.2018  “giova sottolineare come il Regolamento introduca un ulteriore elemento di valutazione, chiarendo che è necessario prevedere l’individuazione di criteri volti a stabilire «quando due o più imprese all’interno dello stesso Stato membro debbano essere considerate un’impresa unica»: un simile riferimento lascia quindi intendere che ai fini della definizione di «impresa unica», debbano essere prese in considerazione solo entità localizzate nello stesso SM”.

Anche Assonime, con la sua circolare 10/2021, è giunta a ritenere che il perimetro dell’impresa unica debba fermarsi alle imprese che hanno sede nel singolo Stato Membro.

 

# 4

Il General Contractor deve pagare con bonifico parlante?


General contractor che anticipa in nome e per conto del cliente le spese dei professionisti a cui poi applica lo sconto in fattura, deve pagare le fatture dei professionisti con bonifico parlante o sono ammessi altri metodi di pagamento?

M. T.


Si ritiene che, nel caso prospettato, non sia necessario ricorrere al c.d. “bonifico parlante”.

# 3

Autodichiarazione e modello Redditi sono alternativi?


Può ritenersi che la compilazione e la presentazione della dichiarazione sia alternativa alla compilazione dei righi RS401 e RS 402 del Modello Unico 2022?

A. L.


Non è previsto alcun esonero dall’obbligo di presentazione, entro il prossimo 30 giugno, dell’apposita autodichiarazione per i soggetti che indicheranno i dati richiesti nel quadro RS del modello Redditi 2022 (prospetto Aiuti di Stato).

Allo stesso modo, non è previsto alcun esonero per coloro che hanno già indicato gli aiuti nello stesso prospetto del modello Redditi 2021.

Sono previste, invece, alcune forme di esonero per i beneficiari che, entro il 30 giugno presenteranno l’Autodichiarazione e che potranno non riproporre alcuni dati nel modello Redditi. Infatti, per gli aiuti elencati nel quadro A, per i quali sono presenti i campi “Settore” e “Codice attività”, è possibile comunicare con la stessa Autodichiarazione i dati necessari per consentirne la registrazione nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato (RNA): in tal caso, per detti aiuti il dichiarante è esonerato dalla compilazione del prospetto degli aiuti di Stato presente nel modello Redditi 2022.

Tale scelta deve riguardare tutti gli aiuti per i quali sono presenti i campi “Settore” e “Codice attività” e, qualora il dichiarante intenda avvalersi di tale facoltà occorre indicare nei campi “Forma giuridica” e “Dimensione impresa” del Frontespizio, rispettivamente, il codice corrispondente alla forma giuridica e il codice corrispondente alla dimensione dell’impresa desumibili dalle tabelle riportate nelle istruzioni alle colonne 12 e 13 del rigo RS401 dei modelli Redditi 2022.

Inoltre, in questo caso occorre compilare anche i campi 5 (Settore) e 6 (Codice attività) nel quadro A riportando, rispettivamente, il codice che individua il settore dell’aiuto fruito dal beneficiario (1-Generale, 4-Agricoltura, 5-Pesca) e il codice corrispondente all’attività interessata dalla componente di aiuto, desunto dalla tabella dei codici attività. Se più attività sono interessate dalla componente di aiuto è sufficiente indicare uno dei codici Ateco ammissibili.

Nella particolare ipotesi in cui il medesimo aiuto di Stato sia fruito dal dichiarante nell’ambito di più settori tra quelli sopra elencati, non è possibile avvalersi della facoltà appena richiamata e, pertanto, è necessario per tale aiuto compilare il prospetto “Aiuti di Stato” presente nei modelli Redditi 2022. In tal caso, nel campo 5 (Settore) va indicato il codice 6 e non va compilato il campo 6 (Codice attività).

 

# 2

Autodichiarazione aiuti di Stato: quali aiuti vanno indicati?


Contributi di vario tipo concessi da enti quali comuni, regioni, camera di commercio: sono da indicare? Dove?

ST. ASS. AC.


L’Autodichiarazione deve essere presentata dai contribuenti che hanno beneficiato degli aiuti previsti dal c.d. “regime ombrello”. Stiamo parlando degli aiuti previsti dalle seguenti disposizioni:

a) articoli 24, 25, 120, 129-bis e 177 D.L. 34/2020;

b) articolo 28 D.L. 34/2020;

c) articolo 78, comma 1, D.L. 104/2020;

d) articolo 78, comma 3, D.L. 104/2020;

e) articoli 1, 1-bis, 1-ter, 8, 8-bis, 9 e 9-bis D.L. 137/2020;

f) articolo 2 D.L. 172/2020;

g) articolo 1, commi 599 e 602, L. 178/2020;

h) articolo 1, commi da 1 a 9, e articolo 6, commi 5 e 6, D.L. 41/2021;

i) articoli 1-ter, 5 e 6-sexies D.L. 41/2021;

j) articoli 1 e 4 del D.L. 73/2021.

Se il soggetto rientra tra quelli obbligati alla presentazione, devono essere indicati nell’Autodichiarazione anche tutti gli altri aiuti, compresi quelli non fiscali e non erariali, che rientrano nell’ambito delle Sezioni 3.1 e 3.12 del Temporary framework.

Gli aiuti richiamati nel modello, d’altra parte, non esauriscono tutti quelli che devono essere indicati, essendo a tal fine necessario verificare, per ciascun aiuto, la norma istitutiva, nonché la previsione dell’Unione europea che autorizza la misura, oltre ai provvedimenti attuativi e all’atto che notifica l’aiuto all’impresa.

Alla luce di quanto appena precisato, pertanto, anche misure attribuite da Enti locali possono rientrare nella Sezione 3.1. e, quindi, potrebbe essere necessaria la loro indicazione nell’Autodichiarazione.

 

# 1

Autodichiarazione: vanno indicati anche gli sgravi contributivi?


Gli aiuti relativi agli sgravi contributivi non vanno comunque indicati in tale istanza?

P. A.


Come anticipato nell’ambito della precedente risposta, l’Autodichiarazione da trasmettere entro il prossimo 30 giugno deve contenere il dettaglio di tutti gli aiuti ricevuti, compresi quelli non fiscali e non erariali, che rientrano nell’ambito delle Sezioni 3.1 e 3.12 del Temporary framework.

Tra questi rientrano, ad esempio, anche gli aiuti ottenuti in materia contributiva in forza della c.d. “decontribuzione Sud”.

 

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