10 Agosto 2019

Enti non commerciali: deducibilità delle spese e dei componenti negativi promiscui

di Federica Furlani Scarica in PDF

Ai sensi dell’articolo 143 Tuir, il reddito complessivo degli enti non commerciali, di cui alla lett. c) del comma 1 dell’articolo 73, è formato dalla somma dei redditi delle seguenti categorie (determinati in base alle norme del Tuir che li regolano):

  1. redditi fondiari (fabbricati e terreni);
  2. redditi di capitale (rendite finanziarie, partecipazioni, …);
  3. redditi di impresa (produzione di beni e servizi, commercio, intermediazione, …);
  4. redditi diversi;

ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, ad esclusione di quelli esenti dall’imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva.

Con riferimento alla determinazione del reddito di impresa per gli enti in contabilità ordinaria, e ai fini della compilazione del quadro RF del modello Redditi Enti non commerciali, l’articolo 144, comma 4, Tuir prevede che le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibiti promiscuamente all’esercizio di attività commerciali e di altre attività sono deducibili per la parte del loro importo che corrisponde al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.

Per gli immobili utilizzati promiscuamente è deducibile la rendita catastale o il canone di locazione anche finanziaria per la parte corrispondente al predetto rapporto.

Ricordiamo che, nell’ipotesi di esercizio abituale di attività commerciale, l’articolo 144, comma 2, Tuir impone l’obbligo di tenere la contabilità separata, attuando pertanto la netta separazione tra ambito commerciale e ambito istituzionale dell’attività svolta.

L’obbligo di separazione della contabilità determina la necessità di imputare distintamente le spese e gli altri componenti negativi relativi all’attività istituzionale da quelli relativi all’attività commerciale.

In presenza di costi promiscui, ovvero costi riferibili contemporaneamente sia all’attività commerciale che a quella istituzionale, ad esempio utenze telefoniche, energia elettrica ovvero materiali di consumo, quali cancelleria o materiali di pulizia, utilizzati nello svolgimento dell’una e dell’altra attività, è necessario procedere alla loro ripartizione secondo un criterio ben definito.

La deducibilità di tali oneri nell’ambito della determinazione del reddito di impresa, va determinato sulla base del rapporto sopra descritto ai sensi dell’articolo 144, comma 4, Tuir.

La relativa percentuale si determina a livello dichiarativo compilando la specifica sezione del quadro RS del modello Redditi ENC 2019 dedicata alla “Deducibilità delle spese e dei componenti negativi promiscui”:

In particolare:

  • nel rigo RS24, va indicato l’ammontare dei ricavi ed altri proventi che concorrono alla formazione del reddito d’impresa;
  • nel rigo RS25, va indicato l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e i proventi conseguiti dall’ente non commerciale (compresi quelli che non concorrono a formare il reddito d’impresa, quelli decommercializzati e quelli relativi all’attività istituzionale), senza tener conto di quelli assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva;
  • nel rigo RS26, va indicato l’ammontare delle spese e degli altri componenti negativi, compresi gli ammortamenti e gli accantonamenti, nei limiti in cui ne è ammessa la deduzione, relativi a beni e servizi adibiti promiscuamente all’esercizio di attività commerciali e di altre attività, nonché la rendita catastale rivalutata o il canone di locazione, anche finanziaria, relativo ad immobili ad uso promiscuo.

Per gli immobili utilizzati promiscuamente è infatti deducibile la rendita catastale o il canone di locazione anche finanziaria per la parte del loro ammontare che corrisponde al predetto rapporto.

Sulla base della compilazione della predetta sezione è possibile determinare la variazione in aumento, pari alla quota non deducibile del costi promiscui, da indicare nell’apposito rigo RF27:

Nel rigo RF27 va infatti indicato l’importo delle spese e degli altri componenti negativi, diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, per la parte indeducibile ai sensi dell’articolo 109, comma 5, Tuir.

La disciplina delle associazioni secondo il codice del terzo settore