7 Marzo 2014

E le Ceneri sono arrivate

di Chicco Rossi Scarica in PDF

La scorsa settimana parlavamo di Carnevale e di gnocchi e già siamo proiettati verso la chiusura dei bilanci e l’inizio della campagna dichiarativa.

Eh sì, perché due giorni fa era il Mercoledì delle Ceneri, il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che introduce al periodo penitenziale in vista della Pasqua cristiana e del lunedì dell’Angelo quando andremo a fare una scampagnata con le uova sode decorate.

Ecco che allora, per trarre spunto in vista dell’impegno artistico che ci aspetta, si può andare, per avere qualche ispirazione a fare una bella gita a Salisburgo patrimonio dell’Unesco e città natale di un certo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart.

A ben vedere Salisburgo ha dato i natali ad altri eccellenti personaggi quali il drammaturgo Thomas Bernhard ed è stata per un breve periodo la città del grande Trap.

Salisburgo è una splendida cittadina visitabile in una giornata, perfetta per gli amanti della musica classica, i golosi e i nostalgici del Natale ormai trascorso.

Passeggiare per le sue vie richiama a un tempo che fu, grazie alle insegne dei negozi in ferro battuto esposte all’esterno.

Il nome trae origine dall’economia che trainava la città: l’estrazione di sale dalle miniere di salgemma delle vicine montagne, collegate alla città dal fiume Salzach, infatti, Salzburg in tedesco significa Castello del sale e lo stesso fiume che attraversa la città ha un significato affine a Via del sale.

Salisburgo è diventata diocesi nel 739 per merito di quel San Bonifacio che ha dato il nome al paese del “Bradisismo”.

Da non perdere è una visita alla fortezza di Hohensalzburg, di origine medievale che, in ragione della sua posizione, sulla cima del Festungsberg, permette una splendida panoramica sulla città. È la fortezza più grande ancora intatta d’Europa.

Scendendo nella vie cittadine, non si può non fare un passaggio per la Getreidegasse (il Vicolo delle Granaglie) dove si trova la casa natale di Mozart e a cui ogni estate viene dedicato il Festival della musica, con appendice pasquale, occasione nella quale si possono ascoltare i capolavori del genio della musica (anche se Chicco Rossi ama di più l’austero Bach e si ritrova nel Ludovico Van amato anche da Alex) quali il Don Giovanni, Così fan tutte e Le nozze di Figaro.

E come non comprare il prodotto salisburghese per eccellezza, venduto in tutto il mondo, le Mozartkugeln di cui ce ne sono una varietà che va al di là delle ordinarie Viktor Schmidt, entrare nella pasticceria Fürst è come entrare in un mondo a noi sconosciuto a prova di temerari della dieta.

Passeggiando per la Getreidegasse ci si imbatte nel negozio dove i bambini restano incantati ma rappresentano anche una mina vagante visto che sembra di essere in una cristalleria: siamo tra le uova di gallina decorate per tutte le stagioni.

Visto che ci siamo possiamo anche fermarci da Schneiders per comprare un bell’impermeabile con termometro che misura la temperatura corporea annesso (Chicco ce l’ha in versione blu comprato nel suo negozio di fiducia a Napoli, strana la vita vero?).

A questo punto abbiamo due alternative: andiamo a fare acquisti per un brindisi regale o andiamo a visitare un posto il cui nome ha dato il titolo a un grande film di guerra?

Partiamo dalla seconda ipotesi: andiamo a Kehlsteinhaus il cui nome non dice niente, ma se scrivo Nido dell’aquila?

Nel 1939, in occasione del 50° compleanno di Hitler, su progetto dell’architetto Albert Speer, Martin Bormann, segretario personale del Führer e i membri del NSDAP (il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori) fecero costruire l’edificio a un’altitudine di 1.834 metri, in modo tale da poter dominate tutta la Baviera e il Salisburghese. Allo chalet si accede a mezzo di un tunnel di 124 metri scavato nella roccia e dotato di un ascensore in bronzo, smeraldo e oro. Il tratto finale è ricoperto in marmo rosso di Carrara offerto indovinate da chi? Attualmente lo chalet è un ristorante senza pretese dove si può comunque mangiare un wurstel con del brezel, sorseggiando una buona birra (Zipfer?).

L’alternativa è quella del brindisi. Ma dove andremo mai? Nel tempio del calice di cristallo da vino: la Riedel.

Signori, si entra in un posto da capogiro dove servirebbe in Gps per riuscire ad orientarsi nell’offerta interminabile di forme di calice, pronte a soddisfare qualsiasi richiesta, a cui si aggiungono decanter, corsi di degustazione e tutto quanto ha a che fare con il mondo del vino che a noi piace tanto.

E per fare un prosit cosa scegliamo?

Ma un Quarz della Cantina di Terlano, un Sauvignon Blanc in purezza dal colore giallo paglierino All’olfatto si evidenziano le classiche note fruttate di mango, papaya e pompelmo rosso abbinate agli aromi di erbe come il tè verde. Al palato presenta un sapore armonicamente pieno che diventa deciso e persistente nel retrogusto.

Avvisiamo gli utenti che purtroppo il vino va prenotato in anticipo (Chicco con un amico si è premunito e ne ha fatto una buona scorta).